Firenze – Svolta nelle indagini sulla brutale aggressione avvenuta nella periferia fiorentina dell’Oltrarno. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro cittadini marocchini, accusati di tentato omicidio aggravato in concorso e porto di armi od oggetti atti ad offendere. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze, ha permesso di identificare i presunti responsabili del pestaggio di un loro connazionale di 26 anni, avvenuto la sera del 3 settembre 2025.

Una violenza efferata per futili motivi

I fatti si sono svolti nelle vicinanze del cinema multisala Uci di via del Cavallaccio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima è stata accerchiata e colpita da un gruppo di persone armate non solo di coltelli di grandi dimensioni, simili a machete, ma anche di sassi e altri oggetti contundenti, tra cui un tombino e un casco da moto. Un’aggressione definita “efferata” dagli inquirenti, che ha causato al giovane lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Alla base del violento gesto ci sarebbe una lite precedente tra le parti coinvolte, i cui contenuti non sono stati ancora del tutto chiariti, ma che sembrano ricondurre a motivi personali. L’episodio si configura come un vero e proprio regolamento di conti, una sorta di spedizione punitiva.

Le indagini e l’identificazione dei responsabili

Fondamentale per la risoluzione del caso è stata l’analisi meticolosa e capillare delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza cittadina. Gli agenti della Squadra Mobile hanno visionato ore di filmati, riuscendo a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e a dare un volto e un nome ai presunti autori. L’attività investigativa, supportata da ulteriori accertamenti sul territorio, ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei quattro giovani.

L’arresto e il carcere

Nei giorni scorsi, al termine delle indagini, è scattato il blitz della polizia. I quattro cittadini marocchini, destinatari del provvedimento cautelare emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, sono stati rintracciati e arrestati. Attualmente si trovano reclusi nel carcere di Sollicciano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia.

Di veritas

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