Il sipario sta per calare su un’era di formulazioni cosmetiche che, per decenni, hanno fatto affidamento su una classe di composti chimici tanto performanti quanto controversi: i PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche). Il 2026 si profila come l’anno della svolta, con la Francia che assume un ruolo di apripista in Europa, imponendo un divieto totale sulla loro presenza nei prodotti di bellezza a partire dal 1° gennaio. Una decisione che non solo scuote il mercato, ma che funge da catalizzatore per un cambiamento normativo più ampio a livello continentale, spingendo consumatori e aziende a interrogarsi sul futuro della bellezza pulita e sicura.
Cosa sono i PFAS e perché si trovano nei nostri trucchi?
Per comprendere la portata di questa rivoluzione, è fondamentale capire cosa siano i PFAS. Noto anche come “forever chemicals” (sostanze chimiche eterne), questo vasto gruppo di oltre 10.000 composti chimici sintetici è caratterizzato da un legame carbonio-fluoro eccezionalmente forte. Questa peculiarità chimica, dal punto di vista della meccanica quantistica, conferisce loro una stabilità straordinaria, rendendoli resistenti all’acqua, agli oli, al calore e alla degradazione.
Nel mondo della cosmetica, queste proprietà si traducono in performance molto ricercate. I PFAS sono gli “ingegneri segreti” dietro a molti prodotti che amiamo per la loro efficacia: donano a fondotinta e mascara l’etichetta “waterproof” e “long-lasting”, migliorano la scorrevolezza e la texture di creme e sieri, e garantiscono una tenuta impeccabile ai rossetti. Si trovano, infatti, in un’ampia gamma di articoli, dagli ombretti agli smalti, fino ai prodotti per la cura della pelle.
La Mossa Audace della Francia e la Risposta Europea
La Francia, con una legge approvata già nel febbraio 2025 e un decreto attuativo firmato a fine dicembre dello stesso anno, ha deciso di anticipare i tempi. Dal 1° gennaio 2026, sarà vietata la produzione, l’importazione e la vendita sul territorio francese di qualsiasi cosmetico contenente PFAS aggiunti intenzionalmente. La normativa prevede un periodo di transizione di 12 mesi per i prodotti fabbricati prima di tale data, che potranno essere commercializzati fino alla fine del 2026.
Questa iniziativa francese non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un contesto europeo di crescente attenzione verso la pericolosità di queste sostanze. L’Unione Europea, attraverso l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), sta lavorando a una restrizione “di gruppo” che potrebbe bandire migliaia di PFAS in vari settori, inclusa la cosmetica. Sebbene i tempi dell’UE siano più dilatati, la direzione è chiara. Anche l’associazione di categoria Cosmetics Europe ha emesso una raccomandazione ai produttori per l’eliminazione volontaria dei PFAS entro la fine del 2025, segnalando un cambiamento di paradigma ormai inarrestabile.
Le Preoccupazioni per la Salute e l’Ambiente
La ragione di questa stretta normativa risiede nelle crescenti evidenze scientifiche sui rischi associati ai PFAS. La loro stessa persistenza è il cuore del problema: non degradandosi, si accumulano nell’ambiente (acqua, suolo) e negli organismi viventi, compreso l’uomo, un fenomeno noto come bioaccumulo.
Studi hanno correlato l’esposizione a lungo termine a specifici PFAS con una serie di effetti avversi sulla salute, tra cui problemi alla tiroide, aumento dei livelli di colesterolo, danni al fegato e al sistema immunitario, e un aumentato rischio di alcuni tipi di cancro (come quello ai reni e ai testicoli). Sebbene l’assorbimento cutaneo sia ancora oggetto di studio, la preoccupazione riguarda soprattutto i prodotti applicati vicino a mucose, come labbra e occhi, che potrebbero aumentare l’esposizione per ingestione o assorbimento. Ricerche recenti hanno anche evidenziato come l’uso di cosmetici contenenti PFAS possa aumentare le concentrazioni di queste sostanze nel sangue e persino nel latte materno delle donne in gravidanza.
La Posizione degli Stati Uniti: un Quadro di Incertezza
Mentre l’Europa accelera, oltreoceano la situazione appare più complessa. La Food and Drug Administration (FDA) statunitense, in un recente report pubblicato a fine dicembre 2025 come richiesto dal Modernization of Cosmetics Regulation Act (MoCRA), ha gettato un’ombra di incertezza. L’agenzia ha ammesso di non poter determinare con certezza la sicurezza della maggior parte dei PFAS utilizzati nei cosmetici a causa di “significative lacune nei dati tossicologici”.
Il report ha identificato 51 PFAS aggiunti intenzionalmente in circa 1.744 formulazioni cosmetiche negli USA, ma ha potuto esprimere un giudizio di “bassa preoccupazione” solo per 5 di essi. Per ben 19 dei 25 PFAS più comuni, i dati sono risultati insufficienti per una valutazione di sicurezza definitiva. Questa ammissione sottolinea l’urgenza di ulteriori ricerche e lascia i consumatori americani in un limbo normativo, anche se a livello statale (come in California) si stanno già muovendo divieti simili a quelli europei.
Come Riconoscere i PFAS in Etichetta: Guida per il Consumatore Consapevole
Nell’attesa che i divieti diventino universali, come può un consumatore attento evitare i PFAS? La chiave è imparare a leggere l’etichetta (INCI – Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici). Ecco alcuni consigli pratici:
- Cerca le diciture “PFAS-free” o “Non contiene PFAS”: sempre più brand, anticipando le normative, stanno evidenziando l’assenza di queste sostanze, spesso accompagnata da certificazioni di enti terzi.
- Impara a riconoscere i nomi: la presenza di prefissi come “perfluoro-“, “tetrafluoro-“ o la parola “fluoro” nel nome di un ingrediente è un forte indicatore.
- Presta attenzione a questi INCI comuni:
- PTFE (Polytetrafluoroethylene, il nome chimico del Teflon)
- Perfluorodecalin
- Perfluorononyl Dimethicone
- Methyl Perfluoroisobutyl Ether
- Perfluorohexylethyl Triethoxysilane
- Ammonium C6-16 perfluoroalkyl ethyl phosphate
- Attenzione agli acquisti online extra-UE: i prodotti provenienti da mercati con regolamentazioni meno stringenti hanno maggiori probabilità di contenere ancora questi composti.
La transizione verso una cosmetica “PFAS-free” è ormai avviata. La decisione della Francia segna un punto di non ritorno, spingendo l’intera industria a innovare e a trovare alternative più sicure e sostenibili. Per i consumatori, questo momento rappresenta una grande opportunità per diventare più consapevoli e per premiare, con le proprie scelte d’acquisto, le aziende che mettono al primo posto la salute e la trasparenza.
