BRINDISI – Attimi di puro panico e paura si sono vissuti a bordo del volo Ryanair FR 3424, decollato nel pomeriggio di venerdì 9 gennaio 2026 dall’aeroporto di Milano Malpensa e diretto a Brindisi. A metà tragitto, una bomboletta di spray al peperoncino, incautamente riposta nel bagaglio a mano di una passeggera, è esplosa o si è attivata accidentalmente, rilasciando il suo contenuto urticante all’interno della cabina pressurizzata dell’aereo.

L’incidente ha immediatamente reso l’aria irrespirabile per diversi minuti, scatenando il caos tra i viaggiatori. Molti hanno accusato bruciore agli occhi, alla gola e alle vie respiratorie, accompagnato da attacchi di tosse incontrollabili. La mancanza di una causa immediatamente riconoscibile ha amplificato il terrore, portando molti a temere un grave guasto tecnico all’aeromobile.

LA TESTIMONIANZA DEI PASSEGGERI: “SI È SCATENATO IL CAOS”

Le testimonianze di chi era a bordo dipingono un quadro di forte apprensione. “L’aria era diventata irrespirabile e si è diffuso il panico“, ha raccontato un passeggero, Marco Fumarola, sui suoi canali social, documentando con una foto l’intervento della polizia una volta atterrati. “Le persone si sono accalcate dalle file centrali verso la testa e la coda dell’aereo, nonostante i vani tentativi delle assistenti di volo di mantenere l’ordine”. L’episodio è avvenuto, secondo alcuni racconti, durante una fase di moderata turbolenza, fattore che ha ulteriormente complicato la gestione della situazione da parte dell’equipaggio.

Un’altra viaggiatrice ha confermato la confusione dei primi minuti: “È successo a metà volo, il panico è stato generale. Nessuno capiva cosa stesse accadendo“. La sensazione di non avere vie di fuga in un ambiente chiuso come la cabina di un aereo ha trasformato un incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze fisiche, in un’esperienza traumatica per molti dei presenti.

L’INTERVENTO DELLA POLIZIA E LA DENUNCIA

Nonostante la situazione critica, il comandante e l’equipaggio sono riusciti a mantenere il controllo del velivolo, che è atterrato regolarmente e in orario all’aeroporto di Brindisi. A terra, però, ad attendere i passeggeri c’erano gli agenti della Polizia di frontiera, allertati dallo stesso comandante.

Saliti a bordo, gli agenti hanno rapidamente individuato il bagaglio a mano contenente la bomboletta e la sua proprietaria. Per la donna è scattata immediatamente la procedura di denuncia per inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. Questo reato, previsto dal Codice della Navigazione, punisce chiunque non osserva una disposizione di legge o di regolamento ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorità competente in materia di sicurezza della navigazione.

NORMATIVA E SICUREZZA: PERCHÉ LO SPRAY NON PUÒ VIAGGIARE IN AEREO

L’episodio riaccende i riflettori su un tema cruciale: la sicurezza aerea e la conoscenza delle regole sul trasporto di oggetti potenzialmente pericolosi. Lo spray al peperoncino, pur essendo di libera vendita in Italia per i maggiori di 16 anni, è categoricamente vietato a bordo degli aerei, sia nel bagaglio a mano che in quello da stiva.

La normativa europea e le linee guida internazionali (IATA) sono estremamente chiare: gli “strumenti atti a stordire o immobilizzare“, che includono sostanze urticanti come gli spray al peperoncino, sono inseriti nella lista degli articoli proibiti in cabina. La ragione è duplice:

  • Rischio di attivazione accidentale: Come dimostra questo incidente, le variazioni di pressione in cabina possono danneggiare il contenitore e causare il rilascio della sostanza.
  • Pericolosità in ambiente chiuso: In uno spazio confinato e con un sistema di ricircolo dell’aria come quello di un aereo, la dispersione di un agente irritante può avere effetti molto gravi su tutti i passeggeri e sull’equipaggio, compromettendo la sicurezza del volo.

Molti passeggeri si sono chiesti come sia stato possibile che un oggetto del genere abbia superato i controlli di sicurezza all’aeroporto di Malpensa. L’episodio solleva un serio interrogativo sull’efficacia delle procedure di screening, che saranno probabilmente oggetto di ulteriori verifiche.

Di veritas

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