Milano – Gol, emozioni, tensioni e polemiche. Non è mancato nulla nel posticipo domenicale della 20ª giornata di Serie A, dove Inter e Napoli hanno dato vita a una battaglia sportiva di altissimo livello, conclusasi con un pareggio per 2-2 che, in fin dei conti, serve più ai partenopei che ai nerazzurri. Un punto a testa che lascia la classifica sostanzialmente invariata nelle posizioni di vertice, con l’Inter che mantiene tre lunghezze di vantaggio sul Milan e quattro sul Napoli, sprecando però una ghiotta occasione per la fuga.
La cronaca di una partita indimenticabile
San Siro si è vestito a festa per una sfida che prometteva spettacolo e non ha deluso le attese. L’Inter di Cristian Chivu, in panchina al posto dello squalificato Simone Inzaghi, parte con il piede sull’acceleratore e sblocca il risultato dopo appena nove minuti. È Federico Dimarco, con un preciso diagonale mancino su assist di Thuram, a trafiggere Milinkovic-Savic e a far esplodere il Meazza. Sembra l’inizio di una serata trionfale per i padroni di casa, ma il Napoli di Antonio Conte non è squadra che si arrende facilmente.
La reazione degli ospiti è veemente e porta la firma di Scott McTominay. Il centrocampista scozzese, sempre più uomo simbolo di questo Napoli, prima si fa perdonare un errore in fase di costruzione che aveva innescato il gol interista, e poi, al 26′, firma il pareggio con un inserimento da attaccante puro su servizio di Elmas. La partita è equilibrata, intensa e combattuta su ogni pallone, con l’arbitro Daniele Doveri che adotta un metro di giudizio “all’inglese”, lasciando correre molto e fischiando pochi falli, una scelta che genera qualche protesta ma contribuisce al ritmo elevato del match.
La ripresa: rigore, espulsione e ancora McTominay
Nel secondo tempo, la tensione sale ulteriormente. L’episodio chiave arriva al 71′: Mkhitaryan cade in area dopo un contatto con Rrahmani. Inizialmente Doveri lascia proseguire, ma richiamato dal VAR, rivede l’azione al monitor e concede il calcio di rigore all’Inter. La decisione scatena la furia di Antonio Conte. L’allenatore del Napoli protesta in maniera plateale verso il quarto uomo, calciando una bottiglietta e urlando “Vergognatevi!”. L’arbitro non può far altro che estrarre il cartellino rosso. Dal dischetto, Hakan Calhanoglu è glaciale e spiazza il portiere per il nuovo vantaggio nerazzurro.
Con l’uomo in meno in panchina e sotto di un gol, il Napoli sembra al tappeto. Ma è qui che emerge ancora una volta il carattere indomito dei campioni d’Italia. A nove minuti dal termine, è di nuovo Scott McTominay a gelare San Siro. Lo scozzese si avventa su un cross dalla destra e con un colpo di testa preciso firma la sua doppietta personale, fissando il punteggio sul definitivo 2-2. Nel finale, l’Inter ha anche la palla della vittoria, ma un destro a colpo sicuro di Mkhitaryan si stampa clamorosamente sul palo, per la disperazione dei tifosi di casa.
Analisi tattica e statistiche del match
Il pareggio finale appare come il risultato più giusto al termine di una gara tatticamente molto interessante. Le statistiche confermano l’equilibrio visto in campo: il possesso palla è stato diviso quasi equamente. L’Inter ha costruito di più, con 13 tiri totali contro i 7 del Napoli, ma i partenopei sono stati più cinici, creando un numero maggiore di grandi occasioni da gol. La squadra di Chivu ha cercato di imporre il proprio palleggio, mentre il Napoli di Conte ha optato per una manovra più diretta e verticale, sfruttando la fisicità di Hojlund e gli inserimenti dei centrocampisti.
Le reazioni del post-partita
Nel dopo gara, a tenere banco è stato soprattutto il silenzio di Antonio Conte, che ha deciso di non presentarsi ai microfoni per commentare la partita e la sua espulsione. Per l’Inter, il tecnico in seconda Cristian Chivu ha espresso rammarico per non essere riusciti a mantenere il doppio vantaggio, pur sottolineando la grande prestazione contro un avversario di altissimo livello. Entrambe le squadre escono dal campo con la consapevolezza della propria forza, in un campionato che si preannuncia incerto e combattuto fino all’ultima giornata.
