Come una nave che salpa verso orizzonti inesplorati, il Teatro Carlo Felice di Genova ha intrapreso un viaggio ambizioso e necessario: quello dell’inclusione culturale. A fare da apripista a questa nuova rotta è una delle opere più amate e passionali del repertorio verdiano, “Il trovatore”, che a partire da giovedì prossimo non sarà solo un’occasione di grande musica, ma anche il simbolo tangibile di un teatro che desidera parlare a tutti, senza distinzioni. La presentazione ufficiale del progetto “Navigare insieme”, tenutasi questa mattina, ha svelato i contorni di un’iniziativa destinata a lasciare un’impronta profonda nella vita culturale della città e non solo.
Alla presenza del sovrintendente Michele Galli, del direttore artistico Federico Pupo, dell’assessore alla cultura della Regione Simona Ferro e di Marialuisa Centofanti in rappresentanza della sindaca, è stato illustrato un percorso che, come un faro nella notte, intende guidare il pubblico con diverse abilità all’interno del magico mondo dell’opera. “Navigare insieme”, ideato da Manuela Litro, non si limita a un approccio puramente logistico, ma si articola in una serie di interventi pensati per un’esperienza immersiva e completa.
Un Mosaico di Strumenti per un’Esperienza Universale
Il progetto, che si svilupperà progressivamente nei prossimi mesi, prevede un ventaglio di soluzioni all’avanguardia per superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive. Tra le iniziative annunciate figurano:
- Mappe tattili e contenuti audio accessibili direttamente dal sito web del teatro, per permettere alle persone cieche e ipovedenti di orientarsi e di approfondire i contenuti.
- Audiodescrizione dello spettacolo tramite sistemi digitali, per narrare ciò che accade in scena a chi non può vederlo.
- Traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e sottotitoli, per garantire la piena comprensione del libretto e delle dinamiche sceniche al pubblico sordo e ipoudente. Durante le rappresentazioni, le interpreti LIS Jenny Costa e Titta Arpe si alterneranno per raccontare l’opera dal vivo.
- Percorsi multisensoriali pre-spettacolo, pensati per un avvicinamento graduale e coinvolgente all’opera.
- Schede dell’opera in linguaggio Easy to Read, per rendere la trama e i contenuti accessibili anche a persone con disabilità intellettive.
Parallelamente, è stato avviato un percorso di formazione per il personale di sala e di accoglienza, perché l’inclusività passa anche attraverso la capacità di far sentire ogni spettatore accolto e a proprio agio. Questo approccio olistico, che nasce da un percorso di co-progettazione con le associazioni del territorio, mira a trasformare il Carlo Felice in un vero e proprio spazio di incontro per l’intera comunità.
“Il trovatore”: un ponte tra passato e futuro
La scelta de “Il trovatore” come opera inaugurale del progetto non è affatto casuale. Essa si ricollega idealmente alla sensibilità filantropica dello stesso Giuseppe Verdi, che nel suo testamento del maggio 1900 destinò ingenti somme a diversi istituti assistenziali genovesi, tra cui l’Istituto David Chiossone per i ciechi. Un legame storico che oggi si rinnova, proiettando nel futuro la generosità del Maestro di Busseto, che tanto amava la discrezione e il carattere dei genovesi.
L’allestimento in scena è quello acclamato nel 2019, firmato dalla regista Marina Bianchi, con le imponenti e suggestive scene girevoli di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov. Una scenografia che evoca un mondo medievale oscuro e opprimente, tra i bastioni di una fortezza, cieli plumbei e la costante minaccia della violenza, cornice perfetta per le passioni estreme che animano l’opera. Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, torna il maestro Giampaolo Bisanti, già applaudito dal pubblico genovese.
Un Cast di Stelle per un Capolavoro Immortale
A dare voce ai tormentati personaggi verdiani sarà un cast di caratura internazionale. Il ruolo del Conte di Luna sarà interpretato da Ariunbaatar Ganbaatar, che si alternerà con Leon Kim. La soprano Erika Grimaldi vestirà i panni di Leonora, in alternanza con Iwona Sobotka. La mezzosoprano Clémentine Margaine sarà la zingara Azucena (alternandosi con Chiara Mogini), mentre il tenore Fabio Sartori interpreterà il trovatore Manrico (in alternanza con Samuele Simoncini). Completano il cast Simon Lim e Fabrizio Beggi (Ferrando), Irene Celle (Ines) e Manuel Pierattelli (Ruiz).
“Il trovatore”, parte della cosiddetta “trilogia popolare” insieme a Rigoletto e La traviata, è un’opera che incarna l’essenza del melodramma romantico. Un dramma di amore, odio, vendetta e destino, ambientato in una Spagna medievale dilaniata da guerre civili. La sua musica travolgente e le sue arie celeberrime, da “Di quella pira” al commovente “Miserere”, ne fanno uno dei titoli più amati dal pubblico di tutto il mondo, capace ancora oggi, come sottolineato dal sovrintendente Galli, di parlare con una forza teatrale intatta.
Le recite si terranno da giovedì 15 gennaio fino a venerdì 23 gennaio 2026, con un calendario che prevede sia spettacoli serali che pomeridiani. Con “Navigare insieme”, il Teatro Carlo Felice non si limita a mettere in scena un’opera, ma lancia un messaggio potente: la cultura è un bene prezioso che deve essere accessibile a tutti, un mare aperto in cui ognuno ha il diritto di navigare.
