Nelle alchimie dell’arte, vi sono incontri destinati a lasciare un segno indelebile, dove la musica e la settima arte non si limitano a dialogare, ma si fondono in un unico, potente grido. È il caso della collaborazione tra il cantautore Diodato e l’attore e regista esordiente Michele Riondino per il film “Palazzina LAF”. Un progetto che affonda le sue radici nella terra martoriata e orgogliosa di Taranto, città natale di entrambi gli artisti, e che trova il suo culmine emotivo nel brano “La mia terra”, insignito del prestigioso premio David di Donatello 2024 come Migliore Canzone Originale.
‘La mia terra’: Un Canto di Dolore e Appartenenza
“La mia terra” è molto più di una colonna sonora. È un manifesto, una dichiarazione d’amore e di dolore per una città dai contrasti lancinanti. Scritta, composta e interpretata da Diodato, la canzone intreccia sonorità popolari e solenni a un testo che evoca la bellezza che resiste ostinatamente al disastro ambientale. L’artista, già vincitore di un David nel 2020 per “Che vita meravigliosa”, riesce a tradurre in musica la complessità di un sentimento di appartenenza che è allo stesso tempo orgoglio e ferita. Il brano, prodotto insieme a Tommaso Colliva, non si limita ad accompagnare le immagini del film, ma ne diventa parte integrante, un controcanto lirico che amplifica la denuncia e la passione civile che animano l’intera opera. La canzone esplora la profonda connessione con la propria terra, sottolineando la necessità di preservarla per le generazioni future.
‘Palazzina LAF’: Il Cinema di Denuncia di Michele Riondino
Con “Palazzina LAF”, Michele Riondino fa il suo esordio alla regia con un’opera coraggiosa e necessaria. Il film, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023, porta sullo schermo una pagina oscura della storia industriale italiana: la vicenda, realmente accaduta alla fine degli anni ’90, della “Palazzina Laminatoio a Freddo” dello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto. In questo luogo venivano confinati e demansionati, in una pratica assimilabile al mobbing, i dipendenti e i quadri considerati “scomodi”. Riondino, anche attore protagonista nel ruolo di Caterino, costruisce un racconto grottesco e drammatico che, attraverso la vicenda personale, assurge a metafora universale della lotta per la dignità del lavoro. Al suo fianco, un cast di altissimo livello che include un magistrale Elio Germano, premiato con il David come Miglior Attore Non Protagonista, e Vanessa Scalera.
Il film è tratto dal libro “Fumo sulla città” dello scrittore Alessandro Leogrande, a cui l’opera è dedicata, e sceneggiato dallo stesso Riondino con Maurizio Braucci.
Un Legame Indissolubile: Diodato, Riondino e Taranto
Questa collaborazione non nasce per caso. Diodato e Michele Riondino, amici e conterranei, sono da anni uniti nell’impegno civile per la loro città, in particolare come direttori artistici dell’evento “Uno Maggio Taranto Libero e Pensante”. Il loro legame artistico e personale è intriso di un attivismo culturale che cerca di immaginare un futuro diverso per Taranto, al di là del ricatto occupazionale e del disastro ambientale. “Palazzina LAF” e “La mia terra” sono il frutto maturo di questo percorso condiviso: un’opera in cui l’arte si fa strumento di coscienza, memoria e testimonianza. Entrambi gli artisti, attraverso il cinema e la musica, danno voce a una comunità, trasformando una storia locale in un potente messaggio universale.
Produzione e Riconoscimenti
Prodotto da Palomar, Bravo e Bim Distribuzione con Rai Cinema, “Palazzina LAF” ha raccolto ampi consensi di critica e pubblico, affermandosi come uno dei film italiani più importanti della stagione. Oltre ai già citati premi per la canzone originale e l’attore non protagonista, il film ha trionfato ai David di Donatello 2024, dove lo stesso Michele Riondino ha vinto il premio come Miglior Attore Protagonista. Un successo che testimonia la forza di un cinema capace di guardare in faccia la realtà, anche la più scomoda, con rigore, passione e una qualità artistica di prim’ordine.
