Il governo della Colombia, guidato dal presidente Gustavo Petro, ha ufficialmente annunciato il lancio del ‘Progetto Nazionale Scudo Anti-Drone’, un’iniziativa strategica senza precedenti che mira a rivoluzionare la difesa dello spazio aereo del paese. Con un investimento stimato di 6,2 trilioni di pesos (circa 1,6 miliardi di dollari), il progetto si pone l’obiettivo di contrastare la crescente minaccia rappresentata dall’uso di droni da parte di gruppi armati irregolari, dissidenti delle FARC, e organizzazioni criminali legate al narcotraffico. Questa mossa segna un passo decisivo per la sicurezza nazionale colombiana, posizionando il paese come un riferimento regionale nella lotta alle nuove forme di minacce asimmetriche.
Un’escalation di attacchi che richiede una risposta decisa
La decisione di Bogotà non è casuale, ma arriva in risposta a un’allarmante escalation di attacchi perpetrati con velivoli senza pilota (UAV). Secondo i dati forniti dall’esercito colombiano, il primo attacco documentato da parte di gruppi armati illegali risale al 26 aprile 2024. Da quella data fino al 18 dicembre dello stesso anno, sono stati registrati ben 393 attacchi con questi dispositivi. Queste incursioni hanno preso di mira non solo obiettivi militari e forze di polizia, ma anche infrastrutture critiche e, in alcuni casi, hanno coinvolto la popolazione civile, dimostrando la versatilità e la pericolosità di questa nuova tattica di guerriglia. I gruppi dissidenti dello Stato Maggiore Centrale (EMC) delle FARC sono stati identificati tra i principali utilizzatori di questa tecnologia, impiegando droni commerciali, spesso modificati artigianalmente per trasportare e sganciare ordigni esplosivi.
I dettagli del “Progetto Scudo Nazionale Anti-Drone”
Il Ministero della Difesa colombiano ha descritto il progetto come “una delle strategie più audaci e innovative per proteggere il nostro spazio aereo dall’uso criminale dei droni”. L’iniziativa prevede la creazione di un sistema di difesa a più livelli (multi-layered system), integrato su scala nazionale, che combinerà diverse tecnologie all’avanguardia. Tra le componenti chiave dello scudo ci saranno:
- Sistemi di rilevamento e allerta precoce: sensori avanzati per identificare, tracciare e classificare i droni ostili.
- Guerra elettronica: strumenti per disturbare e neutralizzare le comunicazioni tra i droni e i loro operatori (jamming).
- Intercettori fisici: sistemi in grado di abbattere o catturare fisicamente i velivoli nemici.
- Nodi di comando e controllo: una rete integrata per coordinare la risposta tra le Forze Armate, l’aviazione civile e i sistemi di emergenza.
Il Presidente Petro ha già ordinato lo stanziamento di circa un trilione di pesos per avviare la prima fase del progetto nel corso del 2026. Per garantire l’efficacia e l’efficienza dell’implementazione, è stato istituito un team multidisciplinare composto da esperti delle Forze Militari e della Polizia Nazionale.
Una gara d’appalto internazionale per le migliori tecnologie
Per assicurarsi le soluzioni tecnologiche più avanzate disponibili sul mercato globale, il governo colombiano ha annunciato l’apertura di una gara d’appalto internazionale. A tale scopo, il Ministero della Difesa ha invitato i paesi e le aziende interessate a partecipare a una riunione informativa che si terrà il 16 gennaio alle 9:00 (ora locale) presso la sede del ministero a Bogotà. Questo incontro servirà a delineare i requisiti operativi e tecnici del progetto, valutando le proposte in base a criteri di performance, interoperabilità, costi e tempi di consegna. L’apertura al mercato internazionale sottolinea la volontà della Colombia di dotarsi di uno scudo anti-drone di prim’ordine, capace di affrontare le sfide attuali e future.
Contesto geopolitico e implicazioni regionali
L’annuncio del progetto si inserisce in un contesto geopolitico regionale complesso e in rapida evoluzione. Alcuni analisti internazionali hanno collegato l’accelerazione del programma a recenti eventi, come l’operazione militare statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Sebbene il governo colombiano abbia motivato la decisione principalmente con la minaccia interna, è innegabile che un tale investimento in difesa aerea rafforzi la posizione strategica del paese nell’intera America Latina. Il Ministro della Difesa, Iván Velásquez, ha affermato che “questo investimento posiziona inoltre la Colombia come punto di riferimento regionale nella lotta contro le nuove minacce”. Il progetto non solo mira a proteggere i cittadini e il territorio nazionale, ma rappresenta anche un chiaro messaggio sulla determinazione della Colombia a difendere la propria sovranità con le tecnologie più moderne.
