Arezzo – Un’azione fulminea, audace e quasi cinematografica ha scosso il cuore di Arezzo. Intorno alle 13:30 di oggi, la storica gioielleria Grotti di via Spinello, a pochi passi da Corso Italia e dai Bastioni, è stata teatro di un audace assalto che ha lasciato dietro di sé una scia di vetri infranti, schiuma bianca e profonda inquietudine tra i cittadini.
LA DINAMICA DELL’ASSALTO: UN’OPERAZIONE MILITARE NEL CUORE DELLA CITTÀ
Un commando composto da quattro individui, a volto coperto e vestiti di nero, è giunto a bordo di un’Audi scura davanti al negozio, che aveva da poco abbassato le serrande per la pausa pranzo. In una manciata di secondi, i malviventi hanno messo in atto un piano studiato nei minimi dettagli. Per prima cosa, hanno azionato degli estintori e dei potenti schiumogeni, creando una densa nube bianca che ha avvolto l’intera strada. Questa cortina artificiale ha garantito loro una copertura quasi totale, seminando il panico tra i passanti e impedendo a chiunque di intervenire o di osservare chiaramente le loro mosse. Addirittura, un vigilante che si stava avvicinando è stato allontanato proprio con un getto di schiuma.
Sfruttando il caos e la visibilità ridotta, i banditi si sono accaniti sulla vetrina della gioielleria armati di picconi e altri attrezzi da scasso. Con violenza e determinazione, hanno forzato la saracinesca e mandato in frantumi le vetrine, riuscendo ad arraffare numerosi contenitori con gioielli e preziosi esposti sul bancone. L’intera operazione, secondo le prime ricostruzioni, è durata poco più di un minuto e mezzo, un tempo brevissimo che testimonia la professionalità e la preparazione della banda.
LA FUGA E L’INIZIO DELLE INDAGINI
Una volta razziato il bottino, il commando si è dileguato a bordo della stessa auto scura, lasciando sull’asfalto gli strumenti del colpo: picconi, una bombola e una coltre di schiuma bianca. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono confluite le volanti della Polizia di Stato, con gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica che hanno transennato l’area per effettuare i rilievi. Le indagini sono in pieno svolgimento e si concentrano sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, e sui video amatoriali girati da alcuni testimoni oculari che sono rapidamente circolati sui social network.
Il titolare della gioielleria, Mauro Grotti, è stato avvisato dell’accaduto mentre si trovava in palestra. Giunto sul posto, ha trovato il suo negozio, un’attività storica aperta dal 1948, devastato. La moglie, colta da un lieve malore alla vista della scena, è stata soccorsa dal personale del 118. Questa mattina, il signor Grotti ha formalizzato la denuncia in Questura. Secondo una prima stima, ancora da confermare con precisione, il valore del bottino si aggirerebbe intorno ai 500mila euro. I ladri hanno prelevato gioielli e oro dagli espositori, ma pare che la vetrina principale, dotata di vetro antisfondamento, abbia resistito e che non ci sia stato il tempo di forzare le casseforti.
LO SHOCK DELLA CITTÀ E L’ALLARME SICUREZZA
L’episodio ha destato enorme impressione e paura in tutta la città, non solo per l’ingente valore della refurtiva, ma soprattutto per la sfrontatezza e la violenza con cui i criminali hanno agito in pieno giorno, nel cuore pulsante di Arezzo. La gioielleria Grotti, purtroppo, non è nuova a simili attacchi, essendo già finita in passato nel mirino dei malviventi.
L’accaduto ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla sicurezza nel centro storico. Massimo Boncompagni, presidente della Fiog (Federazione Italiana Orafi e Gioiellieri) di Confesercenti Arezzo, ha espresso piena solidarietà al collega e ha lanciato un appello alle istituzioni. “La modalità con cui i malviventi hanno agito, indisturbati e con sfrontatezza, deve essere un monito per riflettere sulla sicurezza del territorio”, ha dichiarato, chiedendo un confronto per garantire maggiore tranquillità ai commercianti. Anche la vicesindaca Lucia Tanti è intervenuta sulla vicenda, esprimendo “piena fiducia nelle forze dell’ordine” e l’auspicio che i responsabili vengano presto assicurati alla giustizia.
Mentre la caccia alla banda è aperta in tutta la regione, la comunità aretina resta attonita di fronte a un atto criminale che ha violato la tranquillità di un pomeriggio qualunque, trasformandolo in uno scenario da film d’azione con conseguenze fin troppo reali.
