Caracas – Una settimana dopo l’operazione che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro, il Dipartimento di Stato americano ha lanciato un appello urgente e perentorio a tutti i suoi cittadini presenti in Venezuela: lasciare il Paese “immediatamente”. L’avviso, che porta il livello di allerta al grado massimo – Livello 4: Non Viaggiare – riflette una situazione della sicurezza interna definita “instabile” e “fluida”, con rischi concreti e crescenti per gli stranieri, in particolare per i cittadini statunitensi.
Il comunicato ufficiale, diffuso attraverso i canali diplomatici, mette in guardia contro la presenza e l’azione di milizie armate, note come “colectivos”, che starebbero attivamente cercando cittadini americani. “Si segnala la presenza di gruppi di milizie armate, noti come ‘colectivos’, che istituiscono posti di blocco e ispezionano veicoli alla ricerca di prove di cittadinanza statunitense o di sostegno agli Stati Uniti”, si legge nella nota. Questo scenario trasforma ogni spostamento in un potenziale pericolo, esponendo gli americani a rappresaglie dirette nel vuoto di potere e nel caos seguiti alla caduta di Maduro.
Chi Sono i “Colectivos”: la Minaccia Armata del Chavismo
Per comprendere la gravità dell’allerta, è fondamentale capire chi siano i colectivos. Nati come organizzazioni comunitarie di base nei quartieri più poveri, questi gruppi si sono evoluti, soprattutto sotto la presidenza di Hugo Chávez e poi di Nicolás Maduro, in vere e proprie forze paramilitari di estrema sinistra. Armati, finanziati e spesso tollerati se non direttamente supportati dall’apparato statale, hanno agito per anni come uno strumento di controllo sociale e repressione del dissenso. Human Rights Watch li ha descritti come “bande armate che usano la violenza con impunità” per perseguitare gli oppositori politici. Con la cattura del loro leader di riferimento, questi gruppi, radicati nel territorio e ideologicamente ostili agli Stati Uniti, rappresentano ora una minaccia imprevedibile e diffusa, operando al di fuori di una chiara catena di comando e alimentando il clima di terrore.
Una Via di Fuga Incerta tra Voli Ripresi e Caos Generale
L’appello del Dipartimento di Stato a lasciare il Paese coincide con una timida ripresa dei voli internazionali, sospesi durante le fasi più acute dell’operazione contro Maduro. “Ora che i voli internazionali sono ripresi, i cittadini Usa dovrebbero lasciare il Paese immediatamente”, recita l’avviso. Tuttavia, la situazione logistica rimane complessa. La funzionalità degli aeroporti è precaria e soggetta a interruzioni di servizi essenziali, come l’elettricità, che continuano a verificarsi in tutto il Paese. Le autorità statunitensi consigliano di verificare costantemente lo stato dei voli e di adottare la massima cautela negli spostamenti verso gli scali aerei. L’assenza di personale diplomatico americano a Caracas, ritirato già nel marzo 2019, complica ulteriormente la situazione, rendendo impossibile fornire assistenza consolare diretta in caso di emergenza.
Il Contesto: Crisi Economica e Vuoto di Potere
L’avviso di Washington si inserisce in un contesto venezuelano devastato da anni di profonda crisi economica, politica e sociale. L’iperinflazione, la carenza di beni di prima necessità e il crollo della produzione petrolifera, un tempo motore dell’economia nazionale, hanno gettato la popolazione allo stremo, causando un esodo di massa con oltre 7,7 milioni di migranti. La cattura di Maduro, lungi dal rappresentare una soluzione immediata, ha creato un pericoloso vuoto di potere. Le reazioni dei mercati finanziari sono state caute, con un lieve rialzo delle obbligazioni venezuelane ma senza scossoni sui prezzi del petrolio, a testimonianza dell’incertezza sul futuro del Paese. Il figlio di Maduro, Nicolás Maduro Guerra, ha lanciato un appello all’unità del chavismo, un segnale che le forze leali al vecchio regime non intendono cedere il controllo senza combattere.
Le Implicazioni Geopolitiche e le Mosse Americane
L’operazione statunitense in Venezuela ha scatenato reazioni contrastanti a livello internazionale, con molti Paesi che hanno sollevato preoccupazioni per la violazione del diritto internazionale. Da parte sua, l’amministrazione americana, con a capo il presidente Trump, ha rivendicato il controllo della situazione, affermando di voler gestire direttamente le immense riserve petrolifere del Paese. “Tratterete direttamente con noi, non avrete alcun rapporto con il Venezuela”, ha dichiarato Trump rivolgendosi alle compagnie petrolifere, preannunciando investimenti per almeno 100 miliardi di dollari. Questa mossa delinea una strategia che va oltre la semplice rimozione di un leader ostile, puntando a un riassetto geopolitico ed economico dell’intera regione, con profonde implicazioni per attori globali come Cina e Russia.
In conclusione, l’esortazione a fuggire dal Venezuela è il drammatico epilogo di una crisi pluriennale e l’inizio di una fase nuova e ancora più incerta. Per i cittadini americani sul territorio, il messaggio è inequivocabile: il pericolo è reale, l’assistenza impossibile e l’unica opzione sicura è la partenza immediata.
