Milano – Una richiesta di giustizia che si leva forte e chiara nel giorno più buio, quello dell’addio. Andrea Costanzo, padre di Chiara, la sedicenne milanese che ha perso la vita nella strage della discoteca Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, ha affidato al suo dolore un appello diretto e toccante alle più alte cariche dello Stato. Al termine del funerale della figlia, celebrato nella basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano gremita di familiari, amici e cittadini commossi, l’uomo ha espresso il desiderio di incontrare la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti”, ha dichiarato Costanzo, “vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni”.

Le sue parole, pronunciate con la dignità di un padre devastato ma determinato, racchiudono la richiesta di un’intera comunità che piange sei giovani vite italiane spezzate in una notte di festa trasformatasi in tragedia. La richiesta è precisa: che lo Stato italiano non lasci sole le famiglie delle vittime e si costituisca parte civile nel procedimento giudiziario che dovrà fare luce sulle responsabilità di quanto accaduto la notte di Capodanno. “Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile”, ha detto Costanzo parlando con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, presente alle esequie in rappresentanza del governo.

La tragedia di Capodanno e la sete di giustizia

La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, un incendio divampato nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Tra le vittime, sei giovani italiani: Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero state innescate da candele pirotecniche utilizzate per festeggiare, che avrebbero raggiunto il materiale fonoassorbente del soffitto, propagando rapidamente il rogo.

L’appello di Andrea Costanzo è un grido che chiede di andare oltre la fatalità. “Abbiamo bisogno di sapere che le indagini verranno effettuate con scrupolo, senza cercare di insabbiare nulla, ma facendo luce sulla verità e sulle responsabilità”, ha aggiunto. Il padre di Chiara, ricordando il “grandissimo senso di giustizia” della figlia, ha concluso con parole dure: “Qualcuno ha calpestato le regole probabilmente, le regole del vivere civile, e dobbiamo fare in modo che chi è stato superficiale cambi mestiere”.

L’inchiesta si muove su un doppio binario

Mentre le famiglie piangono i loro cari, la macchina della giustizia si è messa in moto. L’indagine sulla strage si sviluppa ora su un doppio binario: quello svizzero e quello italiano. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio, un atto dovuto quando sono coinvolti cittadini italiani all’estero. Questa iniziativa conferisce alla vicenda una dimensione internazionale e si affianca alle indagini condotte dalle autorità del Canton Vallese.

I proprietari del locale, una coppia di imprenditori francesi, sono indagati. Le critiche si sono concentrate sulla gestione della sicurezza del locale e su un presunto vuoto nei controlli da parte delle autorità locali negli anni precedenti la tragedia. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha in programma un incontro con la procuratrice generale del Canton Vallese per fare il punto sulle indagini, mentre l’avvocato di alcune famiglie italiane ha sottolineato come in Italia i proprietari sarebbero stati probabilmente arrestati nell’immediato per consentire le perquisizioni e la raccolta di prove.

Il dolore di una comunità e la vicinanza delle istituzioni

I funerali di Chiara Costanzo, così come quelli delle altre giovani vittime italiane, hanno visto una partecipazione corale e commossa, testimoniando lo shock di un’intera nazione. A Milano, oltre al ministro Valditara, erano presenti il sindaco Giuseppe Sala e la senatrice a vita Liliana Segre, che ha parlato di un “dolore che da genitori non si può sopportare”. La vicinanza delle istituzioni è stata riconosciuta e apprezzata da Andrea Costanzo: “Tutto il governo e tutte le istituzioni sono state molto vicine a noi e alle famiglie di tutte le vittime. Ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani”.

Ora, però, alla vicinanza e al cordoglio deve seguire un’azione concreta. La richiesta di costituzione di parte civile da parte dello Stato italiano rappresenterebbe un segnale fortissimo di supporto alle famiglie e di determinazione nel perseguire la giustizia, ovunque essa debba essere cercata. Un atto non solo formale, ma sostanziale, per garantire che la memoria di Chiara e delle altre vittime non venga dimenticata e che tragedie come quella di Crans-Montana non abbiano mai più a ripetersi.

Di veritas

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