Milano naviga a vista in una seduta caratterizzata da un’estrema cautela da parte degli investitori. L’indice principale, il Ftse Mib, si muove in un range ristretto, chiudendo con un leggero rialzo dello 0,11% a 45.722 punti. Un andamento che riflette un clima di attesa, influenzato dalle dinamiche macroeconomiche globali e dalle imminenti decisioni delle banche centrali. Tuttavia, il dato più significativo della giornata arriva dal mercato obbligazionario, dove lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi prosegue la sua corsa al ribasso, attestandosi a 63 punti base, un livello che non si registrava da quasi due decenni. Questo calo del differenziale di rendimento è un segnale inequivocabile della crescente fiducia degli investitori internazionali nella stabilità e nell’affidabilità creditizia dell’Italia.
I titoli migliori: Amplifon e il settore tecnologico guidano i rialzi
A sostenere il listino milanese contribuiscono alcune performance di rilievo. In testa al Ftse Mib si piazza Amplifon, leader mondiale nelle soluzioni uditive, che mette a segno un recupero significativo con un balzo del 2,58%. Il titolo mostra segnali di ripresa dopo un periodo di incertezza, attirando l’interesse degli operatori. Ottima giornata anche per il comparto tecnologico, con StM (STMicroelectronics) che avanza del 2,37%, sostenuta da un sentiment positivo sul settore dei semiconduttori a livello globale. Anche il settore automobilistico si distingue, con Stellantis che guadagna il 2%, in scia a una generale fiducia nel comparto.
Positiva anche la seduta per il lusso e l’energia. Brunello Cucinelli conferma il suo buon momento con un incremento dell’1,66%, mentre Eni si apprezza dell’1,34%, beneficiando della stabilità del prezzo del petrolio. Da segnalare anche la performance di Mps (Monte dei Paschi di Siena), che chiude con un rialzo dello 0,99%.
Le vendite colpiscono le utilities e Generali
Sul fronte opposto, la giornata è stata segnata da vendite diffuse sul settore delle utilities. La performance peggiore del listino principale è quella di Italgas, che cede il -1,99%. In territorio negativo anche A2a, che perde l’1%. Tra i titoli finanziari, si registrano prese di beneficio su Banca Popolare di Sondrio (-1%) e su Assicurazioni Generali, che arretra dello 0,88%.
Il calo del titolo del Leone di Trieste avviene nonostante una notizia potenzialmente positiva. In un report odierno sul settore assicurativo europeo, gli analisti di Morgan Stanley hanno infatti inserito Generali tra le loro ‘Top Picks’, confermando il giudizio ‘overweight’ (sovrappesare in portafoglio) e alzando il prezzo obiettivo a 38,5 euro per azione dai precedenti 37,5 euro. Secondo la banca d’affari, il gruppo triestino vanta “il miglior mix di attività tra le grandi compagnie multisettoriali”, grazie a una forte esposizione nel ramo Vita e a una focalizzazione strategica sul retail europeo nel comparto Danni. Nonostante la promozione, il titolo ha risentito di una generale debolezza del settore assicurativo, chiudendo la seduta a 34,7 euro.
Analisi del contesto: fiducia sull’Italia e attesa per le mosse delle banche centrali
La seduta di Piazza Affari si inserisce in un contesto europeo generalmente cauto. Le altre principali borse del Vecchio Continente si sono mosse con variazioni contenute, con Francoforte e Parigi che hanno mostrato lievi rialzi, mentre Londra ha chiuso poco sopra la parità. Gli investitori rimangono in attesa di dati macroeconomici chiave, in particolare dagli Stati Uniti, che potrebbero fornire indicazioni sulle future decisioni della Federal Reserve in materia di tassi di interesse.
In questo scenario, il dato più rilevante per l’Italia è senza dubbio la continua discesa dello spread. Questo fenomeno indica che il mercato percepisce un rischio Paese inferiore rispetto al passato, premiando le politiche economiche e la stabilità del quadro politico. Un differenziale così basso non solo riduce il costo del finanziamento del nostro ingente debito pubblico, ma libera anche risorse che possono essere destinate a investimenti per la crescita economica.
