In un momento di alta tensione geopolitica nell’America Latina, il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha lanciato un’iniziativa diplomatica di grande peso, invitando formalmente la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, a unire le forze per combattere il fenomeno dilagante e destabilizzante del narcotraffico. L’appello, diffuso tramite un messaggio sulla piattaforma social X, arriva come risposta diretta e decisa a una minaccia concreta: la possibile unione dei gruppi armati illegali che controllano le rotte della droga lungo il poroso confine tra i due paesi.
La Minaccia di ‘Iván Mordisco’ e la Risposta di Petro
A innescare la reazione del presidente colombiano è stato l’annuncio di Néstor Gregorio Vera, meglio conosciuto con il nome di battaglia ‘Iván Mordisco’. Quest’ultimo, leader di spicco dello Stato Maggiore Centrale (EMC), la più grande fazione dissidente delle ex Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), aveva proposto un’alleanza con altri gruppi armati, incluso l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), per “opporsi all’intervento imperialista Usa”.
Petro ha interpretato questa mossa non come un atto di difesa della sovranità latinoamericana, ma come una potenziale “scusa per l’invasione” e un fattore di ulteriore destabilizzazione. “Il narcotraffico deve essere disarmato e ridotto,” ha scritto Petro. “L’America Latina deve difendersi da qualsiasi attore che la destabilizzi, e questo implica l’unità del suo popolo, delle sue armi e dei suoi Stati. I narcotrafficanti armati devono essere sconfitti dal popolo unito ai suoi Stati. Ho invitato l’attuale presidente del Venezuela a unirsi a noi in questo obiettivo”.
Un Contesto Geopolitico Complesso
L’iniziativa di Petro si inserisce in un quadro regionale estremamente complesso e volatile. Le relazioni tra Colombia e Stati Uniti hanno vissuto momenti di forte tensione, con minacce di un possibile intervento militare da parte dell’amministrazione Trump, che ha accusato apertamente Petro di essere troppo indulgente con il narcotraffico. Queste tensioni sembravano essersi parzialmente allentate dopo una conversazione telefonica tra i due leader, ma la percezione di una “minaccia reale” da parte di Washington persiste a Bogotà.
In questo scenario, l’appello alla collaborazione con il Venezuela assume un significato ancora più profondo. Per anni, la frontiera colombo-venezuelana è stata un’area franca per le operazioni di potenti guerriglie che si finanziano con la produzione e il traffico di cocaina. La proposta di Petro mira a trasformare un confine problematico in un fronte comune contro un nemico condiviso, sostenendo che il narcotraffico sia diventato la “scusa perfetta” per giustificare aggressioni esterne contro i paesi latinoamericani.
Chi è ‘Iván Mordisco’ e lo Stato Maggiore Centrale (EMC)
Néstor Gregorio Vera, alias ‘Iván Mordisco’, è una figura chiave nel panorama dei gruppi armati post-accordo di pace del 2016. Contrario fin dall’inizio ai negoziati de L’Avana, ha guidato una fazione di guerriglieri che non ha mai deposto le armi, continuando a operare nel narcotraffico e nell’estrazione mineraria illegale. L’EMC, da lui comandato, è composto da circa 3.000 combattenti ed è considerato il più importante gruppo dissidente delle FARC. I dialoghi di pace tra il governo Petro e l’EMC sono stati intermittenti e complessi, segnati da sospensioni e accuse reciproche, evidenziando la difficoltà di raggiungere una “Paz Total” duratura nel paese.
Le Implicazioni di un’Alleanza Colombo-Venezuelana
Una collaborazione effettiva tra Colombia e Venezuela nella lotta al narcotraffico rappresenterebbe una svolta storica. Tuttavia, le sfide sono enormi. Le relazioni diplomatiche tra i due paesi sono state a lungo tese e la situazione politica interna del Venezuela, con la presidenza ad interim di Delcy Rodríguez, aggiunge un ulteriore livello di complessità.
Nonostante ciò, la proposta di Petro segnala una volontà di superare le divisioni ideologiche di fronte a una minaccia comune. L’obiettivo non è solo smantellare le reti criminali, ma anche privare le potenze esterne di pretesti per interventi che potrebbero minare la sovranità e la stabilità dell’intera regione. L’appello del presidente colombiano è, in definitiva, un invito a tutti gli eserciti latinoamericani a unirsi per sradicare un flagello che, come ha sottolineato, “non fa bene a nessuno”.
