Milano si è fermata oggi in un abbraccio corale per dare l’ultimo saluto a Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due sedicenni milanesi la cui giovane vita è stata spezzata nella tragica notte di Capodanno a Crans-Montana. Due cerimonie funebri distinte, ma unite da un unico, immenso dolore, si sono svolte in contemporanea alle 14:45 in due luoghi simbolo della città: la basilica di Santa Maria delle Grazie per Chiara e la basilica di Sant’Ambrogio per Achille.
Una folla commossa ha gremito entrambi i luoghi sacri, testimoniando la profonda ferita inferta all’intera comunità. Amici, compagni di classe, insegnanti e semplici cittadini si sono stretti attorno alle famiglie, in un silenzio carico di rispetto e partecipazione. Per l’occasione, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino, un gesto per sottolineare la vicinanza della città alle famiglie colpite da questa immane tragedia.
L’addio a Chiara in Santa Maria delle Grazie
La basilica di Santa Maria delle Grazie, già gremita un’ora prima dell’inizio della cerimonia, ha accolto il feretro di Chiara Costanzo. All’ingresso, due sue fotografie sorridenti, su uno sfondo di cielo azzurro e di un tramonto, accoglievano chiunque entrasse per renderle omaggio. Tra i banchi, i compagni di scuola del liceo Moreschi e le amiche della ginnastica acrobatica, in tuta bianca, stringevano rose bianche e rosse e palloncini bianchi. La camera ardente era stata allestita nel vicino Collegio San Carlo, istituto che Chiara aveva frequentato prima di iscriversi al liceo.
La cerimonia, officiata da monsignor Alberto Torriani, ex rettore del Collegio San Carlo, è stata un susseguirsi di ricordi toccanti. Hanno preso la parola gli zii, una professoressa, l’allenatrice di ginnastica e una compagna, restituendo l’immagine di una ragazza “luminosa, amata e indimenticabile”. Le parole del padre, Andrea Costanzo, risuonano come un appello alla giustizia: “Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più“. Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita della bara bianca dalla basilica, mentre le note della canzone “Perdutamente” di Achille Lauro riempivano l’aria.
Il saluto ad Achille nella basilica di Sant’Ambrogio
In contemporanea, nella maestosa basilica di Sant’Ambrogio, si svolgeva il funerale di Achille Barosi. Anche qui, una folla immensa si è riunita per l’ultimo saluto. Presenti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e la vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo. La cerimonia è stata celebrata dall’abate Carlo Faccendini, che ha invitato i presenti a “tenere accesa una luce” nonostante “il cuore straziato e la mente confusa”. La madre di Achille, Erica, ha ricordato il figlio con parole struggenti: “Hai scelto il tuo posto del cuore per spiccare il volo, angelo mio: le tue montagne. D’altronde è il posto terreno più vicino a Dio“.
Anche le scuole dei due ragazzi hanno voluto ricordarli. Al liceo Moreschi, frequentato da Chiara, è stato osservato un minuto di silenzio e i rappresentanti d’istituto hanno donato un fiore a ogni compagno e docente. All’istituto Orsoline di San Carlo, dove studiava Achille, ha partecipato al minuto di silenzio anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Una tragedia che unisce l’Italia nel dolore
La strage di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 40 persone, di cui sei italiane, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Oltre a Chiara e Achille, l’Italia piange Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini. I loro funerali si sono svolti in diverse città italiane, da Bologna a Roma, da Lugano a Genova, unendo il Paese in un unico grande lutto. In tutte le scuole italiane è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare le giovani vittime.
Mentre le famiglie chiedono a gran voce “verità e giustizia”, le indagini sulla dinamica dell’incendio proseguono. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio, affiancando l’inchiesta delle autorità svizzere. Si cerca di far luce sulle responsabilità dei gestori del locale “Le Constellation” e su eventuali omissioni nei controlli di sicurezza da parte delle autorità locali. Una tragedia che, come ha sottolineato il padre di Chiara, poteva essere evitata e che impone una seria riflessione sulla sicurezza nei luoghi pubblici.
