Milano – In una mossa tanto inattesa quanto affascinante, la regina indiscussa del pop mondiale, Madonna, ha svelato un nuovo progetto che la lega indissolubilmente alle sue origini italiane. Il 9 gennaio 2026, come confermato da diverse fonti dopo settimane di indiscrezioni, è stata lanciata la nuova campagna globale per il profumo The One di Dolce & Gabbana, e a farle da colonna sonora è la voce di Madonna che, per la prima volta nella sua quarantennale carriera, canta un’intera canzone in italiano. La scelta è caduta su un monumento della musica leggera italiana: “La Bambola”, il brano del 1968 che consacrò un’altra icona, Patty Pravo.
Un Sodalizio Iconico: Madonna e Dolce & Gabbana
Il legame tra Madonna e il duo di stilisti siciliani, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, non è certo una novità, ma una solida amicizia e collaborazione professionale che dura da decenni. Dalle campagne pubblicitarie ai costumi di scena per i tour mondiali, la loro sinergia ha sempre prodotto risultati di forte impatto mediatico e culturale. Questo nuovo capitolo, che rilancia una delle fragranze più celebri della maison a vent’anni dalla sua nascita, appare come la naturale evoluzione di un rapporto basato sulla stima reciproca e una visione condivisa di stile e provocazione. “Quando in azienda si parlava del rilancio del profumo The One… ci siamo detti: ‘Scusate, ma noi abbiamo una persona a cui vogliamo bene… Madonna!'”, hanno dichiarato i due stilisti, definendola “l’unica vera pop star”.
La campagna, diretta dal celebre fotografo e regista Mert Alas, rievoca le atmosfere del cinema italiano degli anni ’70 e vede Madonna protagonista di un gioco di seduzione al fianco dell’attore cubano Alberto Guerra, dominando la scena e sfidando gli stereotipi classici.
“La Bambola”: Molto più di una Canzone
La scelta di “La Bambola” è carica di significati profondi. Scritta da Franco Migliacci, Ruggero Cini e Bruno Zambrini, la canzone fu inizialmente rifiutata da diversi artisti di spicco dell’epoca, tra cui Caterina Caselli e Little Tony, prima di arrivare a una giovane Patty Pravo. Anche lei, inizialmente, era restia a incidere un brano così melodico e tradizionale, lontana dal suo stile beat e trasgressivo. Eppure, il pezzo divenne un successo planetario, trasformandosi in un inno di indipendenza femminile.
Il testo, che recita “Tu mi fai girar come fossi una bambola, poi mi butti giù…” per poi ribellarsi con un deciso “No ragazzo, no, del mio amore non ridere”, fu una dichiarazione potente per una donna alla fine degli anni ’60. Rappresentava il rifiuto di essere trattata come un oggetto, una presa di coscienza e una rivendicazione di dignità. Madonna stessa ha commentato la scelta: “Ricordo di averla sentita spesso da bambina. Mi è sembrata la canzone perfetta per definire questo momento nel tempo, un inno per le donne e una rottura con i comportamenti tradizionali e attesi”.
Un Omaggio alle Radici Abruzzesi
Per Madonna Louise Veronica Ciccone, cantare in italiano è un ritorno a casa. Suo padre ha origini italo-abruzzesi; i nonni paterni, Gaetano Ciccone e Michelina Di Iulio, emigrarono nel 1919 da Pacentro, un piccolo e suggestivo borgo in provincia de L’Aquila, verso gli Stati Uniti. La popstar ha sempre mantenuto e rivendicato con orgoglio questo legame, visitando il paese d’origine dei suoi avi e sostenendo la popolazione dopo il terremoto del 2009. Sebbene in passato avesse inserito frasi in italiano in alcuni suoi lavori, questa è la prima volta che si cimenta con un intero brano, un omaggio sentito alla lingua e alla cultura dei suoi antenati.
Produzione e Contesto Musicale
La cover, intitolata ufficialmente “La bambola (for Dolce & Gabbana – The One)”, è stata prodotta e mixata da Stuart Price, storico collaboratore di Madonna, noto per aver lavorato all’album capolavoro “Confessions on a Dance Floor”. Questo ha alimentato le speranze dei fan riguardo a un possibile secondo capitolo di quel progetto discografico, ma è stato chiarito che la cover de “La Bambola” è un’esclusiva per la campagna e non sarà inclusa in futuri album. La traccia, disponibile sulle principali piattaforme di streaming, presenta un arrangiamento minimale che ha generato un dibattito tra critica e pubblico, con alcuni che lodano l’interpretazione intima e altri che la trovano “cringe” e priva della grinta originale di Patty Pravo.
Indipendentemente dalle opinioni, l’operazione segna un punto di incontro straordinario tra due icone femminili, due epoche e due culture, unite dalla forza della musica e dall’eleganza senza tempo della moda italiana.
