Il gigante tedesco dell’e-commerce di moda, Zalando, ha annunciato una drastica riorganizzazione della sua rete logistica a livello europeo, una decisione che avrà un impatto significativo sulla sua forza lavoro in Germania. La società, con sede a Berlino, ha comunicato l’intenzione di chiudere il suo importante centro logistico di Erfurt, in Turingia, entro la fine di settembre 2026. Questa mossa, definita “difficile ma necessaria”, comporterà la perdita di circa 2.700 posti di lavoro, quasi un sesto del totale dei dipendenti di Zalando nel paese.
Oltre alla chiusura dello stabilimento di Erfurt, il piano di ristrutturazione prevede anche l’interruzione delle operazioni in tre magazzini situati al di fuori della Germania e gestiti da fornitori di servizi esterni per Zalando e per il rivale About You, acquisito di recente. L’azienda ha sottolineato che queste modifiche sono finalizzate a ottimizzare la rete distributiva, che alla fine del processo conterà 14 centri di distribuzione in sette paesi.
Le ragioni della ristrutturazione: efficienza e crescita
Alla base di questa decisione strategica vi è la necessità di “rimodellare attivamente la rete logistica paneuropea per rafforzare ulteriormente la posizione nel mercato europeo della moda e del lifestyle”. Zalando punta a garantire la creazione di valore e a sostenere i suoi obiettivi di crescita a medio termine, che prevedono un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 5-10% sia per il volume lordo delle merci (GMV) che per il fatturato.
La chiusura del sito di Erfurt, operativo dal 2012 e considerato un fiore all’occhiello per la sua tecnologia e posizione strategica nella Germania orientale, è stata motivata da una valutazione di efficienza. Nonostante gli investimenti passati in automazione, il centro è stato ritenuto meno performante rispetto a hub più moderni e ottimizzati. La riorganizzazione, inoltre, è una conseguenza diretta dell’acquisizione di About You nel luglio 2025 per 1,2 miliardi di euro, che ha creato sovrapposizioni e un utilizzo non ottimale della capacità complessiva della rete logistica.
L’impatto sociale e le reazioni sindacali
La notizia ha generato forte preoccupazione per le ricadute occupazionali. Zalando ha assicurato il suo impegno a “collaborare con le autorità locali e le organizzazioni della società civile per mitigare l’impatto” della ristrutturazione. L’azienda ha avviato le trattative con il consiglio di fabbrica di Erfurt per definire un piano sociale e ha dichiarato l’obiettivo di ricollocare il maggior numero possibile di lavoratori in altre sedi, come il nuovo centro in costruzione a Gießen, in Assia. Il co-CEO David Schröter ha menzionato un “contributo finanziario significativo” a sostegno dei dipendenti coinvolti.
Tuttavia, la reazione del sindacato tedesco Verdi è stata durissima. Matthias Adorf, segretario sindacale per la Turingia, ha accusato l’azienda di aver deliberatamente nascosto la decisione ai lavoratori fino a dopo il cruciale periodo natalizio, definendo la mossa “perfida”. Secondo il sindacato, la chiusura era nota ben prima di Natale e la vicenda rappresenta un esempio di ristrutturazione gestita senza trasparenza, scaricando i costi dell’efficienza sui lavoratori.
Il contesto economico e la strategia futura di Zalando
Questa riorganizzazione si inserisce in un contesto di mercato dell’e-commerce sempre più competitivo, con l’ascesa di nuovi player come Shein e Temu. La strategia di Zalando sembra orientata non solo a snellire i costi operativi, ma anche a posizionarsi sempre più come un fornitore di infrastrutture e tecnologia per terzi, come dimostra il progetto ZEOS (Zalando E-commerce Operating System). Questo sistema operativo mira a offrire ai brand partner una gestione unificata del loro business multicanale in tutta Europa, sfruttando la rete logistica e tecnologica di Zalando.
Nonostante i tagli, l’azienda conferma le sue previsioni di crescita, forte anche dei risultati finanziari positivi registrati nel 2024 e nei trimestri del 2025, che hanno visto un aumento dei ricavi e del numero di clienti attivi. La ristrutturazione, quindi, pur avendo un costo sociale elevato, è vista dal management come un passo fondamentale per consolidare la leadership nel mercato europeo e affrontare le sfide di un settore in continua evoluzione.
