Caracas – In un Venezuela scosso da recenti e profondi rivolgimenti politici, un barlume di speranza si accende per i diritti umani. La liberazione di un primo gruppo di prigionieri politici ha innescato una catena di reazioni a livello nazionale e internazionale, trovando la sua eco più potente nelle parole della leader dell’opposizione, María Corina Machado. Attraverso un messaggio audio diffuso sui suoi canali social, la Machado ha parlato di una “verità perseguitata e silenziata per anni” che finalmente “riesce a farsi strada nonostante l’arbitrio, la crudeltà e la paura”.
Questo sviluppo arriva in un contesto di altissima tensione e incertezza, seguito a un’operazione statunitense che ha portato alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro. Il nuovo governo ad interim, guidato da Delcy Rodríguez, ha avviato le scarcerazioni come un gesto unilaterale volto a “favorire e raggiungere la pace”, secondo quanto dichiarato dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez.
Il messaggio di María Corina Machado: “L’ingiustizia non è eterna”
Nel suo toccante messaggio, María Corina Machado, recentemente insignita del Premio Nobel per la Pace, si è rivolta direttamente ai familiari dei prigionieri liberati, riconoscendo il loro immenso sacrificio. Ha parlato di “condanne che non figuravano in alcun fascicolo”, evocando il dolore di un’attesa silenziosa e di una resistenza quotidiana. “Siete stati fortezza quando mancava la libertà, dignità quando l’ingiustizia dilagava e speranza quando il tempo cercava di trasformarsi in punizione”, ha affermato la leader, sottolineando come nulla potrà mai restituire il tempo rubato e cancellare la sofferenza patita.
Per la Machado, queste liberazioni non sono solo un atto politico, ma una “restituzione morale” che conferma un principio fondamentale: “l’ingiustizia non è eterna”. Ha poi ribadito il suo impegno incrollabile a lottare fino a quando tutti i prigionieri politici non saranno tornati a casa, in una Venezuela finalmente libera e democratica. “Non ci fermeremo finché tutti i prigionieri non saranno liberi”, ha concluso.
Chi sono i prigionieri liberati? Un quadro ancora parziale
Mentre la notizia delle liberazioni infonde speranza, il quadro completo dei detenuti rilasciati è ancora in via di definizione. Le autorità venezuelane non hanno fornito un elenco ufficiale, ma diverse fonti e organizzazioni per i diritti umani hanno iniziato a confermare alcuni nomi. Tra questi figurano figure di spicco dell’opposizione e cittadini stranieri, inclusi alcuni italiani.
- Cittadini Spagnoli: Il governo di Madrid ha confermato il rilascio di cinque suoi cittadini, tra cui Rocío San Miguel, avvocatessa e attivista per i diritti umani con doppia cittadinanza, arrestata nel febbraio 2024 e detenuta nel famigerato centro di tortura El Helicoide.
- Oppositori Venezuelani: Tra i nomi più noti rilasciati ci sono Enrique Márquez, ex candidato presidenziale, e Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, collaboratore di María Corina Machado.
- Cittadini Italiani: La notizia più attesa per l’Italia è stata la liberazione di Luigi Gasperin, imprenditore di 77 anni, e del già citato Biagio Pilieri.
L’organizzazione non governativa Foro Penal, che da anni monitora la situazione, continua a lavorare per verificare l’identità e il numero esatto dei prigionieri rilasciati, in un contesto che rimane confuso e caratterizzato da una comunicazione frammentaria da parte delle autorità di Caracas.
La speranza dell’Italia: alta tensione per Alberto Trentini e gli altri detenuti
La liberazione di Gasperin e Pilieri ha riacceso i riflettori sulla sorte degli altri cittadini italiani ancora detenuti nelle carceri venezuelane. Si stima che siano circa una ventina i connazionali, alcuni con doppia cittadinanza, reclusi per motivi politici o con accuse pretestuose. L’attenzione è massima per il caso di Alberto Trentini, un cooperante detenuto da oltre un anno senza accuse formali, e del commercialista piemontese Mario Burlò.
Il governo italiano sta seguendo la situazione con estrema attenzione. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha auspicato l’apertura di una “nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas” con la presidente ad interim Delcy Rodríguez, esprimendo gratitudine per l’avvio delle liberazioni. Anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato l’impegno costante per ottenere il rilascio di tutti i connazionali.
Un contesto geopolitico complesso
Le recenti scarcerazioni non possono essere disgiunte dal drammatico cambiamento avvenuto ai vertici del potere venezuelano. La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti ha creato un vuoto di potere e un’instabilità che il nuovo governo sta cercando di gestire, anche attraverso segnali di apertura verso la comunità internazionale. Il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato il successo di queste liberazioni come risultato della pressione esercitata da Washington.
Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International, avvertono che la situazione resta estremamente precaria. Il timore è che, nonostante questi primi passi positivi, la macchina repressiva del regime rimanga intatta e che la violazione dei diritti umani possa continuare. La strada verso una vera democratizzazione e il rispetto dello stato di diritto in Venezuela appare ancora lunga e irta di ostacoli.
