CRANS-MONTANA – La tragedia che ha sconvolto la notte di Capodanno nella rinomata località sciistica svizzera di Crans-Montana assume contorni sempre più drammatici e complessi. A seguito del devastante incendio divampato nel bar “Le Constellation”, che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116, la giustizia elvetica ha impresso una svolta significativa alle indagini. Jacques Moretti, uno dei due gestori del locale, è stato arrestato e posto in custodia cautelare. La moglie, Jessica Moretti, anch’ella indagata, è al momento in stato di libertà.
L’arresto e le accuse
La decisione di arrestare Jacques Moretti è maturata al termine di un lungo interrogatorio condotto dalla procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, negli uffici della procura di Sion. I coniugi Moretti, già sentiti come testimoni nei giorni immediatamente successivi alla strage, sono stati nuovamente convocati, questa volta in qualità di indagati. Le accuse a loro carico sono pesantissime: omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. L’arresto di Moretti, secondo quanto trapelato, sarebbe stato motivato da un potenziale rischio di fuga, essendo l’uomo di nazionalità francese.
La dinamica della tragedia e le presunte negligenze
L’incendio, divampato intorno all’1:26 della notte di Capodanno, avrebbe avuto origine da alcune candele scintillanti (fontane pirotecniche) che avrebbero innescato la combustione dei pannelli fonoassorbenti in schiuma presenti sul soffitto del locale, situato in un piano interrato. La propagazione delle fiamme sarebbe stata rapidissima, generando un “flashover” che non ha lasciato scampo a molti dei presenti. Secondo una simulazione scientifica, i giovani intrappolati avrebbero avuto a disposizione solo 140 secondi per mettersi in salvo. Le indagini si stanno concentrando sulle gravi mancanze in materia di sicurezza: una scala di accesso ripida e stretta, un’uscita di emergenza non segnalata e una porta larga appena 90 centimetri avrebbero ostacolato la fuga, creando una ressa mortale. Si indaga anche sul numero di persone presenti nel locale, che secondo il sito web veniva pubblicizzato con una capienza di 300 persone.
Il profilo dei gestori e le polemiche
Jacques Moretti, 47 anni, e Jessica Maric Moretti, 40 anni, noti a Crans-Montana come “i corsi”, gestivano “Le Constellation” dal 2015. Il passato di Jacques Moretti è segnato da precedenti per sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona e truffa. Jessica Maric, figlia di un vigile del fuoco e nipote del presidente del comitato municipale degli incendi forestali, ha un curriculum nel settore degli affari. La coppia, dopo giorni di silenzio, aveva diffuso una nota in cui si dichiarava “devastata e sopraffatta dal dolore”, assicurando “piena collaborazione” con gli inquirenti. Tuttavia, la loro gestione è finita sotto accusa. L’avvocato dei familiari di alcune vittime, Sébastien Fanti, ha criticato le autorità per non averli arrestati immediatamente, sostenendo che ciò avrebbe permesso loro di cancellare contenuti dai social media e dal sito web del locale, potenzialmente utili alle indagini. Inoltre, circolano voci, non ancora confermate, riguardo a un video che ritrarrebbe Jessica Moretti in fuga con la cassa del locale durante le prime fasi dell’incendio.
Un’inchiesta internazionale e il lutto
La strage ha avuto un’eco internazionale, con vittime di nazionalità svizzera, francese, italiana e belga. Le procure di Roma, Parigi e del Belgio hanno aperto fascicoli d’indagine per fare luce sulla morte dei propri connazionali e fornire supporto alle famiglie. La Procura di Roma ha disposto l’autopsia sulle vittime italiane. In Svizzera è stata proclamata una giornata di lutto nazionale, con una cerimonia commemorativa a cui hanno partecipato le più alte cariche dello Stato e delegazioni internazionali, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron.
Mentre le indagini proseguono per accertare tutte le responsabilità, penali e amministrative, la comunità di Crans-Montana e l’intera Svizzera restano sotto shock, unite nel cordoglio per una festa di Capodanno trasformatasi in una delle più gravi tragedie della storia recente del Paese.
