SACILE (PORDENONE) – Attimi di grande apprensione nella tarda serata di ieri, lunedì 5 gennaio, in un’abitazione di via Furlanetto a Sacile, dove una neonata di appena nove mesi ha accusato un grave malessere che ha messo in allarme i suoi genitori. La piccola, che stentava a svegliarsi, è stata la vittima inconsapevole di una fuga di monossido di carbonio, un gas inodore e letale, sprigionatosi da una stufa a legna malfunzionante. L’intervento tempestivo dei sanitari e dei Vigili del Fuoco ha evitato che la vicenda si trasformasse in una tragedia.

L’ALLARME E L’INTERVENTO DEI SOCCORSI

Intorno alle 21, i genitori della bambina, preoccupati per le sue condizioni di salute e impossibilitati a raggiungere autonomamente l’ospedale, hanno contattato il Numero Unico di Emergenza 112. La centrale operativa regionale Sores Fvg (Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria) ha immediatamente inviato sul posto un’ambulanza. Il personale sanitario, una volta giunto nell’abitazione, ha utilizzato dei dispositivi portatili per la rilevazione di gas, riscontrando un’elevata concentrazione di monossido di carbonio. Questa scoperta ha fatto scattare l’immediata richiesta di supporto alla sala operativa dei Vigili del Fuoco di Pordenone.

La squadra dei pompieri, arrivata rapidamente sul luogo con strumentazione tecnica specifica, ha confermato la saturazione degli ambienti da parte del gas tossico. I vigili hanno quindi provveduto a mettere in sicurezza l’intera area, ventilando adeguatamente tutti i locali per disperdere il monossido e ripristinare condizioni di salubrità.

LA CAUSA: UNA STUFA A LEGNA DIFETTOSA

Dai primi rilievi effettuati, la causa della pericolosa fuga di gas è stata individuata nel cattivo funzionamento di una stufa a legna modello “Stube”, un sistema di riscaldamento tradizionale molto diffuso. A seguito dell’accertamento, i Vigili del Fuoco hanno imposto il divieto immediato di utilizzo della stufa. La famiglia è stata formalmente diffidata dal riaccenderla fino a quando un tecnico specializzato non avrà effettuato le necessarie riparazioni e le verifiche di conformità per garantirne il funzionamento in totale sicurezza.

LE CONDIZIONI DELLA NEONATA

Fortunatamente, grazie alla rapidità dei soccorsi, le condizioni della bambina non sono state giudicate preoccupanti dai sanitari. Dopo le prime cure sul posto, è stata trasportata in ospedale per gli accertamenti del caso, insieme alla madre e alla sorella maggiore di 18 anni, anch’esse rimaste in osservazione per precauzione. La bassa concentrazione di gas inalato, unita alla tempestività dell’intervento, ha permesso di scongiurare conseguenze gravi.

IL MONOSSIDO DI CARBONIO: UN KILLER SILENZIOSO

Questo episodio riaccende i riflettori sulla pericolosità del monossido di carbonio (CO), un gas prodotto dalla combustione incompleta di qualsiasi materiale organico. È definito un “killer silenzioso” perché è incolore, inodore, insapore e non irritante, ma estremamente tossico. L’avvelenamento da monossido di carbonio è una delle cause più comuni di morte per intossicazione accidentale. I sintomi possono essere subdoli e facilmente confondibili con quelli di un’influenza: mal di testa, nausea, vertigini, debolezza e perdita di coscienza. Nei bambini, i rischi sono ancora più elevati.

L’importanza della prevenzione è fondamentale. Ecco alcune raccomandazioni essenziali:

  • Manutenzione regolare: Far controllare e pulire annualmente da personale qualificato tutti gli impianti di riscaldamento, le canne fumarie e le stufe.
  • Corretta ventilazione: Assicurarsi che ci sia sempre un adeguato ricambio d’aria negli ambienti in cui sono presenti apparecchi a combustione.
  • Installazione di rilevatori: Valutare l’installazione di rilevatori di monossido di carbonio, dispositivi a basso costo che possono letteralmente salvare la vita emettendo un allarme acustico in presenza del gas.

L’incidente di Sacile serve da monito per tutte le famiglie, sottolineando come una corretta manutenzione e una maggiore consapevolezza dei rischi possano fare la differenza tra un grande spavento e una tragedia irreparabile.

Di veritas

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