In un intervento che delinea con precisione la posizione diplomatica dell’Uruguay di fronte alla complessa crisi venezuelana, il presidente Yamandú Orsi ha dichiarato che la caduta di Nicolás Maduro rappresenterà una buona notizia per il Venezuela solo “quando il regime autoritario cesserà di esistere e lascerà spazio a una democrazia”. Con queste parole, il capo di Stato ha messo in chiaro che un semplice cambio di leadership, senza un’autentica transizione democratica, non risolverà i problemi del paese sudamericano. “Altrimenti”, ha ammonito, “la situazione resterà la stessa, soltanto con un altro colore”.
La via maestra: elezioni libere e democratiche
Durante una conferenza stampa ampiamente ripresa dai media locali, Orsi ha sottolineato che l’unica via d’uscita sostenibile dalla crisi venezuelana passa attraverso un “processo elettorale davvero democratico”. Questa affermazione ribadisce la convinzione del governo uruguaiano che qualsiasi soluzione imposta dall’esterno o che non rispetti la volontà popolare sia destinata al fallimento. La posizione di Montevideo si fonda sul rispetto dei principi del diritto internazionale e della sovranità dei popoli, un approccio che ha caratterizzato la politica estera del paese.
Il presidente ha difeso la scelta del suo governo di condannare l’operazione militare statunitense in Venezuela, una decisione che ha sollevato critiche per non aver esplicitamente menzionato il carattere autoritario del regime chavista. A tal proposito, Orsi ha replicato con fermezza: “Condannare i regimi dopo i fatti è facile”, ricordando di aver già definito in passato Maduro un leader autoritario. Questa precisazione mira a sgombrare il campo da ogni ambiguità, evidenziando una coerenza di pensiero che distingue tra la condanna di un’ingerenza esterna e il giudizio politico su un altro governo.
Il principio di non intervento e la crisi del multilateralismo
Un pilastro fondamentale della posizione uruguaiana, come ribadito da Orsi, è il principio di non intervento negli affari interni di altri Paesi. “Il fine non può giustificare i mezzi”, ha dichiarato il presidente, sottolineando che l’Uruguay continua a seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione. Questa linea si inserisce in una tradizione diplomatica che privilegia il dialogo e le soluzioni pacifiche delle controversie.
Parallelamente, Orsi ha espresso un giudizio severo sullo stato attuale degli organismi internazionali, definendoli “polverizzati”. Questa critica riflette una diffusa preoccupazione per l’indebolimento del sistema multilaterale, ritenuto da molti incapace di fornire risposte efficaci alle crisi globali. La posizione dell’Uruguay, condivisa da altre nazioni progressiste della regione come Brasile, Cile, Colombia, Messico e Spagna, è quella di favorire una soluzione pacifica e negoziata, guidata dai venezuelani stessi e senza interferenze esterne.
Il contesto regionale e le reazioni internazionali
Le dichiarazioni di Orsi si collocano in un contesto latinoamericano frammentato e di fronte a un’operazione militare statunitense che ha scosso gli equilibri internazionali. L’arresto di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti ha generato un’ondata di reazioni a livello globale, con molti paesi che hanno condannato l’azione come una violazione del diritto internazionale. La posizione dell’Uruguay, che si è unito a una dichiarazione congiunta di condanna con altri paesi a guida progressista, evidenzia il tentativo di costruire un fronte comune per la difesa della sovranità e del dialogo.
Tuttavia, questa posizione non è esente da critiche interne. L’opposizione uruguaiana ha accusato il governo di Orsi di non aver condannato con sufficiente fermezza il regime di Maduro, definendo la postura del governo “vergognosa”. Queste critiche evidenziano la polarizzazione che la questione venezuelana genera non solo a livello internazionale, ma anche all’interno dei singoli paesi.
La crisi venezuelana, dunque, continua a essere un banco di prova per la diplomazia internazionale e per i principi che la regolano. Le parole del presidente Orsi offrono una chiave di lettura chiara: nessuna soluzione sarà duratura se non passerà attraverso il rispetto della democrazia e dell’autodeterminazione del popolo venezuelano.
