Milano, Italia – Un’onda di cambiamento sta ridefinendo i contorni del guardaroba contemporaneo. Le passerelle internazionali, presentando le collezioni per la Primavera-Estate 2026, hanno sancito una tendenza inequivocabile: la dissoluzione del confine tra la sfera pubblica e quella privata dell’abbigliamento. Non più relegati all’intimità delle mura domestiche, capi come il pigiama, la sottoveste e persino il grembiule si spogliano della loro funzione puramente pratica per diventare protagonisti indiscussi dello stile urbano. Questa non è una semplice trovata commerciale, ma il riflesso di un mutamento socioculturale profondo, un’indagine su cosa significhi oggi “vestirsi” in un mondo iperconnesso e fluido.
Il Grembiule: Da Simbolo Domestico a Manifesto di Stile
A guidare questa rivoluzione concettuale è, inaspettatamente, il grembiule. Un capo storicamente associato al lavoro domestico e alla figura della casalinga, oggi riletto e nobilitato da Miuccia Prada per Miu Miu. Nella collezione “At Work” presentata a Parigi, il grembiule è diventato il fulcro di una narrazione che esplora il lavoro femminile in tutte le sue sfaccettature. Realizzato in pelle traforata, seta, pizzo e tela grezza, adornato da rouches o stampe micro-floreali, il grembiule di Miu Miu si indossa con orgoglio sopra giacche, top e pantaloni, o si trasforma esso stesso in un abito. È una dichiarazione potente che eleva un indumento umile a simbolo di cura, impegno e autodeterminazione, riconoscendone il valore storico e sociale.
Il Pigiama da Giorno: L’Eleganza del Comfort
Parallelamente, il classico pigiama maschile, composto da giacca e pantalone, si afferma come il nuovo completo da giorno. Brand come Dolce & Gabbana hanno dedicato intere collezioni a questa estetica, battezzata “Pyjama Boys”. Sulle passerelle della Milano Fashion Week, abbiamo visto sfilare completi in sete preziose e cotoni leggeri, con fantasie che spaziano dalle righe classiche a vivaci decorazioni floreali o animalier. L’idea di fondo è quella di un’eleganza “cozy”, rilassata ma impeccabile, che non distingue più tra il divano di casa e la scrivania dell’ufficio. Questo trend risponde a un’esigenza crescente di comfort senza sacrificare lo stile, proponendo silhouette ampie e destrutturate che garantiscono una nuova libertà di movimento.
Lingerie a Vista: La Seduzione Diventa Protagonista
La tendenza “underwear-as-outerwear” raggiunge il suo apice con la lingerie esibita. Non si tratta di una novità assoluta, come ci ricordano i corsetti iconici di Jean Paul Gaultier per Madonna o le campagne di Calvin Klein degli anni ’80 e ’90, ma oggi questa tendenza assume una connotazione più consapevole e diffusa. Ecco allora che lo slip dress, la sottoveste in seta e pizzo, diventa un abito da sera versatile, da interpretare in chiave punk con anfibi o in versione più sofisticata con sandali gioiello.
Ma la vera audacia sta nel mostrare il reggiseno, che fa capolino in modi sempre nuovi e studiati. Lo vediamo sotto cardigan semi-aperti da Fendi e Blumarine, attraverso le trasparenze degli abiti di N21, o incorniciato dai tagli “a oblò” dei vestiti minimal di Jil Sander. Anche i blazer sartoriali si aprono per rivelare bralette preziose, come proposto da Ferragamo e The Attico, in un gioco di contrasti tra rigore formale e seduzione. Per le più audaci, la tendenza si spinge fino a lasciar intravedere l’elastico dei boxer maschili da pantaloni sartoriali a vita bassa, un gesto che mescola romanticismo e provocazione.
Un Nuovo Linguaggio del Corpo
Questa transizione dall’intimo all’esteriorità non è solo una questione estetica, ma un vero e proprio cambiamento nel linguaggio del corpo e nella percezione di sé. Liberare questi capi dalla loro connotazione privata significa riappropriarsi del proprio corpo e della propria femminilità (e mascolinità) in modo più libero e disinibito. La moda della Primavera-Estate 2026 ci invita a essere audaci, a giocare con i codici dell’abbigliamento e a esprimere la nostra personalità senza filtri, dimostrando che il vero stile non conosce confini, né tra le mura di casa né per le strade del mondo.
