Catanzaro – Un fascio di luce nuova illumina Corso Mazzini, nel cuore pulsante di Catanzaro. Non è un’alba qualsiasi, ma la rinascita cromatica di un’opera che ha segnato la storia artistica della città e del Novecento italiano. Il grande murale di Mimmo Rotella, che adorna una parete dell’ufficio postale del capoluogo calabrese, è tornato a splendere grazie a un meticoloso intervento di ripulitura voluto e realizzato da Poste Italiane. L’iniziativa, condotta in sinergia con l’amministrazione comunale, non è solo un atto di tutela del patrimonio artistico, ma un omaggio sentito e profondo al genio del décollage, nell’anno in cui si celebra il ventennale della sua scomparsa, avvenuta a Milano l’8 gennaio 2006.

Un legame storico: Rotella e il Ministero delle Poste

Per comprendere appieno il valore di quest’opera, bisogna tornare indietro nel tempo, al 1949. Domenico Rotella, non ancora il celebre artista acclamato a livello internazionale, era un giovane talento che, dopo gli studi artistici a Napoli, si era trasferito a Roma nel 1945. Proprio nella capitale ottenne un incarico come disegnatore presso il Ministero delle Poste e delle Comunicazioni. Questa esperienza professionale si rivelò un crocevia fondamentale per la sua formazione, permettendogli di entrare in contatto con gli ambienti fervidi dell’avanguardia artistica e gettando le fondamenta per quel percorso rivoluzionario che lo avrebbe portato a “strappare” i manifesti dai muri per trasformarli in arte.

Il murale di Catanzaro è la testimonianza tangibile e monumentale di questo legame. È un’opera giovanile, ma già carica di quella sensibilità grafica e di quella riflessione sul linguaggio della comunicazione che diventeranno la cifra stilistica del Maestro. Un lavoro che, nel corso dei decenni, è stato oggetto di ripetute attenzioni e restauri, a testimonianza della costante collaborazione tra Poste Italiane e il Comune di Catanzaro nel preservare questo simbolo identitario.

L’Allegoria della Comunicazione: un racconto per immagini

L’opera di Rotella è una potente allegoria visiva dell’evoluzione della comunicazione. Con uno stile che anticipa la sua futura poetica, l’artista mette in scena un affascinante dialogo tra passato e futuro, tradizione e progresso tecnologico. Sulla parete si animano:

  • Piccioni viaggiatori, con le buste strette tra le zampe, simbolo intramontabile della comunicazione postale tradizionale.
  • Un tasto del telegrafo e delle onde radio, che evocano l’avvento della trasmissione a distanza, una rivoluzione che ha accorciato i confini del mondo.
  • Il disco combinatore di un telefono d’epoca, icona della modernità di allora e del desiderio umano di un contatto sempre più diretto e immediato.

Questi elementi, riletti attraverso la sensibilità di Rotella, non sono semplici raffigurazioni, ma frammenti di un racconto più ampio: la storia del progresso umano e del ruolo centrale che le Poste Italiane hanno giocato in questo percorso.

Un anno di celebrazioni per il Maestro del Décollage

L’intervento di ripulitura si inserisce in un contesto commemorativo di ampio respiro. L’8 gennaio ha segnato l’inizio di un intero anno di iniziative, “l’anno rotelliano”, che la città di Catanzaro dedicherà al suo illustre figlio. Il programma, ricco e articolato, è stato presentato dal sindaco Nicola Fiorita e dall’assessore alla Cultura Donatella Monteverdi, alla presenza della figlia dell’artista, Asya Rotella.

Tra gli eventi più attesi, spicca la mostra “Autorotella”, inaugurata presso la Casa della Memoria, luogo simbolico dove Rotella è cresciuto. Curata da Alberto Fiz, l’esposizione raccoglie una serie di autoritratti realizzati tra gli anni Sessanta e Novanta, offrendo uno sguardo intimo e profondo sulla ricerca dell’artista. Il culmine delle celebrazioni è previsto per luglio, con una grande mostra al Complesso Monumentale San Giovanni, che esplorerà il rapporto viscerale tra Mimmo Rotella e la sua città natale. Il calendario include anche collaborazioni con il progetto Gutenberg e il festival Nuvola Comics, a testimonianza della capacità dell’arte di Rotella di dialogare con linguaggi diversi, dal fumetto alla letteratura.

Il Décollage: quando lo strappo diventa arte

Mimmo Rotella è universalmente riconosciuto come il maestro del décollage, una tecnica artistica che è l’opposto del collage. Invece di aggiungere, si toglie. A partire dal 1953, dopo una profonda crisi artistica, Rotella ebbe quella che lui stesso definì una “illuminazione Zen”: scoprì il manifesto pubblicitario come espressione artistica della città. Iniziò a strappare i manifesti, soprattutto locandine cinematografiche, dai muri di Roma, per poi rielaborarli in studio, incollandoli su tela e spesso strappandoli nuovamente. Le sue opere, popolate dai volti iconici delle star di Hollywood, divennero una riflessione potente sull’impatto della pubblicità e della cultura di massa sull’immaginario collettivo, consacrandolo come una figura chiave del Nouveau Réalisme e della Pop Art europea.

L’intervento di Poste Italiane, dunque, non si limita a restituire decoro a un’opera d’arte. È un gesto che riaccende i riflettori su un artista che ha saputo trasformare la comunicazione in poesia visiva, elevando i frammenti della quotidianità a linguaggio universale. Un omaggio che, nel ventennale della sua partenza, conferma quanto l’eredità di Mimmo Rotella sia ancora viva, vibrante e capace di parlare al presente.

Di euterpe

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