Roma – “La libertà di stampa è il presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia e va difesa”. Con queste parole nette la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto la sua tradizionale conferenza stampa di fine anno, un appuntamento cruciale per tracciare un bilancio dell’attività di governo e delineare le prospettive future. Un’occasione che, quest’anno più che mai, ha visto intrecciarsi i temi della cronaca politica con le questioni nevralgiche della cultura dell’informazione nel nostro Paese.

Il dibattito si è acceso quasi immediatamente, quando la premier è stata accolta da uno striscione esposto da rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) che recitava: “Giornalisti da 10 anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari”. Un gesto di protesta che ha portato al centro della scena una vertenza che si trascina da un decennio, erodendo le retribuzioni e le tutele di un’intera categoria professionale.

Il Nodo del Contratto: “Moral Suasion” del Governo e le Distanze con gli Editori

Di fronte alla mobilitazione, la premier Meloni ha espresso comprensione per il tema, ricordando l’esistenza di un “tavolo aperto sul contratto nazionale dei giornalisti scaduto da tempo”, ma ha al contempo manifestato perplessità sulla modalità della protesta. “Non mi è chiara la ragione per cui si faccia una mobilitazione”, ha affermato, sottolineando come la responsabilità del rinnovo non sia direttamente imputabile all’esecutivo. “Noi possiamo fare moral suasion, ma non vorrei che ne venisse fuori l’immagine di una contestazione alla presidente del Consiglio su una cosa su cui la presidenza del Consiglio non ha responsabilità”.

Le parole della premier arrivano in un momento di stallo delle trattative tra la FNSI e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Il sindacato dei giornalisti lamenta posizioni sempre più distanti, accusando gli editori di aver incassato ingenti finanziamenti pubblici senza destinarli a garantire un futuro di qualità al settore e al rinnovo contrattuale. La FNSI ha chiarito che il flash mob non era una contestazione al governo, ma un modo per dare massima visibilità a una questione lavorativa cruciale per la libertà d’informazione. Un giornalista libero, ha ribadito il sindacato, è un giornalista adeguatamente retribuito.

Un Settore in Crisi: Il Contesto della Libertà di Stampa in Italia

Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio sulla libertà di stampa si inseriscono in un contesto nazionale complesso. Secondo la classifica 2025 di Reporter Senza Frontiere, l’Italia ha perso posizioni, scivolando al 49° posto a livello globale. Il rapporto evidenzia come la libertà di stampa nel nostro Paese sia minacciata da diversi fattori, tra cui le pressioni politiche e giudiziarie, l’influenza di interessi economici e le intimidazioni da parte di organizzazioni criminali e gruppi estremisti. In questo scenario, la premier ha voluto rendere omaggio alla memoria dei cronisti che hanno perso la vita e a coloro che lavorano in condizioni di rischio, non solo in zone di guerra ma anche “in tutti i territori oltraggiati dalla criminalità”.

Interventi per la Cultura e l’Informazione: il Caso di Radio Radicale

Sul fronte culturale, un annuncio significativo ha riguardato Radio Radicale. La premier ha comunicato l’intenzione del governo di presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per “garantire un contributo straordinario per la digitalizzazione dell’archivio storico della testata che si somma a quello ordinario”. Un intervento volto a preservare un patrimonio informativo considerato di grande valore pubblico e trasversale. Questo provvedimento si affianca all’attenzione del governo per altre realtà in crisi, come l’agenzia di stampa Dire, per la quale la premier ha menzionato la riattivazione del contratto di fornitura con la Presidenza del Consiglio e la sollecitazione all’editore per il pagamento delle retribuzioni arretrate.

La conferenza stampa si è dunque trasformata in una mappa dei complessi rapporti tra politica, editoria e mondo dell’informazione. Da un lato, la difesa di un principio fondamentale come la libertà di stampa; dall’altro, le tensioni di un settore che affronta una crisi strutturale e una vertenza contrattuale decennale. Le parole della premier Meloni hanno tracciato il perimetro dell’azione di governo, basata su una “moral suasion” verso le parti sociali e su interventi mirati a salvaguardare presidi culturali e informativi ritenuti strategici per il Paese.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *