Una boccata d’ossigeno e un’importante leva di sviluppo per il settore agroalimentare italiano. A partire da oggi, 8 gennaio 2026, è ufficialmente operativo lo sportello per la presentazione delle domande relative alla misura “Ismea Investe” 2026, un’iniziativa strategica che mette a disposizione delle società di capitali della filiera un plafond complessivo di 100 milioni di euro. Questo strumento, disciplinato dal decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste del 29 dicembre 2023, si propone di sostenere la crescita e la competitività delle imprese attraverso due distinte linee di intervento: finanziamenti agevolati e operazioni a condizioni di mercato.

Una Dotazione Finanziaria per Progetti di Ampio Respiro

La dotazione finanziaria di 100 milioni di euro è equamente ripartita tra le due linee di intervento, con 50 milioni destinati a ciascuna. Tuttavia, il bando prevede una certa flessibilità, consentendo una riallocazione delle risorse in base all’andamento delle richieste pervenute, così da ottimizzare l’impiego dei fondi. La misura si rivolge a progetti di investimento di una certa entità, con un importo ammissibile compreso tra i 2 e i 20 milioni di euro. Questa soglia minima evidenzia la volontà di supportare iniziative strutturate, capaci di generare un impatto significativo sulla filiera, che spazia dalla produzione primaria alla trasformazione, commercializzazione, distribuzione e logistica dei prodotti agricoli e agroalimentari.

Le Due Linee di Intervento: Agevolazioni e Partecipazione al Capitale

L’architettura di “Ismea Investe” 2026 è stata pensata per rispondere a diverse esigenze finanziarie delle imprese. Vediamo nel dettaglio le due opzioni disponibili:

  • Finanziamenti Ipotecari Agevolati (FAG): Questa prima linea, con una dotazione di 50 milioni di euro, offre mutui a condizioni particolarmente vantaggiose. I finanziamenti possono avere una durata massima di 15 anni, comprensivi di un periodo di preammortamento che può arrivare fino a 5 anni. Il tasso di interesse è fissato al 30% di quello di mercato, con un tasso minimo garantito dello 0,50%. L’agevolazione consiste, in pratica, in un abbattimento del 70% del tasso di mercato applicato all’operazione.
  • Interventi a Condizioni di Mercato (FCM): La seconda linea, anch’essa dotata di 50 milioni di euro, vede Ismea agire come finanziatore di minoranza. In questo caso, l’intervento può assumere diverse forme, come la sottoscrizione di aumenti di capitale, l’emissione di prestiti obbligazionari, la concessione di mutui o l’utilizzo di strumenti finanziari partecipativi. È importante notare che per le società a responsabilità limitata (S.r.l.) che intendono accedere a questa linea, è richiesta la trasformazione in società per azioni (S.p.A.).

Chi Può Accedere ai Finanziamenti e Come

I beneficiari della misura sono le società di capitali, incluse le cooperative, che operano nei vari segmenti della filiera agroalimentare. Sono ammesse le imprese attive nella produzione agricola primaria, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ma anche quelle che si occupano di distribuzione e logistica. Un requisito fondamentale è che le società richiedenti siano finanziariamente sane. È prevista una clausola di esclusione per le società, o i gruppi societari, che abbiano già beneficiato di precedenti bandi Ismea negli anni 2019, 2021 o 2022, per garantire un’equa distribuzione delle risorse.

Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dedicato sul sito istituzionale di Ismea. Lo sportello sarà aperto a partire dalle ore 12:00 dell’8 gennaio 2026 e chiuderà alle ore 12:00 del 15 maggio 2026. Le domande verranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Il testo integrale del bando e le relative istruzioni applicative sono consultabili sul sito di Ismea per tutti i dettagli operativi.

Un Impulso Strategico per l’Innovazione e la Competitività

L’iniziativa “Ismea Investe” si inserisce in un contesto economico che richiede continui investimenti in innovazione, sostenibilità e modernizzazione per mantenere alta la competitività del Made in Italy agroalimentare sui mercati globali. Sostenere progetti di sviluppo di una certa portata significa favorire la crescita dimensionale delle imprese, l’adozione di nuove tecnologie e il rafforzamento delle filiere produttive. Questo tipo di intervento pubblico è cruciale per permettere alle aziende di affrontare le sfide future, dalla transizione ecologica alla digitalizzazione, consolidando un settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale.

Di atlante

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