Un vento nuovo soffia sul complesso rapporto tra il Fisco italiano e il mondo delle imprese. Il 2025 si chiude con un dato che non è solo un numero, ma il segnale tangibile di un cambio di paradigma: 78 nuove grandi aziende sono state ammesse al regime di adempimento collaborativo, la cosiddetta “cooperative compliance”. Questo balzo in avanti porta il totale dei partecipanti da 143 a 221, un traguardo significativo per un istituto che mira a trasformare la relazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti da conflittuale a collaborativa.

La notizia, diffusa dall’Agenzia delle Entrate, evidenzia un’accelerazione notevole. Le nuove ammissioni includono realtà di primissimo piano del panorama economico nazionale, attive in settori strategici come quello finanziario, farmaceutico, automobilistico ed energetico. Con questi ultimi ingressi, le imprese che hanno scelto la via della trasparenza rappresentano ora un imponibile complessivo che supera i 49 miliardi di euro.

Una crescita esponenziale: la fiducia nel dialogo preventivo

Introdotto nel nostro ordinamento nel 2015 (con il D.Lgs. n. 128/2015), l’istituto dell’adempimento collaborativo ha registrato un interesse in costante crescita. I dati storici parlano chiaro: negli ultimi tre anni, gli ingressi sono più che quadruplicati. Si è passati dalle 19 ammissioni del 2023 alle 31 del 2024, fino al record delle 78 registrate nell’anno appena concluso. Questa impennata dimostra che il modello, basato su un dialogo costante e preventivo, sta guadagnando sempre più credibilità tra i grandi gruppi industriali e finanziari del Paese.

Il via libera per queste ultime 78 imprese è arrivato a fine dicembre, a seguito dell’approvazione del decreto correttivo Irpef-Ires (Dlgs n. 192/2025). Una novità normativa cruciale che ha permesso di accogliere le istanze presentate nel corso del 2024 da parte di aziende in possesso di tutti i requisiti, concedendo loro tempo fino al 30 settembre 2026 per presentare la certificazione del rischio fiscale.

Come funziona la Cooperative Compliance e quali sono i vantaggi

Ma in cosa consiste, nel concreto, l’adempimento collaborativo? Si tratta di un modello innovativo che sposta il focus dal controllo ex-post alla prevenzione e alla collaborazione ex-ante. Le imprese che vi aderiscono, dotandosi di un sistema strutturato di gestione e controllo del rischio fiscale (il cosiddetto Tax Control Framework o TCF), instaurano un’interlocuzione continua e trasparente con l’Agenzia delle Entrate. Questo dialogo permette di:

  • Individuare e risolvere in anticipo potenziali criticità fiscali.
  • Ottenere maggiore certezza del diritto sull’applicazione delle norme tributarie.
  • Ridurre drasticamente il rischio di contenziosi futuri, con un notevole risparmio di tempo e risorse.

I benefici per le aziende virtuose sono tangibili e includono, tra gli altri, la riduzione delle sanzioni amministrative e la possibilità di procedure semplificate. È un patto basato sulla fiducia reciproca che, da un lato, premia la trasparenza delle imprese e, dall’altro, consente all’amministrazione finanziaria di allocare le proprie risorse in modo più efficiente, concentrandosi sulle aree a maggior rischio evasione.

Un orizzonte in espansione: le porte si aprono anche alle PMI

Il successo del regime non è destinato a fermarsi. La visione del legislatore è quella di un progressivo allargamento della platea di partecipanti. La riforma fiscale ha infatti previsto una graduale riduzione delle soglie dimensionali per l’accesso:

  1. Per il biennio 2024-2025, la soglia di volume d’affari o ricavi è fissata a 750 milioni di euro.
  2. Scenderà a 500 milioni di euro per il 2026 e 2027.
  3. A partire dal 2028, la soglia si abbasserà ulteriormente a 100 milioni di euro.

Questa roadmap porterà la platea potenziale di aziende a oltre 11.000 a livello nazionale, aprendo di fatto le porte del regime anche a molte Piccole e Medie Imprese strutturate. Un passo fondamentale per modernizzare il sistema fiscale italiano, allineandolo agli standard internazionali più avanzati promossi dall’OCSE e promuovendo una cultura della legalità e della governance fiscale responsabile.

L’elenco completo delle società ammesse al regime, che include alcuni dei nomi più importanti dell’industria alimentare, della moda, dell’energia e dei trasporti, è consultabile pubblicamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, a testimonianza dell’impegno per la massima trasparenza.

Di atlante

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