SAINT-TROPEZ – In una splendida giornata di luce invernale, quasi a voler riflettere la bellezza che lei stessa ha incarnato per decenni, Saint-Tropez ha salutato per l’ultima volta la sua cittadina più illustre, Brigitte Bardot. Il 7 gennaio 2026, a dieci giorni dalla sua scomparsa avvenuta il 28 dicembre all’età di 91 anni nella sua amata residenza, La Madrague, si sono tenuti i funerali di un’icona globale che ha saputo trasformare la propria esistenza da simbolo di sensualità a emblema della lotta per i diritti degli animali. La cerimonia, come da suo volere, è stata all’insegna della sobrietà, ma carica di un’emozione palpabile che ha unito le circa 400 persone presenti nella chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption e le centinaia di fan assiepati all’esterno.
Una Cerimonia tra Applausi e Note Gitane
Il rito funebre, iniziato intorno alle 11:00, è stato un evento intimo ma condiviso. Per permettere a tutti di partecipare al cordoglio, la Fondazione Brigitte Bardot ha predisposto tre maxischermi in punti nevralgici della città: uno sul porto, uno in Place des Lices e un altro davanti al municipio, consentendo a residenti e ammiratori di seguire la funzione. Il feretro, una semplice bara in vimini ricoperta di fiori di campo come margherite, gerbere, ginestra e mimosa – ma senza rose, per espressa richiesta – ha lasciato La Madrague intorno alle 10:50, attraversando in processione un’ultima volta le strade del suo villaggio del cuore.
L’uscita dalla chiesa, avvenuta alle 12:37, è stata accolta da un lungo e caloroso applauso. Ad accompagnare questo momento cruciale, le note vibranti di ‘Djobi, djoba’, suonate dal vivo da Chico Bouchikhi, co-fondatore e leader dei Gipsy Kings. Un omaggio sentito, che suggella un legame profondo nato alla fine degli anni Settanta, quando B.B. fu tra le prime a credere nel talento del gruppo gitano, al punto che uno dei loro brani più celebri, ‘La Dona’, è dedicato proprio a lei. “Senza Brigitte Bardot, forse non ci sarebbe stato il successo così folle e immediato dei Gipsy Kings”, ha dichiarato Chico, ricordando come lei avesse creduto in loro dieci anni prima del grande pubblico.
Momenti di Intensa Emozione e un Simbolico Fuoriprogramma
All’interno della chiesa, la cerimonia è stata scandita da momenti di grande intensità musicale e spirituale. L’amica di lunga data Mireille Mathieu, 79 anni, visibilmente commossa, ha offerto un’interpretazione a cappella del ‘Panis Angelicus’, un momento che ha toccato il cuore dei presenti. A seguire, il tenore Vincent Niclo ha intonato l’‘Ave Maria’, avvolgendo la navata in un’atmosfera di raccoglimento. Durante la funzione si è verificato anche un curioso fuoriprogramma: le sirene di allerta del comune, che suonano ogni primo mercoledì del mese, sono scattate come di consueto, un evento che molti hanno interpretato come un ultimo, involontario e potente saluto di Saint-Tropez alla sua icona.
Il discorso più toccante è stato quello di Max Guazzini, amico fidato e segretario generale della Fondazione Bardot. Con la voce rotta dall’emozione, ha ricordato l’essenza di B.B.: “Per tutta la vita ha incarnato la libertà. Amava molto la Francia, la sua Francia. Era fiera”. Guazzini ha anche sottolineato il suo incrollabile impegno animalista, un messaggio che continua a vivere attraverso la sua Fondazione.
Personalità Presenti e Assenze Significative
Tra i banchi della chiesa sedevano familiari e amici. Presente il figlio Nicolas-Jacques Charrier, arrivato da Oslo con le sue due figlie, Théa e Anna, e i tre nipotini, bisnonni di B.B. C’erano anche volti noti del mondo dello spettacolo e dell’attivismo, come Paul Belmondo, il conduttore Raphaël Mezrahi e l’ecologista canadese Paul Watson, celebre per le sue battaglie in difesa delle balene. Il mondo politico era rappresentato dalla ministra per le Pari Opportunità, Aurore Bergé, e da esponenti della destra come Marine Le Pen e Nicolas Dupont-Aignan. Il presidente Emmanuel Macron, come già per i funerali di Claudia Cardinale, ha inviato una corona di fiori ma non ha partecipato di persona, una scelta che ha alimentato qualche dibattito.
Una delle assenze più sentite è stata quella della sorella minore, Marie-Jeanne “Mijanou” Bardot, 87 anni, che per motivi di salute non ha potuto viaggiare dagli Stati Uniti. È stato letto, però, un suo struggente messaggio: “Bri mia, sei stata con me tutta la vita. Temevo che scomparissi ma no, sento la tua gioiosa presenza. Per favore, resta con me finché ti raggiungo”.
L’Ultimo Viaggio e l’Eredità di B.B.
Il corteo funebre si è poi diretto verso il suggestivo cimitero marino, affacciato sul Mediterraneo. È qui, nella tomba di famiglia accanto ai genitori Louis e Anne-Marie e ai nonni materni, che Brigitte Bardot riposa per sempre, non lontano dal suo primo marito, il regista Roger Vadim. Dopo la tumulazione, avvenuta in forma strettamente privata, il cimitero è stato riaperto al pubblico, che ha potuto rendere omaggio a una tomba già ricolma di fiori, nastri con i colori della bandiera francese e fotografie, tra cui una in bianco e nero che la ritraeva con una foca e la semplice scritta: ‘Merci Brigitte’.
La scomparsa di Brigitte Bardot è stata causata da un cancro, come rivelato dal marito Bernard d’Ormale. Negli ultimi mesi, segnati da due interventi chirurgici e da forti dolori alla schiena, la sua voglia di vivere si era affievolita, ma ha affrontato la malattia con la determinazione che l’ha sempre contraddistinta. La sua eredità, valutata intorno ai 65 milioni di dollari, sarà in gran parte devoluta alla sua Fondazione, anche se per la legge francese una quota legittima spetta di diritto al figlio Nicolas, con cui i rapporti sono stati notoriamente complessi. Un’eredità che non è solo materiale, ma è soprattutto un lascito di libertà, anticonformismo e un amore viscerale per il mondo animale che ha cambiato la coscienza di intere generazioni.
