Una tragedia che ha scosso nel profondo una comunità intera, lasciando un vuoto incolmabile e sollevando interrogativi che ora attendono una risposta dalla giustizia. La Procura di Padova ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo in seguito alla morte di Azzurra Breda, una ragazzina di soli 12 anni di Sant’Angelo di Piove di Sacco, deceduta il 31 dicembre scorso nel reparto di Terapia intensiva pediatrica dell’Azienda Ospedale Università di Padova. La causa del decesso è stata identificata in una polmonite fulminante, un’infezione aggressiva e rapidissima che non le ha lasciato scampo.

A seguito degli ultimi sviluppi, tre medici del pronto soccorso pediatrico dell’ospedale padovano sono stati iscritti nel registro degli indagati. Un atto dovuto, come sottolineano gli inquirenti, per permettere lo svolgimento di tutti gli accertamenti necessari a fare piena luce sulla vicenda, in particolare l’autopsia, esame cruciale per la ricostruzione dei fatti.

La cronistoria di una tragedia

Tutto ha inizio il 28 dicembre, quando Azzurra inizia a manifestare i sintomi di quella che sembra una forte influenza, con la febbre che sale rapidamente fino a 40 gradi. Preoccupati, i genitori la portano al pronto soccorso pediatrico di Padova. Secondo le ricostruzioni più recenti, la ragazzina sarebbe stata visitata e dimessa una prima volta il 29 dicembre, con una diagnosi riconducibile a una comune sindrome stagionale.

Le sue condizioni, tuttavia, invece di migliorare, subiscono un drastico e rapido peggioramento. La febbre non scende e compaiono gravi difficoltà respiratorie. Questo spinge i genitori a tornare nuovamente in ospedale il 30 dicembre. A questo punto, la gravità del quadro clinico è evidente: Azzurra viene immediatamente ricoverata, prima nel reparto di Pediatria e poi, data l’evoluzione critica, trasferita d’urgenza in Terapia Intensiva. Nonostante ogni tentativo dei sanitari, il suo cuore ha smesso di battere la mattina del 31 dicembre.

L’inchiesta della Procura e i dubbi da chiarire

Il pubblico ministero Valeria Peruzzo, titolare del fascicolo, ha disposto l’acquisizione della cartella clinica della giovane paziente e ordinato l’esame autoptico, che sarà eseguito lunedì 12 gennaio dai medici legali Margherita Neri ed Elio Castagnola. L’obiettivo è duplice: da un lato, accertare con precisione la causa scatenante dell’infezione letale; dall’altro, verificare se l’iter diagnostico e terapeutico sia stato corretto e tempestivo.

La famiglia di Azzurra, assistita dagli avvocati Fabio Amato e Alessandra Milani, chiede di fare piena luce sulla tragedia. I principali dubbi riguardano la gestione del primo accesso al pronto soccorso: si vuole capire se le condizioni della dodicenne siano state inizialmente sottovalutate e se esami più approfonditi, come analisi del sangue o una TAC al torace, avrebbero potuto rivelare prima la gravità della situazione.

Chi era Azzurra: una vita piena di sogni

La morte di Azzurra Breda ha lasciato un dolore immenso perché la ragazza era nel fiore degli anni, descritta da tutti come sana, solare e piena di talenti. Non soffriva di alcuna patologia pregressa e, solo lo scorso ottobre, aveva superato brillantemente una visita medico-sportiva. Frequentava la seconda media con ottimi risultati, amava la danza e da quattro anni studiava pianoforte.

La comunità di Sant’Angelo di Piove di Sacco si è stretta attorno alla famiglia, al padre Mattia, alla madre Valentina e alla sorellina più piccola, in un abbraccio di cordoglio e incredulità. In segno di lutto, il Comune ha sospeso gli eventi previsti per l’Epifania. Nei giorni scorsi, una veglia di preghiera ha raccolto centinaia di persone nella chiesa di San Michele. “Azzurra è viva e guida i nostri passi sulla via della vita”, sono state le toccanti parole del parroco, don Enrico Piccolo, per confortare i presenti.

Di veritas

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