BOLOGNA – In un momento di dolore inimmaginabile, quello che nessuna madre dovrebbe mai provare, le parole possono diventare un balsamo, un inatteso conforto. È quanto accaduto a Carla Masiello, la madre di Giovanni Tamburi, il sedicenne bolognese tragicamente scomparso nel rogo della discoteca ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno. Durante un commosso intervento telefonico alla trasmissione “Zona Bianca” su Rete4, la signora Masiello ha voluto condividere un lato privato e profondamente umano della vicenda, ringraziando pubblicamente le figure istituzionali che le sono state vicine, con un’attenzione particolare per la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Da mamma a mamma, da cuore a cuore”: il racconto di una telefonata inaspettata

“Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini. E ringrazio tantissimo Giorgia Meloni, mi è stata vicina personalmente, dandomi tutto il suo appoggio come se fossi stata sua sorella. Da mamma a mamma, da cuore a cuore”. Con queste parole, cariche di emozione, Carla Masiello ha descritto il contatto avuto con la Premier. Un gesto non formale, ma intriso di una partecipazione sentita, che ha colpito profondamente la madre di Giovanni. “Ha avuto un’umanità incredibile. Mi ha chiamata personalmente, aveva la voce rotta dal pianto. Si sentiva la sua sofferenza come mamma. Mi ha veramente commossa e mi è stata vicina come non mai”.

Un ringraziamento esteso anche ad altre figure che hanno mostrato la loro vicinanza alla famiglia Tamburi in queste ore drammatiche: il cardinale e arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, e la sottosegretaria alla Cultura, la senatrice bolognese Lucia Borgonzoni. Gesti di solidarietà che, pur non potendo lenire una ferita così profonda, rappresentano un segnale importante di coesione e supporto da parte delle istituzioni e della comunità.

Il ricordo di Giovanni: “Un angelo sulla terra, è morto da martire”

Nel suo intervento, la signora Masiello ha anche tracciato un ritratto toccante del figlio Giovanni, un ragazzo descritto come “sempre allegro, sorridente, era per la giustizia. Era un angelo sulla terra, questo lo dicono tutti”. Un ricordo che si intreccia con l’ipotesi straziante sulle ultime azioni del ragazzo. “Probabilmente lui è tornato indietro per aiutare qualcuno, perché era già all’inizio delle scale, ma non è tornato indietro per una stupida giacca, conoscendolo lui è tornato indietro per aiutare, ed è morto così, un martire”. Una testimonianza che aggiunge un ulteriore strato di eroismo e dolore a una tragedia che ha spezzato troppe giovani vite.

La madre ha anche lanciato un appello al rispetto, rivolto ai cosiddetti “leoni da tastiera” che sui social media hanno commentato l’accaduto. “Chiedo rispetto, perché questi ragazzi probabilmente non si sono resi conto neanche delle fiamme. Sono dei ragazzini, non degli adulti. Probabilmente nemmeno un adulto se ne sarebbe accorto”.

Una tragedia che scuote l’Italia e chiede giustizia

La strage di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita sei giovani italiani, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Le salme delle vittime sono rientrate in Italia con un volo di Stato, accolte con tutti gli onori dalle massime cariche istituzionali. Mentre le famiglie piangono i loro figli, emerge con forza la richiesta di giustizia e di chiarezza sulla dinamica dell’incendio e sulle eventuali responsabilità. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha parlato di “tragedia evitabile”, denunciando gravi mancanze nella sicurezza del locale, come la presenza di una sola uscita di emergenza e l’assenza di impianti antincendio adeguati. Un dramma che, come sottolineato dai genitori delle vittime, si poteva e si doveva evitare. I funerali di Giovanni si sono tenuti nella gremita Cattedrale di San Pietro a Bologna, un ultimo, commosso abbraccio della città al suo giovane “angelo”.

Di veritas

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