BOLOGNA – In una fredda serata di gennaio, il prato del Dall’Ara si trasforma nel palcoscenico della consacrazione per l’Atalanta di Raffaele Palladino e, parallelamente, nell’abisso di una crisi sempre più profonda per il Bologna di Vincenzo Italiano. Un 2-0 senza appello, frutto di una prestazione tatticamente perfetta della Dea e di una doppietta di uno scatenato Nikola Krstovic, che si prende la scena e regala ai suoi tre punti pesantissimi in chiave europea. Per i rossoblù, invece, è la seconda sconfitta consecutiva, la terza in casa, che certifica un crollo verticale e un’astinenza da vittorie che perdura dal 22 novembre.
La Cura Palladino: Intensità e Cinismo
Se c’era una squadra che doveva dimostrare di aver superato le difficoltà di inizio stagione, quella era l’Atalanta. E la risposta è arrivata, forte e chiara. Nonostante assenze pesanti come quella dell’ultimo minuto di Gianluca Scamacca, Palladino ha disegnato una squadra camaleontica, capace di pressare alto e ripartire con una velocità fulminante. La mediana composta da De Roon ed Ederson ha eretto un muro invalicabile, vincendo ogni duello e annullando le fonti di gioco bolognesi. Sugli esterni, la fantasia di De Ketelaere e la corsa di Zalewski hanno creato costante superiorità numerica, mandando in tilt la retroguardia di Italiano.
La vera magia, però, Palladino l’ha compiuta rivitalizzando Nikola Krstovic. Il montenegrino, chiamato a sostituire l’infortunato Scamacca, ha risposto presente con una prestazione da incorniciare. Freddo, cinico, letale: prima ha sbloccato il risultato al 37′ del primo tempo, depositando in rete con un preciso destro un assist al bacio di un ispiratissimo De Ketelaere; poi, al 60′, ha chiuso i conti con un sinistro dal limite dell’area che non ha lasciato scampo a Ravaglia. Una doppietta che per l’attaccante significa la fine di un lungo digiuno e una ritrovata centralità nel progetto tecnico nerazzurro. Una serata da sogno per lui, macchiata solo da un piccolo infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo nel finale.
Bologna, il Crollo di una Certezza
Se a Bergamo si festeggia, a Bologna l’aria è pesante. La squadra che fino a un mese e mezzo fa incantava per gioco e risultati sembra essere svanita nel nulla. La sconfitta contro l’Atalanta non è un semplice incidente di percorso, ma la conferma di una crisi strutturale che investe ogni reparto. La difesa, un tempo solida, ora imbarca acqua con una facilità preoccupante (11 gol subiti nelle ultime 6 partite), mentre l’attacco è diventato sterile, con sole 4 reti segnate nello stesso periodo.
Vincenzo Italiano, che fino a poco tempo fa veniva elogiato per la sua capacità di ruotare gli uomini senza alterare gli equilibri, ora sembra aver perso la bussola. I suoi tentativi di scuotere la squadra, inserendo gli ex Orsolini, Cambiaghi e Freuler, non hanno sortito gli effetti sperati. Il Bologna è apparso leggibile, prevedibile, costantemente in balia del pressing asfissiante degli avversari. Le poche occasioni create, con Dallinga e Cambiaghi, sono state più frutto di iniziative individuali che di un gioco corale, e si sono spente contro un attento Carnesecchi. Lo stesso allenatore, a fine gara, ha ammesso la perdita di entusiasmo e brillantezza.
Prospettive e Classifica: Sorpasso Dea, Felsinei in Caduta Libera
Questa vittoria, la quinta nelle ultime sette uscite di campionato per l’Atalanta, proietta la squadra di Palladino in piena corsa per un posto in Europa, operando il sorpasso in classifica proprio ai danni del Bologna. La Dea sale a 28 punti, dimostrando di aver ritrovato solidità, gioco e, soprattutto, i gol dei suoi attaccanti. La strada è ancora lunga, ma la risalita è iniziata e l’inerzia è tutta a favore dei bergamaschi.
Per il Bologna, invece, si apre un periodo di profonde riflessioni. La classifica inizia a farsi preoccupante e il sogno europeo, cullato per mesi, rischia di svanire. La crisi di risultati e di gioco è evidente, e la panchina di Italiano, fino a ieri solidissima, inizia a essere messa in discussione, con i bookmaker che già quotano un suo possibile esonero. La società e l’allenatore sono chiamati a trovare in fretta una soluzione per invertire una rotta che, al momento, porta dritta verso l’anonimato di metà classifica.
