Un ponte letterario tra Italia e Argentina, un dialogo profondo che attraversa i secoli per indagare i misteri ultimi dell’esistenza umana. Questo è quanto promette il primo, attesissimo evento culturale del 2026 organizzato dalla Società Dante Alighieri di Roma, che si terrà giovedì 8 gennaio alle ore 17:30 nella prestigiosa sala Luca Serianni di Palazzo Firenze. Protagonisti di questo eccezionale incontro saranno due giganti della letteratura mondiale: Dante Alighieri e Jorge Luis Borges, le cui opere verranno messe a confronto in una lectio magistralis di grande spessore intellettuale.

Un Confronto Magistrale: il V Canto del Purgatorio e il “Poema conjetural”

A guidare il pubblico in questo affascinante percorso critico sarà il professor Javier Roberto González, illustre accademico, Decano della Universidad Católica Argentina (UCA) e ricercatore presso il CONICET. La sua lezione si concentrerà sull’analisi comparata del canto V del Purgatorio dantesco e del Poema conjetural di Borges. L’introduzione sarà affidata al professor Marco Gallo, docente della UCA e coordinatore delle attività culturali per la Società Dante Alighieri in Argentina, figura chiave nel consolidamento dei rapporti culturali tra i due Paesi.

Il fulcro della lectio del professor González risiede in un parallelismo tematico di straordinaria potenza: il momento della morte come istante di suprema rivelazione. Se nel canto V del Purgatorio Dante narra delle anime dei morti per violenza che, attraverso il pentimento in extremis, trovano la via della salvezza nella misericordia divina, Borges, nel suo “poema congetturale”, esplora gli ultimi istanti di vita dell’illuminista Francisco Narciso de Laprida. Anche Laprida, di fronte a una fine violenta per mano dei montoneros federali, sperimenta un’improvvisa e abbagliante lucidità.

Tuttavia, è proprio qui che emerge la divergenza fondamentale tra i due poeti. Come sottolineato nell’annuncio dell’evento, mentre in Dante l’ordine provvidenziale si fonda sulla possibilità della redenzione e sulla grazia divina, i versi di Borges non contemplano la salvezza, ma una lucida e quasi stoica comprensione del proprio ineluttabile destino. Laprida, l’uomo di legge e di pensiero, si riconosce infine nel suo “destino sudamericano”, una fine violenta che lo ricongiunge a una verità più profonda della sua stessa identità.

Il Contesto Dantesco: Le Anime dei Morti per Violenza

Per comprendere appieno il dialogo proposto, è essenziale richiamare il contesto del canto V del Purgatorio. Qui Dante e Virgilio incontrano le anime di coloro che, morti violentemente, si sono pentiti solo all’ultimo momento. Tra queste figure spiccano Jacopo del Cassero, Bonconte da Montefeltro e Pia de’ Tolomei. Le loro storie sono accomunate da una fine tragica e dalla richiesta pressante di preghiere da parte dei vivi per abbreviare la loro permanenza nell’Antipurgatorio. È un canto intriso del tema del corpo, della sofferenza terrena e della speranza nella misericordia divina che si manifesta anche nell’ultimo respiro.

L’Universo Borgesiano: La Congettura di Laprida

Il Poema conjetural, pubblicato nel 1943, è un monologo interiore che Borges immagina nella mente di Francisco Narciso de Laprida, presidente del Congresso di Tucumán che dichiarò l’indipendenza argentina. Braccato e prossimo alla morte, Laprida riflette sulla sua vita dedicata alle leggi e ai canoni, in netto contrasto con la barbarie che lo sta per sopraffare. Nel poema, Borges fa un esplicito riferimento a Dante, paragonando la sorte di Laprida a quella di Bonconte da Montefeltro, anch’egli caduto in battaglia. Ma la conclusione borgesiana è differente: la morte non è una porta verso la salvezza divina, ma il compimento di un destino labirintico, la scoperta di una “recóndita clave” che svela la forma perfetta del proprio essere.

Un Ponte Culturale tra Italia e Argentina

L’incontro dell’8 gennaio non è un evento isolato, ma il primo di una serie di appuntamenti che scaturiscono dall’accordo di collaborazione siglato nel 2024 tra la Società Dante Alighieri e la Universidad Católica Argentina. Questa partnership mira a promuovere congiuntamente attività didattiche e culturali per consolidare le profonde relazioni linguistico-culturali che legano Italia e Argentina. L’accordo coinvolge non solo le sedi di Buenos Aires, ma anche quelle di Rosario, Paraná, Mendoza e Pergamino, in sinergia con i comitati della Dante presenti nelle stesse città.

Chi è Javier Roberto González

La scelta del professor González come relatore sottolinea l’alto profilo scientifico dell’iniziativa. Professore e dottore in Lettere presso l’Università Cattolica Argentina, ha ricevuto numerosi riconoscimenti accademici, tra cui la Medaglia d’Oro. È ricercatore del prestigioso CONICET, membro dell’Accademia Argentina di Lettere e della Real Academia Española. Autore di oltre 140 studi scientifici e di libri fondamentali sulla filologia ispanica medievale, è anche un premiato drammaturgo, le cui opere sono state rappresentate nei principali teatri argentini. La sua vasta erudizione lo rende l’interprete ideale per svelare le complesse connessioni tra l’universo dantesco e quello borgesiano.

Di euterpe

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