Il sipario è calato su una delle ultime, vere dive del Novecento. Saint-Tropez, la perla della Costa Azzurra che deve la sua fama planetaria proprio a lei, ha tributato l’ultimo, commosso saluto a Brigitte Bardot, l’icona del cinema francese spentasi il 7 gennaio all’età di 91 anni. La cerimonia funebre, svoltasi nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption, ha raccolto una cerchia ristretta di familiari e amici, ma l’intera cittadina si è stretta attorno al feretro, seguendo le esequie attraverso maxischermi allestiti nel porto e nelle piazze principali.

Un applauso sommesso ma carico di affetto ha accompagnato il passaggio del corteo funebre attraverso le vie del porto, lo stesso che B.B. aveva percorso innumerevoli volte, trasformandolo da semplice villaggio di pescatori a epicentro del glamour internazionale. La sua bara, realizzata in bambù, un dettaglio che sussurra il suo amore per la natura e la semplicità, è stata accolta sul sagrato della chiesa dal figlio Nicolas-Jacques Charrier. Un momento di rara esposizione pubblica per un rapporto, quello tra madre e figlio, notoriamente complesso e doloroso, segnato da una distanza emotiva e fisica fin dalla sua nascita.

Una cerimonia intima per un’icona globale

La funzione religiosa, iniziata sulle note celestiali dell’“Ave Maria” di Maria Callas, ha visto la partecipazione di circa 400 invitati selezionati dalla famiglia e dalla Fondazione Brigitte Bardot, l’ente da lei creato per la protezione degli animali che rappresenta la sua più grande eredità morale e materiale. Tra i presenti, figure che hanno incrociato il suo cammino in diverse fasi della sua esistenza: dalla leader politica di destra Marine Le Pen, con cui la Bardot condivideva una reciproca ammirazione, alla cantante Mireille Mathieu, fino all’attore Paul Belmondo e all’attivista per la conservazione marina Paul Watson, a testimonianza del suo incrollabile impegno animalista.

Il marito, Bernard d’Ormale, ha recentemente rivelato che l’attrice combatteva da tempo contro un cancro, affrontando due operazioni prima che la malattia avesse la meglio. Fino all’ultimo, ha confermato, la sua preoccupazione è stata rivolta al destino degli animali, una passione che ha definito la seconda parte della sua vita, dopo l’addio alle scene nel 1973.

Il legame indissolubile e controverso con il figlio Nicolas

La presenza del figlio Nicolas-Jacques Charrier, oggi 65enne, ha inevitabilmente riacceso i riflettori su una delle pagine più sofferte della biografia di B.B. Nata da una gravidanza non desiderata durante il matrimonio con l’attore Jacques Charrier, la maternità fu vissuta dall’attrice come un trauma. Nella sua controversa autobiografia “Initiales B.B.”, usò parole durissime, descrivendo il figlio come un “tumore” che si era nutrito di lei, parole che portarono a una causa legale e a un risarcimento.

Dopo il divorzio nel 1962, la Bardot rinunciò alla custodia del piccolo Nicolas, che crebbe con il padre e i nonni, lontano dai riflettori. Nonostante il passato burrascoso, negli ultimi anni sembrava esserci stato un riavvicinamento, con visite annuali che tentavano di sanare decenni di incomprensioni. La sua presenza ai funerali, accanto al feretro della madre, ha rappresentato un capitolo finale, silenzioso e complesso, di questa tormentata saga familiare.

L’ultima dimora: il cimitero marino di Saint-Tropez

Come da sue volontà, Brigitte Bardot è stata sepolta nella tomba di famiglia nel suggestivo cimitero marino di Saint-Tropez, un luogo che si affaccia direttamente sull’amato Mar Mediterraneo. Qui riposerà accanto ai suoi genitori, in quel lembo di terra che per lei ha sempre rappresentato un rifugio dalla celebrità che l’aveva resa un’icona mondiale. Anche se in passato aveva espresso il desiderio di essere sepolta nel giardino della sua villa, La Madrague, insieme ai suoi animali, la scelta finale è ricaduta sul luogo che custodisce le sue radici familiari.

Un’eredità che va oltre il cinema

L’addio a Brigitte Bardot non è solo il commiato a una leggenda del cinema, simbolo della rivoluzione sessuale degli anni ’60 e incarnazione di una femminilità libera e anticonvenzionale. È anche il riconoscimento di un’eredità culturale profonda e poliedrica. Dalla moda, con lo stile “Bardot” che continua a ispirare generazioni, alla musica, fino al suo controverso ma instancabile attivismo, B.B. ha lasciato un’impronta indelebile. La sua fondazione continuerà a portare avanti le sue battaglie, finanziata da un patrimonio che, nonostante la quota spettante per legge al figlio, sarà in gran parte devoluto alla causa animale, sigillando per sempre il suo impegno come la più celebre protettrice degli “ultimi”.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *