Parigi – Un vertice definito “storico” dal presidente francese Emmanuel Macron ha riunito all’Eliseo i leader della “Coalizione dei Volenterosi”, un gruppo di 35 nazioni impegnate a sostenere l’Ucraina. L’incontro, a cui hanno preso parte anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e, in un segnale di forte coinvolgimento americano, gli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner, ha segnato un passo avanti decisivo nella definizione del futuro assetto di sicurezza e della ripresa economica di Kiev.
“Progressi Significativi”: le parole di Witkoff
Al termine dei lavori, è stato proprio l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, a esprimere ottimismo, parlando via social media di “progressi significativi su diverse aree di lavoro cruciali”. In particolare, Witkoff ha sottolineato i passi avanti compiuti sul “quadro di garanzie di sicurezza bilaterali e un piano per la prosperità”. Una dichiarazione che lascia intravedere un’accelerazione nel percorso verso una pace sostenibile, legando indissolubilmente la sicurezza militare alla stabilità economica. “Crediamo che un’economia robusta sia correlata e funzioni direttamente con questi protocolli di sicurezza”, ha aggiunto Witkoff, evidenziando la visione americana che vede lo sviluppo economico come un pilastro fondamentale per la pace a lungo termine.
I Cinque Pilastri dell’Accordo di Parigi
L’intesa raggiunta a Parigi si fonda su cinque pilastri fondamentali, pensati per assicurare una pace “giusta e duratura” in linea con i principi della Carta delle Nazioni Unite. Questi impegni, politicamente e giuridicamente vincolanti, verranno attivati solo dopo l’entrata in vigore di un cessate il fuoco credibile e verificato.
- Monitoraggio del cessate il fuoco: È prevista la creazione di un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco a guida statunitense, con il contributo degli altri membri della Coalizione. Una commissione speciale sarà inoltre istituita per affrontare eventuali violazioni.
- Sostegno a lungo termine alle forze armate ucraine: La Coalizione si è impegnata a fornire assistenza militare e armamenti a lungo termine per garantire la capacità di difesa sostenibile dell’Ucraina, che rimane la prima linea di deterrenza.
- Forza multinazionale di rassicurazione: Una volta cessate le ostilità, è previsto il dispiegamento di una forza multinazionale guidata dall’Europa, con il coinvolgimento di membri non europei e il sostegno degli Stati Uniti. Francia e Regno Unito hanno già confermato la disponibilità a stabilire hub militari nel paese.
- Impegni vincolanti in caso di nuovo attacco: I firmatari si sono impegnati a sostenere l’Ucraina con capacità militari, intelligence, supporto logistico, iniziative diplomatiche e sanzioni in caso di una futura aggressione russa.
- Cooperazione nel settore della difesa: L’accordo prevede di approfondire la cooperazione a lungo termine con Kiev in ambiti quali la formazione, la produzione congiunta nell’industria della difesa e la condivisione di intelligence.
Un Coordinamento Rafforzato e il “Piano per la Prosperità”
Per garantire l’efficacia di queste misure, è stata decisa l’istituzione di una “cellula di coordinamento USA/Ucraina/Coalizione” presso il quartier generale operativo della Coalizione a Parigi. Questo organismo avrà il compito di integrare le forze armate coinvolte e assicurare un collegamento operativo costante.
Accanto alle garanzie di sicurezza, un elemento chiave dell’accordo è il “piano per la prosperità”. Sebbene i dettagli non siano stati ancora completamente divulgati, l’inviato Witkoff ha parlato di un “accordo di prosperità robusto come nessun altro paese ha mai visto al termine di un conflitto”. L’obiettivo è quello di legare la ricostruzione e lo sviluppo economico del paese alla sua sicurezza, creando un circolo virtuoso che possa garantire stabilità nel lungo periodo. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito il concetto, affermando che l’Europa è unita nell’offrire all’Ucraina “un futuro sicuro e prospero”.
Le Posizioni dei Partner Europei
La riunione ha visto una forte convergenza di intenti, sebbene con alcune sfumature. La premier italiana Giorgia Meloni ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina, escludendo però l’impiego di truppe italiane sul terreno, un principio che riflette la posizione di cautela del governo. Al contrario, Paesi come Spagna, Francia e Regno Unito si sono mostrati più aperti alla possibilità di un coinvolgimento militare in una fase post-conflitto, nell’ambito di una forza di rassicurazione. Il presidente Macron ha sottolineato come le garanzie di sicurezza per l’Ucraina siano “fondamentali anche per l’Europa”.
