Un abbraccio che vale più di mille parole. Un gesto forte, corale, che ha unito tutta la Juventus, dalla panchina al campo, attorno a Jonathan David. L’attaccante canadese, dopo il pesante errore dal dischetto nella partita contro il Lecce, ha ritrovato il sorriso e il gol, siglando la rete del definitivo 3-0 contro il Sassuolo. Una liberazione per lui e una dimostrazione di compattezza per una squadra che, nelle parole del suo allenatore Luciano Spalletti, ha voluto fare “scudo” attorno al proprio compagno.
La redenzione di David: dal rigore sbagliato al gol liberatorio
Erano stati giorni difficili per Jonathan David. L’errore dagli undici metri contro il Lecce, un “cucchiaio” mal riuscito che si era spento tra le braccia del portiere Falcone, aveva lasciato scorie pesanti. Critiche, commenti feroci sui social e un macigno psicologico che avrebbe potuto schiacciare chiunque. Ma la Juventus ha dimostrato di essere prima di tutto un gruppo unito. “Quando ti arrivano tutte quelle offese… mi sarei sorpreso se la squadra non avesse fatto scudo“, ha dichiarato Spalletti nel post-partita di Reggio Emilia, sottolineando come il sostegno a David fosse una “presa di posizione” da parte di tutto lo spogliatoio. E così, dopo l’assist per il gol di Miretti, è arrivata la sua personale redenzione: una rete che ha scacciato via i fantasmi e che è stata festeggiata da un abbraccio collettivo, a cui ha partecipato con slancio anche lo stesso tecnico bianconero. “Sono arrivato da ultimo… ma voglio essere dentro a questo gruppo“, ha confessato Spalletti, descrivendo la scena quasi come un rito liberatorio.
Spalletti e la gestione del gruppo: “Chi batte i rigori è noto a tutti”
Il tecnico di Certaldo, pur celebrando la ritrovata serenità del suo attaccante e la forza del gruppo, non ha mancato di lanciare un messaggio chiaro e deciso riguardo alle gerarchie in campo. Il riferimento è alla decisione, presa dai giocatori durante la partita con il Lecce, di far calciare il rigore a David nonostante i rigoristi designati fossero altri (Locatelli e Yildiz). “Chi deve battere un rigore da noi è noto a tutti. È tutto scritto all’interno dello spogliatoio“, ha precisato Spalletti. Una presa di posizione ferma, che non vuole minare l’autonomia dei giocatori ma ribadire la necessità di una linea condivisa e rispettata. “Mi fa piacere che il capitano abbia personalità di scegliere, ma la prossima volta che vuol fare qualcosa di testa sua, me lo deve dire anche a me“, ha aggiunto, sottolineando come certe decisioni debbano essere prese con il suo coinvolgimento. Un modo per evitare che situazioni simili possano “generare confusione nel gruppo“, soprattutto quando create ad arte dall’esterno con “offese” e critiche non costruttive.
Analisi della partita: una Juve in crescita ma con margini di miglioramento
Al di là dell’episodio legato a David, la vittoria per 3-0 sul campo del Sassuolo ha confermato i progressi della Juventus. Spalletti si è detto soddisfatto della prestazione, in particolare per la capacità della squadra di “comandare il gioco” e di non concedere superiorità numerica agli avversari in fase di costruzione. Tuttavia, l’allenatore ha anche evidenziato come ci siano ancora margini di miglioramento. “Nel primo tempo dovevamo creare situazioni più pericolose e in questo senso dobbiamo migliorare“, ha ammesso, dimostrando la consueta fame di perfezione. La squadra, secondo il tecnico, deve ancora “prendere delle conoscenze” e trovare maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti.
La vittoria contro il Sassuolo, arrivata dopo il pareggio beffardo con il Lecce, ha permesso alla Juventus di riconquistare il quarto posto in classifica a pari punti con la Roma, mantenendo la propria striscia di imbattibilità. Un successo importante, dunque, non solo per la classifica, ma anche per il morale di un gruppo che ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà con unità e carattere. L’abbraccio a David ne è la testimonianza più bella e significativa.
