Dopo la pausa per le festività natalizie, il Parlamento italiano riapre i battenti inaugurando un 2026 che si preannuncia carico di sfide e decisioni cruciali per il Paese. L’agenda di gennaio è fitta di dossier strategici che spaziano dalla politica industriale alla giustizia, passando per la politica estera e i diritti civili, in un contesto che vedrà il Governo Meloni impegnato su più fronti, sia in Aula che nelle commissioni.
La conferenza stampa della Premier Meloni e le priorità del Governo
Un momento chiave per delineare la rotta dell’esecutivo sarà la tradizionale conferenza stampa “di fine anno” della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, posticipata a venerdì 9 gennaio. L’incontro con i giornalisti sarà l’occasione per fare il punto sull’azione di governo e per tracciare le linee programmatiche dei prossimi mesi. Grande attesa per le dichiarazioni della premier su temi di politica estera, resi complessi dalle recenti tensioni internazionali, ma soprattutto sulle riforme interne. In particolare, ci si attende che Meloni chiarisca la posizione del governo sulla legge elettorale e, soprattutto, sulla data del referendum costituzionale sulla giustizia, uno dei nodi politici più delicati di questo inizio anno.
Il Senato alle prese con il dossier Ex Ilva
A Palazzo Madama, la ripresa dei lavori è segnata da un appuntamento di grande impatto economico e sociale: l’esame per il via libera definitivo al decreto sull’Ex Ilva di Taranto. La seduta, prevista per il pomeriggio del 7 gennaio, si concentrerà sulle misure per garantire la continuità produttiva del polo siderurgico, un dossier che continua a generare tensioni a livello occupazionale, ambientale e industriale. La discussione avviene in un momento particolarmente significativo, con l’interesse manifestato dal fondo statunitense Flacks Group, che ha presentato un piano di investimenti da 5 miliardi per il rilancio dell’acciaieria. Parallelamente, la situazione dell’indotto resta critica, con centinaia di posti di lavoro a rischio nonostante il saldo degli stipendi di fine anno.
Alla Camera il dibattito sugli aiuti all’Ucraina
A Montecitorio, l’attenzione si concentrerà sul decreto per gli aiuti all’Ucraina, assegnato alle commissioni Esteri e Bilancio. Il dibattito, che si preannuncia acceso, non riguarderà solo la sostenibilità finanziaria degli impegni, ma anche la posizione strategica dell’Italia nel conflitto, con possibili divisioni interne agli schieramenti politici. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è atteso in Aula per riferire sui dettagli della proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari.
La battaglia sul referendum per la separazione delle carriere
Il tema della giustizia dominerà il confronto politico fin dai primi giorni dell’anno. Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati è al centro di un aspro scontro. Sabato 10 gennaio è previsto il lancio della campagna referendaria da parte del Comitato per il No, “Società Civile per il NO”, presieduto dal professor Giovanni Bachelet e sostenuto da importanti realtà associative come Cgil, Acli, Anpi e Libera. L’evento vedrà la partecipazione di leader dell’opposizione quali Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, oltre a personalità di spicco come il premio Nobel Giorgio Parisi, a testimonianza della vasta mobilitazione contro una riforma ritenuta pericolosa per l’equilibrio dei poteri dello Stato.
Le commissioni al lavoro su temi etici e sociali
L’attività parlamentare non si esaurisce nelle Aule, ma prosegue intensa nelle commissioni, dove si discutono provvedimenti di grande rilevanza sociale e culturale.
- Legge sull’antisemitismo: In commissione Affari costituzionali al Senato, dal 7 gennaio, inizia l’esame del ddl di Graziano Delrio. Il testo, che ha già creato divisioni nel centrosinistra e nel PD, sarà discusso congiuntamente ad altre proposte presentate da esponenti di Lega, Forza Italia e Italia Viva, con l’obiettivo di trovare una sintesi per rafforzare le norme contro l’odio antiebraico.
- Ddl sugli affidamenti familiari: La commissione Giustizia esaminerà il ddl Roccella, già approvato alla Camera, che istituisce un registro nazionale delle famiglie affidatarie e un osservatorio per monitorare il sistema. La Lega ha annunciato emendamenti per limitare i poteri dei Tribunali per la famiglia, aprendo un fronte di potenziale scontro nella maggioranza.
- Violenza sessuale e consenso: Sempre in commissione Giustizia, la relatrice e presidente Giulia Bongiorno dovrà chiarire la linea sul ddl riguardante il consenso e la violenza sessuale. Il dibattito si concentra sulla necessità di modificare o confermare il testo approvato dalla Camera, in vista del suo arrivo in Aula al Senato previsto per l’inizio di febbraio.
L’inizio del 2026 si profila dunque come un periodo di intensa attività politica, in cui il Parlamento sarà chiamato a decidere su questioni che avranno un impatto profondo sul futuro economico, sociale e istituzionale dell’Italia.
