ROMA – L’alba di una nuova era tecnologica è qui, e ha il volto dell’intelligenza artificiale. Secondo il Bosch Tech Compass 2025, un’autorevole indagine globale che ha coinvolto oltre 11.000 persone in sette nazioni, il 70% degli intervistati identifica l’AI come la tecnologia con il maggiore impatto potenziale nei prossimi anni. Un dato che segna un picco di fiducia mai registrato prima, ma che nasconde un paradosso profondamente contemporaneo: mentre l’innovazione accelera, una parte significativa dell’umanità sente il bisogno di rallentare.
L’AI: Motore dell’Innovazione e Fonte di Preoccupazione
L’indagine, condotta in Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Regno Unito e Stati Uniti, rivela un atteggiamento prevalentemente positivo verso l’intelligenza artificiale. Il 43% del campione globale ritiene che l’AI avrà l’impatto più favorevole sulla società, superando settori promettenti come le biotecnologie e l’ingegneria climatica. Le aspettative sono altissime in ambiti cruciali come la sanità, la mobilità sostenibile, la sicurezza informatica e la lotta al cambiamento climatico, dove l’AI promette di rivoluzionare paradigmi consolidati.
Tuttavia, la stessa tecnologia che alimenta le speranze più grandi è anche quella che suscita i timori più profondi. Il 34% degli intervistati la indica come la tecnologia con i potenziali effetti negativi più rilevanti, una percentuale superiore a quella registrata per i robot umanoidi e i veicoli a guida autonoma. Le preoccupazioni spaziano dall’impatto sul mondo del lavoro alla sicurezza dei dati personali, dal controllo sociale all’affidabilità degli algoritmi decisionali, temi particolarmente sentiti in settori maturi come quello automobilistico, dove l’AI è già una realtà consolidata nei sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e nella gestione predittiva della manutenzione.
Il Desiderio di una Pausa: la “Stanchezza da Progresso”
Forse il dato più sorprendente e significativo che emerge dal report è la diffusa “stanchezza da progresso”. Ben il 57% degli intervistati a livello globale vorrebbe poter “premere un pulsante di pausa” sullo sviluppo tecnologico. Non si tratta di un rifiuto del progresso, ma di una richiesta di tempo: tempo per comprendere, per adattarsi, per assimilare le profonde trasformazioni in atto. Questo sentimento evidenzia come l’innovazione non possa più essere misurata solo in termini di velocità e potenza di calcolo, ma debba necessariamente tenere conto dei tempi di adattamento culturale, normativo e umano.
Questa esigenza di rallentare si intreccia con la crescente consapevolezza dell’importanza delle competenze. A livello globale, l’82% delle persone prevede di formarsi autonomamente sull’AI, con picchi di interesse nei paesi emergenti come l’India (98%) e la Cina (95%). Le competenze ritenute più importanti nell’era dell’AI sono l’uso efficace degli strumenti specifici (59%), il pensiero critico (44%) e la consapevolezza della sicurezza informatica (44%).
Il Caso della Germania: Aspettative Elevate e Scetticismo Radicato
L’indagine mette in luce un interessante spaccato sulla Germania, dove le aspettative sull’AI sono particolarmente elevate: il 77% dei tedeschi la considera la tecnologia chiave del prossimo decennio. Nonostante ciò, il paese registra il più basso livello di preparazione percepita all’era dell’intelligenza artificiale, con solo il 40% dei cittadini che si dichiara pronto ad affrontarne i cambiamenti. Lo scetticismo verso il ruolo positivo della tecnologia in generale rimane superiore alla media globale: solo il 59% dei tedeschi crede che la tecnologia possa rendere il mondo un posto migliore, un dato più basso persino di quello francese (53%), a fronte di una media globale del 71%.
Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch, ha commentato questi dati sottolineando la necessità di un cambio di passo: “I risultati del Bosch Tech Compass indicano che in Germania dobbiamo aumentare l’accettazione delle innovazioni da parte della società”. Hartung ha evidenziato l’importanza di un quadro politico che supporti l’innovazione con meno burocrazia e una maggiore propensione al rischio, per facilitare il trasferimento delle tecnologie dai laboratori di ricerca alla vita di tutti i giorni.
Uno Sguardo al Futuro: tra Competenze e Responsabilità
Il Bosch Tech Compass 2025 non si limita a fotografare il presente, ma offre preziose indicazioni per il futuro. La sfida non è più soltanto tecnologica, ma diventa sociale ed educativa. La crescente richiesta di formazione e la preoccupazione per una possibile disuguaglianza sociale acuita dal divario di competenze in ambito AI (una preoccupazione per il 69% degli intervistati a livello globale) sono segnali inequivocabili. L’intelligenza artificiale sta rapidamente passando dall’essere un fenomeno a diventare un’infrastruttura invisibile e pervasiva della nostra quotidianità. Per governare questa transizione, sarà fondamentale un dialogo aperto e inclusivo tra cittadini, imprese e istituzioni, per garantire che il progresso tecnologico sia sinonimo di progresso umano, senza lasciare nessuno indietro.
