LONDRA – “Lascia questo mondo migliore di come lo hai trovato”. Con la celebre citazione di Robert Baden-Powell, fondatore degli scout, Enzo Maresca ha scelto di congedarsi dal mondo Chelsea. Un addio affidato a un lungo e sentito post su Instagram, che chiude ufficialmente un capitolo lungo 18 mesi, denso di successi ma terminato con una separazione consensuale che sa di divorzio amaro. Un messaggio che trasuda orgoglio per il lavoro svolto e, tra le righe, una neanche troppo velata polemica verso una dirigenza con cui i rapporti si erano ormai deteriorati.

UN’EREDITÀ DI SUCCESSI: DALLA CONFERENCE AL MONDIALE PER CLUB

Il viaggio di Maresca sulla panchina dei Blues era iniziato in sordina, dai preliminari di Conference League, come lui stesso ha tenuto a sottolineare nel suo messaggio. Un punto di partenza che rende ancora più brillante la traiettoria di una squadra che, sotto la sua guida, ha ritrovato un posto nell’élite del calcio europeo. In un anno e mezzo, l’allenatore italiano ha arricchito la bacheca di Stamford Bridge con due trofei di caratura internazionale: la Conference League 2024/25, vinta battendo in finale il Betis Siviglia, e la prima, storica edizione della nuova Coppa del Mondo per Club FIFA a 32 squadre, conquistata superando il favoritissimo Paris Saint-Germain. A questi successi si aggiunge il fondamentale ritorno in Champions League, ottenuto grazie al quarto posto in Premier League nella passata stagione, il miglior piazzamento del club dal 2022.

Un bilancio che, numeri alla mano, è di tutto rispetto. Maresca lascia il Chelsea dopo 92 partite, con un bottino di 55 vittorie e 16 pareggi, per una percentuale di successi del 59,8%, la più alta dai tempi di Thomas Tuchel. Un ruolino di marcia che, unito ai trofei e alla valorizzazione di una rosa giovanissima (età media 23,7 anni), sembrava aver blindato la sua posizione.

LE RAGIONI DI UN ADDIO INASPETTATO

Cosa ha portato, dunque, alla rottura? La versione ufficiale parla di “separazione consensuale”, maturata dopo un pareggio per 2-2 contro il Bournemouth e un mese di dicembre deludente. Tuttavia, dietro la decisione si celano tensioni e divergenze strategiche profonde tra l’allenatore e i vertici del club, in particolare con il co-proprietario Behdad Eghbali. Secondo indiscrezioni, a pesare sarebbero stati i crescenti disaccordi sulla gestione della rosa, sulle strategie di mercato e persino sulla gestione degli infortuni, con un dipartimento medico indipendente che avrebbe l’ultima parola sulle condizioni dei giocatori.

Un clima diventato insostenibile, che ha spinto Maresca a una decisione drastica: rinunciare a una buonuscita stimata intorno ai 14-15 milioni di sterline pur di lasciare immediatamente il club. Una scelta che la dice lunga sulla frustrazione accumulata da un tecnico che si sentiva “screeditato” dalla dirigenza.

IL MESSAGGIO SOCIAL: ORGOGLIO E GRATITUDINE

Nel suo post d’addio, Maresca non fa riferimento diretto alle polemiche, ma le sue parole pesano come macigni. “Vado via con la pace interiore di lasciare un club prestigioso come il Chelsea dove merita di essere”, scrive, rivendicando con forza i risultati ottenuti. Un messaggio chiaro, che sottolinea la distanza tra il punto di partenza e il traguardo raggiunto.

Non mancano, poi, i ringraziamenti: “Desidero ringraziare tutto il popolo Chelsea per il sostegno negli ultimi 18 mesi. Sostegno che è stato fondamentale per il raggiungimento della qualificazione Champions, la vittoria nella Conference League e la vittoria della coppa del mondo per club. Vittorie che porterò per sempre nel mio cuore”. Un pensiero speciale è rivolto ai suoi giocatori: “Un grazie speciale a tutti i giocatori che mi hanno accompagnato in questo viaggio splendido”. La chiusura è un augurio signorile per il futuro del club: “Auguro a tutti coloro che hanno condiviso con me ogni momento, di ottenere il massimo in questa seconda parte di stagione e in futuro”.

Si chiude così un’era breve ma intensa. Un’avventura che ha riportato il Chelsea a vincere in Europa e nel mondo, ma che lascia l’amaro in bocca per un progetto tecnico interrotto bruscamente, a conferma di quanto la panchina di Stamford Bridge sia una delle più elettriche e complesse del calcio mondiale.

Di nike

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