Un verdetto tanto atteso quanto pesante si è abbattuto sul basket italiano. Il Giudice Sportivo Nazionale, con una decisione che non ammette repliche, ha ufficializzato la sconfitta a tavolino per 20-0 della Trapani Shark contro la Virtus Bologna, a seguito della mancata disputa della gara valida per la 14ª giornata di Serie A, programmata per il 4 gennaio 2026. A questa sanzione sportiva si aggiunge una stangata economica: un’ammenda di 50.000 euro per il club siciliano, come previsto dai regolamenti per la prima rinuncia a una gara.
La decisione, sebbene nell’aria da giorni, ha scosso l’ambiente, mettendo in luce una situazione di crescente tensione tra la società trapanese e le istituzioni del basket nazionale. La crisi, non solo sportiva ma apparentemente anche gestionale, apre scenari complessi per il prosieguo della stagione degli Shark.
Le Ragioni del Forfait: “Forza Maggiore” non Riconosciuta
Tutto ha avuto inizio il 2 gennaio 2026, quando la Trapani Shark ha inviato una comunicazione ufficiale via mail alla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) e, per conoscenza, alla Lega Basket Serie A (LBA), annunciando la propria impossibilità a presentarsi a Bologna. La società ha addotto “asseriti motivi di forza maggiore”, legati, secondo indiscrezioni, a un numero insufficiente di giocatori disponibili a causa di infortuni e stati influenzali.
Tuttavia, la Lega Basket ha ritenuto tali motivazioni “non idonei a giustificare il rinvio di gare già calendarizzate”. La linea della LBA è stata chiara e inflessibile: il calendario non può subire variazioni per motivazioni non comprovate secondo i rigidi protocolli federali. Anche un presunto accordo con la stessa Virtus Bologna per posticipare l’incontro non è stato sufficiente a far cambiare idea agli organi competenti.
Il Dispositivo della Sentenza: Regolamento Applicato alla Lettera
Il Giudice Sportivo Nazionale ha agito applicando scrupolosamente il regolamento. Nella sua nota, si legge che, vista la comunicazione di Trapani inviata entro le 48 ore antecedenti la partita, si è proceduto secondo quanto disposto dagli articoli 14 del Regolamento Esecutivo Gare e dagli articoli 18, 49 e 55 del Regolamento Giudiziario.
Il dispositivo è inequivocabile: “la perdita della gara e omologazione della stessa con il risultato di 20-0 con obbligo del Trapani Shark S.S.D. A R.L. di pagamento dell’ammenda di Euro 50.000,00 prevista per la prima rinuncia alle gare”. Una sanzione durissima che impatta pesantemente sia sulla classifica che sulle finanze del club.
Un Futuro Incerto e le Reazioni del Mondo del Basket
Questa sentenza non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un contesto di difficoltà per la società siciliana. La situazione del roster, ridotto ai minimi termini, e le tensioni con le istituzioni federali avevano già creato un clima di incertezza. La stessa tifoseria organizzata trapanese, in un comunicato, aveva preso le distanze dai recenti comportamenti societari.
Mentre Trapani si trovava a gestire questa crisi interna, la squadra è comunque partita per una trasferta europea di Basketball Champions League in Bulgaria con un organico ridottissimo, sollevando le proteste del sindacato giocatori (GIBA), che ha parlato di “vergognosa farsa” da evitare per tutelare la salute degli atleti.
Il presidente della FIP, Gianni Petrucci, intervenendo sulla vicenda, ha sottolineato la necessità di garantire la regolarità del campionato, affermando che la Federbasket agisce sulla base di documenti ufficiali e non di giudizi personali.
Ora, per la Trapani Shark si apre un bivio cruciale. Un’eventuale seconda rinuncia nel corso della stagione comporterebbe, da regolamento, l’esclusione immediata dal campionato, con l’annullamento di tutte le partite disputate. Un’ipotesi estrema che nessuno si augura, ma che rende l’idea della gravità della situazione che il club è chiamato a risolvere per salvaguardare il proprio futuro nella massima serie.
