SCHIO (VICENZA) – Un epilogo drammatico per una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso le comunità di Schio e dell’intero Alto Vicentino. Il corpo senza vita di Simone Dal Bon, l’escursionista di 42 anni scomparso lo scorso 27 dicembre, è stato ritrovato nel primo pomeriggio di oggi, 4 gennaio 2026. Si trovava in un impervio canale innevato sotto Punta Favella, nel massiccio del Pasubio, sul versante veneto delle Piccole Dolomiti. A stroncare la sua vita, con ogni probabilità, è stata una tragica fatalità: una scivolata di oltre 150 metri lungo un ripido pendio ghiacciato.
LA SCOMPARSA E L’AVVIO DELLE RICERCHE
Di Simone Dal Bon, esperto alpinista e amante delle escursioni in solitaria, si erano perse le tracce il 27 dicembre. La denuncia di scomparsa, presentata il 29 dicembre, aveva inizialmente indirizzato le ricerche in ambito urbano. La svolta è arrivata nella serata del 2 gennaio, con il ritrovamento della sua automobile a Pian delle Fugazze, al confine tra la provincia di Vicenza e quella di Trento. Questo ritrovamento ha immediatamente spostato il baricentro delle operazioni in montagna, mobilitando una complessa macchina dei soccorsi.
UNA MOBILITAZIONE IMponente
Le operazioni di ricerca, coordinate dalla Stazione Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico, hanno visto un dispiegamento di forze eccezionale. Hanno partecipato senza sosta gli uomini e le donne del Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino e del Veneto, con le stazioni di Vallagarina, Riva del Garda, Schio, Arsiero e Recoaro-Valdagno. Fondamentale è stato il contributo del Gruppo Tecnico Ricerca, delle unità cinofile del Soccorso Alpino e dei cani molecolari della Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe, che hanno cercato tracce a partire dai reperti lasciati dall’uomo nella sua auto.
Un supporto cruciale è arrivato anche dall’alto, con l’elicottero del nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento che ha effettuato numerosi sorvoli. I Vigili del Fuoco permanenti di Trento, con l’ausilio dei droni, i Vigili del Fuoco volontari di Vallarsa e la Guardia di Finanza, impegnata nelle indagini su celle telefoniche e telecamere, hanno completato il quadro di un’operazione complessa e articolata.
LE ULTIME ORE E IL RITROVAMENTO
Le ricerche si sono concentrate in particolare su due aree, sulla base di alcune segnalazioni ritenute attendibili: la zona del Pasubio e quella del monte Baffelan e del monte Cornetto. Le squadre a terra hanno perlustrato meticolosamente i sentieri che da Pian delle Fugazze portano verso i rifugi Campogrosso, Papa e Lancia.
La svolta decisiva è arrivata oggi. Una squadra di terra del Soccorso Alpino ha notato delle tracce di ciaspole che, a un certo punto, si interrompevano bruscamente. Questa anomalia ha richiesto un ulteriore sorvolo dell’elicottero, che ha permesso di individuare dall’alto il corpo di Dal Bon nel canale sottostante. L’ambiente, particolarmente impervio e difficilmente raggiungibile a piedi, ha reso complesse le operazioni di recupero.
Dopo aver ottenuto il nullaosta dalle autorità, la salma è stata recuperata dall’elicottero dei Vigili del Fuoco di Mestre, con a bordo personale del Soccorso Alpino, e trasportata al piazzale del Rifugio Balasso, dove è stata affidata al carro funebre. Le operazioni si sono concluse intorno alle 16:30, ponendo fine a una settimana di angoscia e speranza.
