MILANO – Un elicottero ha solcato i cieli tra la Svizzera e l’Italia, portando con sé non solo una giovane vita in pericolo, ma anche un carico di speranza per una nazione ancora sotto shock. È atterrata nel primo pomeriggio di oggi all’ospedale Niguarda di Milano la quindicenne Sofia, studentessa del liceo classico Virgilio del capoluogo lombardo, ottava giovane italiana sopravvissuta al tragico rogo che ha trasformato i festeggiamenti di Capodanno in una strage nella località sciistica di Crans-Montana. La ragazza, in vacanza con tre compagni di classe, è stata immediatamente presa in carico dall’eccellenza medica del Centro Grandi Ustioni, dopo un delicato trasferimento dall’ospedale di Losanna dove aveva ricevuto le prime, cruciali cure.

La Tragedia di Capodanno: Cosa è Successo a “Le Constellation”

La notte di San Silvestro, centinaia di giovani, tra cui numerosi italiani, si erano radunati nel noto locale “Le Constellation” a Crans-Montana per celebrare l’arrivo del nuovo anno. Una festa che si è tramutata in un inferno di fuoco. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio si sarebbe scatenato a causa di candele pirotecniche, le cosiddette “stelline”, utilizzate per adornare alcune bottiglie. Le fiamme si sarebbero propagate rapidamente al controsoffitto e ai materiali infiammabili presenti, generando un fumo denso e intrappolando decine di persone all’interno, ostacolate da uscite di sicurezza che alcuni testimoni hanno descritto come troppo strette. Il bilancio è devastante: si contano almeno 40 vittime e oltre 120 feriti.

Tra le vittime, una ferita profonda per l’Italia, che piange sei giovanissimi connazionali: Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e la quindicenne italo-svizzera Sofia Prosperi. Le loro salme sono rientrate in Italia con un volo di Stato, accolte a Milano Linate dalle più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Beppe Sala, in un’atmosfera di composto e straziante dolore.

Il Ponte Aereo della Speranza: L’impegno per i Feriti

Fin dalle prime ore dopo la tragedia, si è attivata una complessa macchina dei soccorsi e della diplomazia per assistere i feriti italiani e organizzare il loro rientro. Il Dipartimento della Protezione Civile, in coordinamento con la Farnesina e le autorità elvetiche, ha organizzato un vero e proprio ponte aereo sanitario. Sofia è l’ottava paziente ad essere accolta al Niguarda, un centro di riferimento nazionale per la cura delle grandi ustioni. Il suo arrivo è stato definito “delicato” dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha spiegato come il team medico italiano stia valutando costantemente le condizioni degli altri feriti ancora ricoverati in Svizzera, alcuni dei quali dichiarati, per il momento, non trasportabili a causa della gravità delle loro condizioni.

Al Niguarda sono ora ricoverati undici giovani italiani coinvolti nel rogo, la maggior parte con ustioni che vanno dal 30 al 50% della superficie corporea, localizzate principalmente su volto e arti superiori. L’ospedale ha messo a disposizione non solo le migliori cure mediche, ma anche un team di psicologi per supportare i ragazzi e le loro famiglie, travolte da un dolore inimmaginabile.

L’Angoscia del Liceo Virgilio e la Solidarietà di una Comunità

La notizia del coinvolgimento di quattro studenti della classe terza D del liceo Virgilio ha scosso profondamente la comunità scolastica milanese. Sofia e i suoi tre compagni, Francesca, Leonardo e Kean, erano in vacanza insieme, ospiti della famiglia di una di loro. Il preside dell’istituto, Roberto Garrone, ha confermato la notizia, mentre la scuola si prepara ad accogliere al rientro dalle vacanze natalizie una squadra di psicologi per aiutare studenti e professori a elaborare il trauma. Una tragedia che ha colpito un gruppo di amici, trasformando una spensierata vacanza sulla neve in un incubo.

Mentre le indagini delle autorità svizzere proseguono per accertare le responsabilità della strage, con i gestori del locale che risultano indagati, l’Italia si stringe attorno ai suoi ragazzi. Il rimpatrio dei feriti e delle salme è un’operazione complessa e dolorosa, un mesto ritorno a casa che segna l’inizio di un lungo percorso di guarigione per i sopravvissuti e di un lutto incancellabile per le famiglie delle vittime.

Di veritas

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