ROMA – Un intervento a tutto campo, per fare chiarezza su uno dei casi più spinosi del basket italiano recente e per delineare le prospettive future del movimento. Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), ospite di “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1, ha affrontato con lucidità e fermezza il caos che avvolge la Trapani Shark, la cui decisione di non presentarsi a Bologna per il match contro la Virtus ha scosso il campionato. Ma le parole del numero uno della FIP hanno spaziato anche oltre, toccando temi cruciali come le nuove normative sui controlli finanziari e le ambizioni di una Nazionale a caccia di conferme.
Il “Caso Trapani”: la linea della FIP tra regole e documenti
La questione più calda è, senza dubbio, quella legata alla società siciliana. Dopo la clamorosa rinuncia alla trasferta di Bologna, che è costata al club una multa salata e un ulteriore punto di penalizzazione, il futuro della Trapani Shark appare incerto. Petrucci ha voluto mettere in chiaro la posizione della Federbasket: “Ci auguriamo la regolarità del campionato e che Trapani vada a giocare sia in Champions League sia in campionato”. Una speranza che si scontra con una realtà complessa, fatta di difficoltà economiche, penalizzazioni e un esodo di giocatori.
Il presidente ha sottolineato come il ruolo della Federazione sia vincolato a procedure precise e all’analisi dei documenti ufficiali, respingendo l’idea di un intervento discrezionale. “Il mio compito e la mia esperienza suggeriscono di non dare giudizi personali”, ha affermato Petrucci, spiegando come la FIP agisca sulla base delle informazioni ricevute, anche dall’Agenzia delle Entrate. Questo approccio, secondo il presidente, è una diretta conseguenza delle recenti riforme volute dal governo.
Nuova Era per i Controlli Finanziari: un’Autorità Esterna a Vigilare
Un punto chiave dell’intervento di Petrucci riguarda il cambiamento epocale nella governance dello sport professionistico italiano, sia nel basket che nel calcio. “Da quest’anno sono cambiate le cose: ci sono organi superiori ed esterni e la federazione può parlare attraverso solo documenti”, ha spiegato. Il riferimento è alla nuova “Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche”, un’autorità esterna voluta dal governo per garantire maggiore trasparenza e rigore nella gestione dei club.
Questa commissione, che di fatto sostituisce o integra gli organi di controllo interni come la Comtec per il basket e la Covisoc per il calcio, ha il compito di certificare la regolarità dei bilanci, trasmettendo poi pareri obbligatori alle federazioni per l’ammissione ai campionati. Di fronte a chi invoca maggiori controlli preventivi per evitare casi come quello di Trapani o del Rimini Calcio, fallito in Serie C, Petrucci è netto: “Questa è una frase che si usa ogni volta che fallisce una società. Quando una squadra si iscrive e ritiene di avere tutti i documenti in regola, la federazione non può fare nulla. Non esiste un controllo preventivo di fronte a un’iscrizione a un campionato”.
La Nazionale: Banchi “Miglior Tecnico al Mondo” e la Speranza nei Giovani
Dalle crisi dei club alle speranze azzurre. Il presidente Petrucci ha poi spostato l’attenzione sulla Nazionale, mostrando grande fiducia nel percorso intrapreso. Le aspettative, come sempre, sono altissime: “Vincere, andare al Mondiale e alle Olimpiadi”. Per raggiungere questi traguardi, la FIP punta su una guida tecnica di prim’ordine.
Le parole per il commissario tecnico Luca Banchi sono state di elogio assoluto: “Abbiamo un grande tecnico, è stato il miglior tecnico del Mondiale. Forse il miglior allenatore al mondo ce l’abbiamo noi. Lo dico con enfasi ma anche con realismo”. Un’investitura importante per l’allenatore che ha preso le redini della squadra dopo l’era Pozzecco. Accanto a Banchi, Petrucci ha voluto menzionare anche la crescita di Peppe Poeta, definito “un altro grande allenatore” dal “carisma eccezionale”.
Ma i tecnici, da soli, non bastano. “Ora servono i giocatori”, ha continuato Petrucci, guardando con ottimismo al futuro del movimento giovanile. La vittoria della Nazionale Under 20 agli Europei è un segnale incoraggiante, un presupposto su cui costruire. “Siamo tra i primi a livello giovanile sia maschile che femminile. I presupposti ci sono, poi però come si dice: l’orale conta, ma lo scritto è più importante”. Una metafora chiara: il talento c’è, ora servono i risultati sul campo per trasformare le promesse in vittorie concrete.
