Roma – Cala il sipario sull’indagine che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di viaggiatori e residenti di Sicilia e Sardegna. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), meglio nota come Antitrust, ha pubblicato il suo rapporto finale sull’annosa questione del “caro voli” da e per le due isole maggiori, specialmente durante i periodi di alta stagione come le festività natalizie ed estive. La conclusione è a due facce: da un lato, un sospiro di sollievo perché non sono emerse prove di accordi segreti o cartelli tra le compagnie aeree per gonfiare i prezzi. Dall’altro, l’accensione di un potente faro su un mercato aereo definito complesso e poco trasparente, dove per il consumatore è una vera impresa districarsi nella giungla delle tariffe.
Nessuna Collusione, Ma il Mercato non Vola Limpido
L’istruttoria, avviata nel novembre del 2023 in seguito a numerose denunce da parte delle associazioni dei consumatori, si è chiusa ufficialmente lo scorso 16 dicembre. L’analisi dell’AGCM si è concentrata sul funzionamento degli algoritmi di revenue management utilizzati dai vettori per definire i prezzi. L’obiettivo era scovare eventuali “fenomeni collusivi”, ovvero comportamenti paralleli e coordinati volti a mantenere i prezzi artificialmente alti. Il verdetto, pubblicato nel bollettino ufficiale, è stato chiaro: l’indagine “non ha fatto emergere fenomeni collusivi in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo o alla concreta dinamica dei prezzi”.
In parole semplici, le compagnie aeree non si sono messe d’accordo. L’aumento dei prezzi, spesso vertiginoso, sarebbe quindi il risultato di dinamiche di mercato legittime, seppur dolorose per le tasche dei viaggiatori, legate principalmente all’impennata della domanda in periodi specifici. L’indagine ha anche sfatato un mito diffuso: quello della “profilazione tecnica”. I test condotti dall’Autorità hanno dimostrato che il prezzo di un biglietto non varia in base al dispositivo utilizzato per la ricerca (PC, Mac, smartphone Android o iPhone). Le piccole oscillazioni riscontrate sono state giudicate trascurabili e non indicative di una strategia di discriminazione dei prezzi.
Il Vero Nodo: La Scarsa Trasparenza che Frena la Concorrenza
Se l’accusa di “cartello” è caduta, l’Antitrust non ha affatto dato un’assoluzione piena al settore. Al contrario, il rapporto evidenzia con forza “problematiche nella possibilità per i consumatori di comparare adeguatamente le tariffe aeree”. Questo significa che i viaggiatori non riescono a beneficiare pienamente delle differenze di prezzo, anche significative, tra i vari operatori.
Ma cosa rende così difficile confrontare i prezzi? La risposta risiede nella crescente complessità del servizio di trasporto aereo. Il prezzo finale di un biglietto non è più solo il costo del volo, ma un aggregato di voci che includono:
- Servizi accessori: scelta del posto, imbarco prioritario, bagaglio a mano e da stiva sono spesso costi aggiuntivi che possono far lievitare notevolmente il prezzo iniziale.
- Tariffe “bundle”: le compagnie offrono pacchetti diversi (light, standard, flex) con differenti servizi inclusi, rendendo il confronto diretto quasi impossibile.
- Dinamicità dei prezzi: gli algoritmi aggiornano le tariffe in tempo reale in base alla domanda e al riempimento dell’aereo, creando un’estrema volatilità.
Questa mancanza di chiarezza, secondo l’AGCM, “influenza la mobilità della domanda” e riduce gli “incentivi al confronto concorrenziale tra operatori”. In sostanza, se i consumatori non possono confrontare facilmente, le compagnie sono meno incentivate a competere aggressivamente sul prezzo, con un effetto negativo sul livello generale delle tariffe.
Uno Sguardo al Mercato e alle Prospettive Future
Il rapporto offre anche uno spaccato interessante del mercato aereo delle isole. Per la Sicilia, il vettore dominante nel 2024 è Ryanair, con una quota di mercato del 50-55%, seguito da Ita e Aeroitalia. Anche in Sardegna Ryanair si conferma leader con il 35-40%, seguita da Aeroitalia (20-25%) e Ita (15-20%). La forte domanda è trainata non solo dal turismo, ma anche da un’alta percentuale di passeggeri che viaggiano per tornare al proprio luogo di residenza o di origine (il 55% per la Sicilia e il 45% per la Sardegna).
Pur riconoscendo il ruolo delle politiche di continuità territoriale come fattore di mitigazione dei prezzi per alcune categorie di residenti, l’Antitrust ha sottolineato la necessità di una maggiore trasparenza a livello sistemico. Per questo, già nei mesi scorsi, l’Autorità aveva avviato un confronto con la Commissione Europea, dato che la materia è regolata a livello comunitario. L’obiettivo è trovare soluzioni condivise per migliorare la comparabilità delle tariffe e rafforzare la concorrenza, a beneficio di tutti i consumatori che vedono nelle isole non solo una meta turistica, ma un pezzo fondamentale del Paese da raggiungere a costi equi e trasparenti.
