Sanremo – Un rintocco di campana, ogni sera alle 20. Un suono che, nelle intenzioni della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, vuole essere un “richiamo quotidiano alla coscienza” per i “bambini non nati”. Un’iniziativa, tuttavia, che ha scatenato un’ondata di polemiche, travalicando i confini della cronaca locale per diventare un caso nazionale. A dare voce al dissenso è stata Laura Amoretti, Consigliera di Parità della Regione Liguria, che ha preso carta e penna, indirizzando una lettera aperta direttamente a Papa Francesco per esprimere la sua “inquietudine”.
L’iniziativa del Vescovo Suetta: “Dare voce a chi non ha potuto avere voce”
Tutto ha inizio con la decisione di Monsignor Antonio Suetta, vescovo della diocesi, di inaugurare presso la sede della Curia a Sanremo una “Campana dei Bimbi non Nati”. L’inaugurazione è avvenuta il 28 dicembre, una data non casuale, in quanto la Chiesa commemora la strage dei Santi Innocenti. Secondo una nota ufficiale della Diocesi, la campana, fusa in occasione dell’iniziativa “40 Giorni per la Vita” 2021-2022, nasce “dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, custodendo nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell’aborto”. Il suono, previsto ogni sera, è inteso come “un invito al silenzio, alla riflessione, alla compassione e alla speranza”. La Diocesi ha inoltre sottolineato che iniziative simili sono già presenti in contesti internazionali e che lo stesso Papa Francesco ha in passato benedetto e incoraggiato la diffusione di queste speciali campane come messaggio a favore della vita.
La lettera a Papa Francesco: “Un giudizio pubblico sulle donne”
L’iniziativa ha però suscitato un’immediata e ferma reazione da parte di chi la considera un atto divisivo e colpevolizzante. Laura Amoretti, nel suo ruolo istituzionale, si è fatta portavoce di questo malcontento. Nella sua lettera al Pontefice, la Consigliera di Parità ha evidenziato come la decisione del vescovo “abbia suscitato preoccupazione e dolore in molte donne e famiglie, oltre a generare un clima di giudizio e stigmatizzazione rispetto a scelte personali spesso maturate in contesti complessi e sofferti”.
Amoretti ha sottolineato la natura delicata dell’interruzione volontaria di gravidanza, una scelta tutelata in Italia dalla legge 194 del 1978, definendola “parte integrante dei diritti di salute pubblica”. Il punto centrale della sua argomentazione risiede nel contrasto tra un’azione dal così forte impatto simbolico e i principi di uno Stato laico. “In una società pluralista e in uno Stato laico – si legge nella missiva – iniziative di questo tipo rischiano di trasformarsi in un giudizio pubblico sulle donne, sul loro corpo e sulla loro autodeterminazione, alimentando una narrazione che non tiene conto della responsabilità, della sofferenza e della consapevolezza che accompagnano tali decisioni”.
Un dibattito che tocca Stato Laico e Diritti Civili
La vicenda della campana di Sanremo riaccende i riflettori su un dibattito mai sopito in Italia, quello sul rapporto tra precetti religiosi e legislazione civile. La lettera della Consigliera Amoretti si conclude con un auspicio: che, anche su temi eticamente sensibili, “prevalgano linguaggi e iniziative capaci di tenere insieme il rispetto delle convinzioni religiose e la tutela dei diritti, della dignità e della libertà delle donne, evitando azioni che rischiano di riaprire ferite e acuire conflitti sociali“.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Esponenti del Partito Democratico locale hanno definito la scelta “un’intrusione insopportabile in una sfera che non riguarda la religione, ma l’autodeterminazione delle donne”. Altri critici hanno parlato di una “campana dell’accusa” contro un diritto riconosciuto dallo Stato. D’altro canto, Monsignor Suetta, intervistato da testate d’area, ha difeso con forza la sua posizione, affermando di voler proseguire e definendo l’aborto “non un diritto ma un delitto”. La questione, dunque, rimane aperta, un rintocco che solleva interrogativi profondi sulla convivenza tra diverse visioni del mondo nella società contemporanea.
