Le piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno avviato la giornata con slancio, mantenendo un andamento positivo nonostante un contesto internazionale carico di incertezze. A sostenere gli scambi sono principalmente i settori della tecnologia e della difesa, quest’ultimo rinvigorito dalle recenti tensioni geopolitiche. In particolare, l’attenzione degli operatori è rivolta alle conseguenze dell’attacco militare statunitense in Venezuela, un evento che ha immediatamente prodotto effetti sui mercati delle materie prime.

Panoramica dei Listini Europei

A metà seduta, l’indice paneuropeo Stoxx 600 registra un guadagno dello 0,3%, preannunciando un’apertura in rialzo anche per Wall Street, come indicato dai future. Tra le principali borse nazionali, spiccano Piazza Affari (Milano) e Francoforte, entrambe in progresso dello 0,6%. Più contenuti i rialzi di Londra (+0,2%) e Parigi (+0,1%), mentre Madrid si mostra quasi invariata (+0,01%). Questa performance positiva è trainata in modo significativo dal comparto tecnologico, che segna un balzo del 2,4%, sull’onda dell’entusiasmo proveniente dai mercati asiatici e in attesa della conferenza stampa del CEO di Nvidia, un appuntamento chiave per il settore dei semiconduttori.

Anche il settore della difesa vive una giornata di forti acquisti, con un incremento del 3,6%, una reazione quasi diretta all’escalation delle tensioni internazionali. Gli investitori, in questi scenari, tendono a premiare le aziende attive nel comparto della sicurezza e degli armamenti.

Materie Prime e Valute: Tra Volatilità e Inversioni di Rotta

Il mercato delle materie prime riflette pienamente il clima di incertezza. Il petrolio, dopo un avvio incerto, ha virato in lieve rialzo. Il WTI (West Texas Intermediate) guadagna lo 0,5%, attestandosi a 57,58 dollari al barile, mentre il Brent sale dello 0,4% a 60,98 dollari. Questo movimento è alimentato dai timori di possibili interruzioni nelle forniture energetiche a seguito della crisi venezuelana.

In controtendenza, invece, i metalli preziosi, tradizionali beni rifugio. L’oro cede lo 0,4%, scendendo a 4.416 dollari l’oncia, e l’argento registra un calo più marcato dello 0,8%, a 75,16 dollari l’oncia. Questa inversione di rotta suggerisce che, per il momento, l’appetito per il rischio degli investitori prevale sulla ricerca di porti sicuri. Sul fronte energetico europeo, si segnala un calo del prezzo del gas naturale, che scende del 5% a 27,53 euro al megawattora, sostenendo il comparto delle utility (+0,1%).

Nel mercato valutario, l’euro mostra debolezza nei confronti del dollaro. La moneta unica scende a 1,1682 sul biglietto verde, risentendo delle incertezze geopolitiche che tendono a favorire la valuta statunitense.

La Performance di Piazza Affari: Difesa e Banche in Evidenza

A Milano, il listino principale è trainato da una vera e propria corsa dei titoli legati alla difesa e all’energia. Leonardo brilla con un rialzo del 6,2%, seguita a stretto giro da Fincantieri (+4%). Le tensioni internazionali si traducono in acquisti sostenuti per il colosso dell’aerospazio e della difesa. Molto bene anche i titoli del settore petrolifero, in scia all’aumento del greggio: Tenaris (+4%), Saipem (+3,9%) ed Eni (+1,7%) registrano performance solide.

Tra gli istituti di credito, si mettono in luce Bper Banca (+2,2%) e Popolare di Sondrio (+1,8%), mentre si registrano vendite su Banco Bpm (-1,8%). In fondo al listino, invece, si posiziona il settore del lusso, penalizzato da un clima di incertezza che potrebbe impattare i consumi: Moncler cede il 2,5% e Brunello Cucinelli l’1,7%.

Infine, uno sguardo al mercato obbligazionario: lo spread tra Btp e Bund si mantiene stabile a 70 punti base, con il rendimento del titolo decennale italiano che si attesta al 3,58%. Un segnale di relativa tranquillità, che indica come, al momento, le turbolenze internazionali non stiano generando tensioni significative sul debito sovrano italiano.

Di atlante

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