Bruxelles – Il cuore agricolo dell’Europa è in subbuglio e le istituzioni comunitarie cercano di correre ai ripari. Oggi, 7 gennaio, si tiene a Bruxelles una “riunione politica” di fondamentale importanza che vede seduti allo stesso tavolo i ministri dell’Agricoltura dei 27 Stati membri, la presidenza di turno cipriota del Consiglio dell’UE e i vertici della Commissione europea. L’obiettivo è “fare il punto della situazione nel settore agricolo” e, soprattutto, tentare di placare il crescente malcontento che serpeggia tra gli agricoltori, esploso in plateali manifestazioni di protesta come quella dello scorso 18 dicembre.

Il Nodo Mercosur: un Accordo che Divide

Al centro del dibattito, e delle preoccupazioni, c’è senza dubbio l’accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco commerciale sudamericano che include Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, spinge per una rapida conclusione e punta a una firma dell’intesa già il prossimo 12 gennaio. Tuttavia, il percorso è irto di ostacoli. Molti agricoltori europei, supportati da governi nazionali come quello francese e, fino a poco tempo fa, quello italiano, temono una concorrenza sleale. Le principali critiche riguardano la possibile invasione del mercato unico da parte di prodotti sudamericani – come carne bovina, zucchero e pollame – ottenuti con standard produttivi, ambientali e sanitari ritenuti inferiori a quelli, molto più stringenti, imposti agli operatori europei.

La lettera di convocazione, firmata dai commissari all’Agricoltura, Christophe Hansen, e al Commercio, Maros Sefcovic, insieme alla ministra cipriota dell’Agricoltura, Maria Panayiotou, riconosce esplicitamente queste “preoccupazioni”. Si parla di necessità di “reciprocità nelle norme di produzione e nei controlli sulle importazioni”, un punto su cui gli agricoltori non intendono cedere. La protesta non è solo una questione di dazi: è una battaglia per la sopravvivenza di un modello agricolo basato sulla qualità, la sicurezza alimentare e la sostenibilità, messo a rischio da importazioni a basso costo.

Non Solo Mercosur: le Altre Spine nel Fianco del Settore

L’accordo con il Mercosur è solo la punta dell’iceberg di un malessere più profondo che attraversa le campagne europee. La missiva inviata ai ministri elenca una serie di criticità che affliggono il settore:

  • Il futuro della Politica Agricola Comune (PAC): C’è grande incertezza riguardo al finanziamento della PAC nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE. Gli agricoltori temono un taglio delle risorse, essenziali per il sostegno al reddito e per la competitività delle loro aziende.
  • Oneri normativi e burocrazia: Gli operatori del settore lamentano un carico eccessivo di norme e procedure burocratiche, che ne frenano l’attività e la capacità di innovare.
  • Aumento dei costi di produzione: L’impennata dei prezzi dell’energia, dei fertilizzanti e di altri fattori produttivi sta mettendo a dura prova la redditività delle aziende agricole, già schiacciate da margini sempre più risicati.

La presenza alla riunione odierna anche del commissario UE alla Salute, Olivér Várhelyi, sottolinea come le questioni sanitarie e fitosanitarie legate alle importazioni siano un aspetto cruciale della discussione. Si cerca di fornire rassicurazioni sui controlli e sui livelli massimi di residui di pesticidi ammessi, un tema molto sentito dai consumatori e dai produttori europei.

La Corsa Contro il Tempo della Commissione

La riunione odierna è un tentativo dell’esecutivo UE di ricompattare il fronte degli Stati membri e ottenere il via libera necessario per procedere con l’accordo. Secondo fonti diplomatiche, l’incontro potrebbe spianare la strada a un voto decisivo degli ambasciatori dei Ventisette (Coreper) previsto per venerdì 9 gennaio. Per l’approvazione è richiesta una maggioranza qualificata di 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’UE.

Negli ultimi giorni, sembra che la diplomazia europea abbia fatto progressi. L’Italia, precedentemente tra i paesi più scettici, pare ora orientata a sostenere l’accordo, avendo ottenuto garanzie per il proprio settore agricolo e su possibili risorse aggiuntive dal bilancio UE. La presidente von der Leyen ha anche proposto di concedere agli Stati membri un accesso anticipato a circa 45 miliardi di euro dei fondi agricoli per sostenere gli agricoltori. Resta da vedere se queste mosse saranno sufficienti a convincere tutte le capitali e, soprattutto, a calmare la rabbia di un settore che si sente tradito e che chiede a gran voce un’Europa capace di proteggere la propria agricoltura come un asset strategico fondamentale.

Di atlante

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