UDINE – Vigilia di campionato intensa per l’Udinese di Kosta Runjaic, che si appresta ad affrontare la difficile trasferta in riva al lago contro un Como in ottima forma. Il tecnico tedesco, durante la consueta conferenza stampa pre-partita, ha suonato la carica, chiedendo ai suoi uomini una “gara seria e matura” per dare continuità al percorso di crescita e migliorare un girone d’andata finora altalenante. La sfida si preannuncia complessa, non solo per il valore dell’avversario, ma anche per le numerose assenze che affliggono la rosa bianconera.

L’analisi dell’avversario: il Como di Fàbregas

Runjaic ha speso parole di grande stima per il Como, definendola una “squadra giovane e di qualità, costruita con un certo principio”. Il tecnico ha riconosciuto i meriti della società lariana e del suo allenatore, Cesc Fàbregas, per aver allestito una rosa competitiva, tra le prime otto del campionato per valore. “Si vede la mano del loro allenatore, ha principi chiari di gioco e ha la mia ammirazione”, ha dichiarato Runjaic, prevedendo una partita in cui i padroni di casa cercheranno di imporre il proprio gioco attraverso il possesso palla e un pressing alto. “Sono forti in casa, avranno più possesso di noi… si muovono sempre bene senza palla e sono bravi quando ce l’hanno, dovremo lavorare tanto in campo ma siamo pronti”.

La minaccia numero uno: Nico Paz

Un capitolo a parte è stato dedicato al talento più cristallino del Como, l’argentino Nico Paz. Runjaic non ha nascosto la pericolosità del fantasista, considerato “forse il giocatore migliore per capacità di fornire assist e segnare”. Per limitare il suo estro, il tecnico dell’Udinese ha sottolineato l’importanza di un approccio difensivo collettivo: “Dobbiamo lavorare in gruppo per fermare il fantasista argentino… talenti come loro non si possono limitare al 100%, quindi l’approccio di squadra è importante”. Tuttavia, a sorpresa, Nico Paz non è partito titolare nella sfida, a causa di problemi fisici che lo hanno tormentato in settimana, tra cui un affaticamento al quadricipite, febbre e altri disturbi. Una notizia che, se da un lato ha potuto alleggerire le preoccupazioni difensive immediate dell’Udinese, dall’altro non ha diminuito la consapevolezza che il Como possiede altre individualità di spicco.

Emergenza infortuni in casa Udinese

Le scelte di formazione di Runjaic sono state pesantemente condizionate da una lunga lista di indisponibili. L’assenza più pesante in attacco è quella di Adam Buksa, fermato da una lesione al soleo del polpaccio sinistro che lo terrà lontano dai campi per alcune settimane. A lui si aggiungono Arthur Atta e Jordan Zemura, ancora ai box per i rispettivi infortuni. Anche Oier Solet non era al meglio a causa di un sovraccarico muscolare e ha iniziato dalla panchina. Queste defezioni hanno costretto il tecnico a ridisegnare l’assetto, con l’arretramento di Bertola in difesa e l’impiego di Kamara sulla corsia sinistra. In attacco, la coppia titolare è stata composta da Zaniolo e Davis.

Le opzioni offensive in panchina erano ridotte all’osso: con Iker Bravo in dubbio per un affaticamento e Vakoun Bayo impegnato in Coppa d’Africa, il solo attaccante di riserva a disposizione era Gueye.

Il dubbio tra i pali: Okoye o Padelli?

Un altro grande punto interrogativo della vigilia riguardava la scelta del portiere. Maduka Okoye ha scontato il turno di squalifica, ma l’eccellente prestazione del veterano Daniele Padelli contro la Lazio ha indotto Runjaic a una profonda riflessione. Alla fine, la scelta è ricaduta proprio sull’esperto portiere quarantenne, una decisione motivata dalla ricerca di “leadership” e “saggezza” in un momento delicato. Runjaic ha comunque ribadito che Okoye rimane il titolare designato, ma la performance di Padelli ha rimescolato le gerarchie immediate.

Obiettivo stabilità e crescita

Al di là della singola partita, l’obiettivo di Runjaic è quello di trovare maggiore stabilità e continuità di rendimento. “Siamo a metà classifica, abbiamo ancora due gare per migliorare il bottino del girone d’andata”, ha affermato il tecnico. La squadra friulana è un “mix di giovani ed esperti” in una “fase di crescita”, dove l’integrazione dei nuovi elementi richiede tempo. Per Runjaic, la chiave è la stabilità: “se la squadra è stabile i giocatori crescono”. La trasferta di Como, pur nelle difficoltà, è stata vista come un’opportunità per dimostrare maturità e fare punti preziosi lontano dalle mura amiche.

L’esito della partita

Nonostante le premesse e le speranze di Runjaic, l’Udinese è uscita sconfitta dal match contro il Como per 1-0. Nel post-partita, il tecnico si è detto “molto amareggiato”, criticando l’approccio iniziale dei suoi e un “rigore stupido” che ha deciso l’incontro. La reazione nel secondo tempo, con un cambio di modulo e un atteggiamento più coraggioso, non è bastata a ribaltare il risultato. Questa sconfitta ha evidenziato ancora una volta la mancanza di continuità che affligge la squadra, un problema su cui Runjaic e i suoi giocatori dovranno lavorare intensamente in vista dei prossimi impegni.

Di nike

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