Milano – Una nazione intera si è fermata questa mattina, avvolta in un silenzio carico di commozione e rispetto. All’aeroporto militare di Milano Linate, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha accolto i feretri di cinque dei sei giovani italiani che hanno perso la vita nella devastante tragedia di Crans-Montana. Un C-130 dell’Aeronautica Militare, decollato da Sion, ha riportato in Patria le bare bianche, ponendo fine all’attesa straziante delle famiglie e dando inizio al mesto percorso dell’ultimo saluto.
Ad attendere sull’asfalto, insieme alla seconda carica dello Stato, vi era una folta rappresentanza delle istituzioni, a testimonianza di un lutto che travalica il dolore privato per diventare collettivo. Presenti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha parlato di “momento straziante”, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, i presidenti delle Regioni Liguria ed Emilia-Romagna, Marco Bucci e Michele De Pascale, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e il sottosegretario all’editoria, Alberto Barachini. Un’immagine potente che simboleggia l’abbraccio dello Stato alle comunità colpite da una sciagura tanto improvvisa quanto terribile.
La notte della tragedia a “Le Constellation”
La tragedia si è consumata nella notte di Capodanno, trasformando un momento di festa in un inferno. Un violento incendio è divampato nel noto bar ‘Le Constellation’, nella lussuosa località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese. Secondo le prime ricostruzioni delle autorità svizzere, l’incendio potrebbe essere stato innescato da fuochi pirotecnici utilizzati all’interno del locale per festeggiare il nuovo anno. L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha sollevato dubbi sulla sicurezza della struttura, affermando che il soffitto non era ignifugo e che le uscite di sicurezza erano mal segnalate. Il bilancio finale è pesantissimo: 40 morti e oltre 100 feriti, molti dei quali in condizioni critiche.
Chi erano le giovani vittime italiane
L’Italia piange sei giovani vite spezzate, la cui identità è stata confermata dopo giorni di angosciosa attesa. Le salme rimpatriate oggi a Linate appartengono a:
- Chiara Costanzo e Achille Barosi, entrambi di Milano, due amici liceali.
- Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna.
- Emanuele Galeppini, 17 anni, di Genova, considerato una giovane promessa del golf.
Il volo militare è poi proseguito per l’aeroporto di Ciampino, a Roma, dove è stata accolta la salma di Riccardo Minghetti, anch’egli romano. Ad attenderlo vi erano il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro dello Sport, Andrea Abodi. La sesta vittima italiana, una ragazza di 14 anni con doppia cittadinanza, sarà invece sepolta in Svizzera, dove risiedeva.
Il cordoglio delle istituzioni e del Paese
La cerimonia a Linate si è svolta in un silenzio surreale, rotto solo dalla benedizione impartita da un sacerdote mentre i familiari, distrutti dal dolore, accarezzavano le bare. La presenza del Presidente La Russa non è stata solo formale, ma ha rappresentato la vicinanza e la partecipazione di tutto il Paese. “È un linguaggio sobrio, essenziale, che dice vicinanza senza invadere“, è stato il commento unanime, a sottolineare come in questi momenti lo Stato si faccia carico di accompagnare un dolore che diventa di tutti.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato che mercoledì 7 gennaio in tutte le scuole italiane verrà osservato un minuto di silenzio per ricordare i ragazzi. Un gesto per onorare la loro memoria e per riflettere su una tragedia che ha colpito giovani nel fiore degli anni, in un momento che doveva essere solo di gioia.
Mentre le indagini delle autorità elvetiche proseguono per accertare le responsabilità, l’Italia si prepara a dare l’ultimo saluto ai suoi ragazzi. I feretri sono stati trasferiti nelle rispettive città d’origine – Milano, Bologna e Genova – dove le comunità locali si stringeranno attorno alle famiglie per i funerali. Una geografia del dolore che unisce il Paese, da Nord a Sud, in un unico, commosso abbraccio.
