Una svolta significativa ha impresso una direzione precisa alle indagini sulla tragica morte di Aurora Livoli, la diciannovenne il cui corpo è stato rinvenuto senza vita lunedì 29 dicembre nel cortile di un condominio in via privata Paolo Paruta, alla periferia nord-est di Milano. Gli inquirenti hanno infatti fermato un uomo, un cittadino peruviano di 57 anni, ora gravemente indiziato per il delitto di omicidio volontario.
L’uomo, identificato come Emilio Gabriel Valdez Velazco, risulta avere numerosi precedenti penali, tra cui reati di rapina aggravata, immigrazione clandestina e, in particolare, violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito, il 57enne era inoltre irregolare sul territorio nazionale e destinatario di due provvedimenti di espulsione, non eseguiti per diverse problematiche burocratiche e sanitarie.
Il fermo legato a un altro grave episodio
Il fermo dell’uomo, eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte, è inizialmente scattato per un altro grave episodio di violenza. La sera del 28 dicembre, poche ore prima dell’incontro con Aurora, il 57enne avrebbe aggredito una ragazza peruviana di 19 anni alla stazione della metropolitana M2 di Cimiano, non lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere. L’avrebbe afferrata alle spalle, stretta al collo e tappato la bocca nel tentativo di rapinarla del cellulare. La giovane vittima è riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto solo grazie all’arrivo di un treno, mettendo in fuga l’aggressore. La ragazza ha raccontato di aver temuto per la sua vita, sentendosi dire dall’uomo: “Tu oggi muori”.
Le telecamere incastrano il sospettato
Sono state proprio le immagini delle telecamere di sorveglianza della metropolitana e della zona di via Paruta a indirizzare i sospetti degli investigatori, coordinati dal pm Antonio Pansa, sul 57enne. I video hanno immortalato l’uomo insieme ad Aurora Livoli poco prima della sua scomparsa. In una sequenza si vedono entrare insieme nel cortile del palazzo di via Paruta; successivamente, l’uomo viene ripreso mentre esce da solo.
La vittima: chi era Aurora Livoli
Aurora Livoli, nata a Roma e adottata a sei anni da una coppia di Fondi, in provincia di Latina, si era allontanata volontariamente da casa il 4 novembre. I genitori adottivi avevano avuto un ultimo contatto telefonico con lei il 26 novembre, durante il quale la ragazza aveva detto di stare bene ma di non voler tornare. Descitta come una ragazza solare, intelligente e con una passione per la chimica, che studiava all’Università La Sapienza di Roma, Aurora aveva manifestato in passato disagi psicologici, ma mai di natura patologica. La famiglia, angosciata, ne aveva denunciato la scomparsa. Il suo corpo è stato trovato parzialmente svestito, con lividi sul collo, senza documenti né telefono, rendendo inizialmente difficile l’identificazione, avvenuta solo dopo la diffusione di una foto segnaletica da parte delle forze dell’ordine.
L’autopsia conferma lo strangolamento
L’esame autoptico, eseguito presso l’Istituto di Medicina Legale di Milano alla presenza dei genitori e dello zio della ragazza, ha fornito i primi, agghiaccianti risultati. I risultati preliminari confermano che la causa del decesso è da attribuire a uno strangolamento a mani nude. Si attendono ulteriori esami per chiarire se la giovane abbia subito anche abusi sessuali, ipotesi suggerita dalle circostanze del ritrovamento del corpo.
Un uomo con un passato di violenza
Il profilo dell’indagato, Emilio Gabriel Valdez Velazco, è quello di un uomo con una lunga storia di illegalità e violenza. Entrato in Italia nel 2017, era diventato irregolare nel 2019. Nonostante due decreti di espulsione, l’uomo era rimasto sul territorio nazionale. I suoi precedenti per violenza sessuale risalgono al 2019, 2024 e 2025, ma ha scontato il carcere solo per uno di questi episodi. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita di Aurora e per accertare ogni responsabilità in questa drammatica vicenda che ha scosso la città di Milano.
