GENOVA – Un finale di 2025 da dimenticare in fretta e un 2026 che deve necessariamente iniziare con un’altra marcia. Il Genoa di Daniele De Rossi si trova a un bivio fondamentale della sua stagione e l’allenatore, con la consueta schiettezza, non si nasconde dietro a un dito. Le tre sconfitte consecutive, in particolare l’ultima subita all’Olimpico contro la Roma, hanno lasciato scorie emotive e tecniche che il tecnico romano intende cancellare subito, a partire dalla delicata sfida casalinga contro il Pisa.
IL PATTO DELLO SPOGLIATOIO: “CI SIAMO DETTI LE COSE IN FACCIA”
La delusione post-Roma è stata palpabile, non solo negli occhi del tecnico ma anche in quelli dei suoi giocatori. De Rossi, in conferenza stampa, ha rivelato un confronto diretto e sincero avvenuto all’interno dello spogliatoio. “La squadra ha reagito con lo stesso dispiacere che avevo io dopo la partita. Me lo avrete letto negli occhi a fine gara”, ha esordito l’allenatore. “Loro stessi erano consapevoli di aver fatto qualcosa di meno rispetto ad altre gare. E ci siamo detti le cose in faccia”.
Un confronto che ha cementato un’intesa basata sulla trasparenza. “Abbiamo una sorta di patto, dirci la verità, non solo in base al risultato. È una cosa che secondo me hanno già messo a posto”, ha proseguito De Rossi, mostrando fiducia nella capacità di reazione del suo gruppo. “Sono sicuro che siano consapevoli di quanto è importante non solo la partita col Pisa, ma la seconda parte della nostra stagione”.
L’ANALISI TATTICA: CONTRO IL PISA SERVIRÀ FAME E ATTENZIONE
La prossima sfida contro il Pisa, un vero e proprio scontro diretto, assume i contorni di un test cruciale. De Rossi ha studiato attentamente l’avversario e ha le idee chiare su come il suo Genoa dovrà interpretare la partita. “Che mi aspetto disciplinato. Le partite in cui non ha segnato o ha perso, ha giocato comunque all’altezza dell’avversario”, ha analizzato il tecnico. Per questo, servirà un approccio impeccabile: “Servirà grande attenzione da parte nostra, un Genoa con la fame del secondo tempo col Verona”.
L’allenatore ha messo in guardia i suoi da un errore di presunzione legato al possesso palla. “Con squadre che hanno meno possesso palla come Verona o Pisa si può pensare di averne di più e ci si può focalizzare solo su quello. Sarebbe sbagliato, perché non possiamo in una partita diventare una squadra che addormenta il gioco”. L’identità del Genoa di De Rossi deve essere un’altra: “Siamo una squadra che deve gestire il nostro possesso palla, ma anche passare attraverso le seconde palle, le corse in profondità e i duelli, perché altrimenti incapperemmo in un primo tempo simile a quello che abbiamo fatto col Verona”.
IL RITORNO DI LEALI E LA CHIAVE DELLA MENTALITÀ
Per la gara contro i toscani, De Rossi ritroverà tra i pali Nicola Leali, un rientro importante per dare sicurezza al reparto arretrato. “È un ruolo delicato ma è un ragazzo serio, amato dallo spogliatoio e rispettato e stimato dallo staff. Lo vedremo tranquillo”, ha commentato il tecnico, sottolineando l’importanza dell’equilibrio e della serenità in una posizione così delicata.
La chiave, però, sarà soprattutto mentale. De Rossi insiste sulla necessità di non perdere l’aggressività e l’indole combattiva, anche quando si ha il controllo del gioco. “Abbiamo lavorato tanto su quello che dobbiamo fare con la palla, perché i numeri dicono che il Pisa spesso la palla la lascia, come la lasciava il Verona, e questo a volte ti porta ad essere un po’ più morbido”, ha spiegato. “Pensare a quello che devi fare con la palla ti leva quella indole aggressiva di cui una squadra come la nostra ha bisogno sempre. Il secondo tempo del Verona l’abbiamo vinto non palleggiando, ma andando più forti di loro”. Un monito chiaro e diretto: per uscire dalla crisi e iniziare la risalita, il Genoa dovrà unire alla qualità del gioco la ferocia agonistica che il suo allenatore pretende.
