CRANS-MONTANA (Svizzera) – Un’intera comunità, tra Milano e la nota località sciistica svizzera, vive ore di angoscia appesa a un filo di speranza per le sorti di Achille Osvaldo Giovanni Barosi, il sedicenne milanese che risulta tra i dispersi dopo il tragico incendio divampato la notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana. L’appello per ritrovarlo, carico di disperazione e speranza, è stato lanciato dal cugino, Edoardo Sparacino, attraverso una pagina Instagram creata appositamente per le ricerche, cransmontana.avisderecherche, diventata in poche ore un punto di riferimento per le famiglie dei tanti giovani che affollavano il club quella notte.
Secondo il racconto del cugino, confermato anche da alcuni amici presenti sul posto, Achille è stato visto per l’ultima volta intorno all’1:30 del primo gennaio. In un gesto che si è rivelato drammatico, il ragazzo sarebbe rientrato nel locale, da cui era già uscito, per recuperare la sua giacca e il telefono cellulare, proprio nei momenti in cui si scatenava l’inferno di fuoco e fumo. “Ho parlato con gli amici di Achille che erano lì e mi hanno raccontato che mio cugino era rientrato un momento nel locale quando c’è stata l’esplosione”, ha dichiarato Edoardo Sparacino all’ANSA, ricostruendo quei concitati istanti.
L’APPELLO DELLA FAMIGLIA E I DETTAGLI PER IL RICONOSCIMENTO
La famiglia, che possiede una casa a Crans-Montana dove stava trascorrendo le vacanze, ha diffuso una descrizione dettagliata di Achille nella speranza che qualcuno possa riconoscerlo. Si tratta di un ragazzo di 16 anni, alto 1.85 m, con capelli biondi e occhi azzurri. Un dettaglio importante, sottolineato dai parenti, è una collanina con una medaglietta della Madonnina che potrebbe indossare. Un elemento cruciale per le ricerche è che Achille era uscito senza documenti d’identità, rimasti nell’abitazione di famiglia. Questa circostanza alimenta la flebile speranza che possa essere stato ricoverato in uno degli ospedali della regione – a Sion, Losanna o Zurigo – come “paziente ignoto”.
I genitori del ragazzo si trovano sul posto, raggiunti nelle ore successive anche da altri parenti, tra cui il nonno e la zia, che hanno portato con loro persino il cane di Achille, in un gesto di disperata attesa. “In queste ore mi scrivono in tanti, migliaia e migliaia di persone hanno letto il mio annuncio e il telefono non smette mai di squillare”, ha raccontato il cugino Edoardo, testimoniando la vasta mobilitazione nata sul web.
IL CONTESTO DELLA TRAGEDIA E LE ALTRE VITTIME
La tragedia di Crans-Montana ha assunto i contorni di una vera e propria strage, con un bilancio pesantissimo di 40 vittime e oltre 100 feriti. L’incendio, secondo le prime indagini, sarebbe stato innescato da candele pirotecniche utilizzate per festeggiare su alcune bottiglie di champagne, le cui scintille avrebbero raggiunto rapidamente il materiale fonoassorbente del soffitto. Le indagini sono in corso e si concentrano sulle misure di sicurezza del locale, con i due gestori indagati per omicidio colposo e incendio colposo. Testimonianze di ex dipendenti hanno sollevato dubbi sulla gestione delle uscite di sicurezza, che sarebbero state spesso bloccate o chiuse a chiave.
Nella stessa drammatica serata, Achille era in compagnia di amici, tra cui Chiara Costanzo, coetanea e studentessa milanese, anche lei inizialmente data per dispersa. Purtroppo, nel pomeriggio del 2 gennaio, è arrivata la tragica conferma: Chiara è stata ufficialmente identificata tra le vittime. Achille, descritto come un ragazzo talentuoso e “bravissimo a disegnare”, frequenta il liceo artistico delle Orsoline a Milano. La sua storia si intreccia con quella di molti altri giovani, tra cui sei italiani ufficialmente dispersi, le cui famiglie attendono con il fiato sospeso notizie dalle autorità svizzere. Con il passare delle ore, purtroppo, le speranze si affievoliscono, ma la mobilitazione per ritrovare Achille e dare risposte ai suoi cari non si ferma.
Aggiornamento: Nelle giornate successive, le autorità elvetiche hanno purtroppo confermato l’identificazione del corpo di Achille Osvaldo Giovanni Barosi tra le vittime della strage. La sua salma, insieme a quella di altre giovani vittime italiane, è stata rimpatriata nei giorni seguenti.
