Dopo l’onda anomala, un vero e proprio tsunami mediatico e di pubblico, scatenata dal fenomeno ‘Buen Camino’ di Checco Zalone, il cinema italiano si affaccia al 2026 con un misto di trepidazione e speranza. L’anno che verrà si delinea come una stagione di grande autorialità, un ritorno in campo dei pesi massimi della nostra cinematografia, pronti a raccogliere una sfida tanto ardua quanto stimolante: confermare la vitalità di un settore che, nel 2025, ha dato prova di grande resilienza e capacità di attrazione.
I dati parlano chiaro: l’anno appena concluso ha visto i botteghini italiani registrare un incasso complessivo di circa 496 milioni di euro, con 68 milioni di biglietti staccati. Un risultato che si pone in solida continuità con il biennio precedente, segnale di un pubblico che ha ritrovato la via della sala. Ma il dato più incoraggiante, un vero e proprio canto di vittoria per la nostra industria, è la performance del cinema di produzione nazionale. Incluse le co-produzioni, i film italiani hanno conquistato una fetta di mercato straordinaria, incassando oltre 160 milioni di euro e totalizzando più di 22.5 milioni di ingressi. Ciò si traduce in una quota di mercato di circa il 33%, un terzo del totale, a testimonianza di un’offerta capace di intercettare i gusti e le sensibilità degli spettatori.
A trainare questa cavalcata trionfale è stato, senza ombra di dubbio, il ciclone Zalone. ‘Buen Camino’ ha polverizzato ogni record, chiudendo il 2025 con oltre 36 milioni di euro d’incasso, cifra che ha già superato i 41 milioni nei primi giorni del nuovo anno. Un successo che, al di là delle analisi sociologiche, ha avuto il merito di riportare in sala un pubblico vastissimo ed eterogeneo. Alle sue spalle, a completare il podio dei film italiani più visti, troviamo ‘Follemente’ con 17.9 milioni e ‘Diamanti’ con 9.8 milioni, a dimostrazione di una varietà di generi e proposte che ha saputo farsi valere.
Un’apertura d’anno nel segno di Sorrentino
Archiviata la festa Zalone, il 2026 si apre sotto una stella di primissima grandezza. Sarà Paolo Sorrentino, il 15 gennaio, a inaugurare la stagione dei grandi autori con ‘La grazia’. Già acclamato in concorso a Venezia, dove il suo protagonista Toni Servillo ha conquistato una meritatissima Coppa Volpi, il film si preannuncia come un’opera complessa e stratificata. Sorrentino ci conduce nelle stanze più segrete del potere e dell’anima, tratteggiando la figura di un immaginario Presidente della Repubblica, Mariano De Santis, vedovo, cattolico e perennemente vestito di grigio. Un uomo tormentato da un dilemma etico e umano: a chi, tra i tanti candidati, concedere la grazia presidenziale? Un viaggio tra commedia e malinconia, che esplora i temi del lutto, della fede e della responsabilità con lo stile visivamente sontuoso e la profondità psicologica che contraddistinguono il cinema del regista premio Oscar.
Muccino e i labirinti del cuore
Il 29 gennaio le atmosfere si faranno più leggere, ma non meno intense, con ‘Le cose non dette’ di Gabriele Muccino. Il regista, maestro nell’esplorare le complesse dinamiche emotive e i grovigli dei rapporti interpersonali, torna al suo terreno d’elezione. Adattando il romanzo ‘Siracusa’ di Delia Ephron, Muccino mette in scena, tra le suggestioni di Roma e del Marocco, la crisi di una coppia, portando a galla tradimenti, sotterfugi e difficili scelte genitoriali. Un cast corale di grande richiamo, composto da Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Miriam Leone e Claudio Santamaria, darà corpo e voce alle inquietudini e alle passioni tipiche dell’universo mucciniano.
Sguardi audaci e nuove prospettive
Il panorama del 2026 si arricchisce di proposte audaci e originali, che promettono di scuotere e far discutere. Andrea De Sica, con ‘Gli occhi degli altri’, già presentato alla Festa del Cinema di Roma, si immerge in un torbido scenario anni Sessanta, liberamente ispirato a uno dei casi di cronaca nera più scandalosi del dopoguerra italiano, il delitto Casati Stampa. Un’esplorazione senza filtri delle perversioni umane, tra revenge porn, voyeurismo e pratiche bondage, che vede protagonisti una disinibita Jasmine Trinca e un magnetico Filippo Timi in un ruolo sadico e masochista.
Cambio totale di registro con ‘Un anno di scuola’ di Laura Samani, in arrivo il 9 aprile dopo il passaggio a Venezia nella sezione Orizzonti. La regista ci trasporta in una Trieste del 2007, dall’inconfondibile aria mitteleuropea, per raccontare la storia di Fred, una diciottenne svedese catapultata in una classe di soli maschi di un istituto tecnico. Il suo arrivo sconvolgerà gli equilibri, mettendo a dura prova l’amicizia di tre ragazzi e offrendo uno spaccato delicato e profondo sull’adolescenza, l’identità e la scoperta di sé.
Genovese, Moretti, Vicari: il ritorno dei maestri
La stagione vedrà anche il ritorno di altri nomi di spicco del nostro cinema.
- Paolo Genovese adatta per il grande schermo il suo stesso romanzo del 2023, ‘Il rumore delle cose nuove’. Un film che promette di indagare le debolezze umane attraverso un intreccio corale, dove “la soddisfazione illecita di una curiosità” trascina le vite di sette persone in un vortice di segreti e conseguenze imprevedibili. Il cast è stellare: Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce, Rolando Ravello e Claudio Santamaria.
- Grande attesa per ‘Succederà questa notte’ di Nanni Moretti, che potrebbe debuttare in primavera direttamente in concorso al Festival di Cannes, la sua “casa” cinematografica. Si sa ancora poco della trama, se non che si tratterà di una commedia romantica tratta da un racconto di Eshkol Nevo, autore israeliano da cui Moretti aveva già tratto ‘Tre piani’. Nel cast, Jasmine Trinca e Louis Garrel. Intanto, a stuzzicare la curiosità dei fan, un teaser virale mostra il regista e il cast intenti a cantare sul set “Incoscienti giovani” di Achille Lauro.
- Daniele Vicari dirige Alessandro Borghi in ‘Bianco’, un’opera che porta sul grande schermo la vita e le imprese di Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti ed esploratori del Novecento. Il film, girato tra Valle D’Aosta e Alto Adige, si concentra sulla tragica spedizione del 1961 sul Monte Bianco, raccontata nel romanzo ‘Freney 1961’ di Marco Albino Ferrari, durante la quale una violenta tempesta costò la vita a quattro dei sette alpinisti coinvolti.
Martone, Avati, Amelio: chiudono il cerchio
A completare questo quadro ricco e variegato, altri tre maestri del cinema italiano. Mario Martone torna a collaborare con Toni Servillo in ‘Scherzetto’, un progetto avvolto ancora nel mistero, ma che trae ispirazione da un suo omonimo cortometraggio sperimentale del 1984. Pupi Avati, con ‘Nel tepore del ballo’, ci regala una parabola umana e sentimentale con protagonista Massimo Ghini nei panni di un conduttore televisivo di successo. Infine, Gianni Amelio con ‘Nessun Dolore’ esplora come la vita di un uomo comune possa essere sconvolta da un tragico evento di cui è egli stesso la causa. Nel cast sono stati annunciati Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
