NEW YORK – In una dichiarazione che ha scosso le fondamenta della diplomazia internazionale, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato di aver assistito in diretta dalla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, a una complessa e audace operazione militare in Venezuela. L’operazione, denominata “Absolute Resolve”, ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, nel cuore della capitale, Caracas. Trump ha sottolineato con enfasi che l’azione non ha causato “vittime” tra le forze americane, pur menzionando la presenza di alcuni feriti lievi.

I dettagli dell’operazione “Absolute Resolve”

Secondo le ricostruzioni fornite da fonti americane, l’operazione è scattata nelle prime ore del 3 gennaio 2026, preparata da mesi di intensa attività di intelligence da parte della CIA. L’azione ha visto il coinvolgimento di oltre 150 velivoli, tra cui caccia, bombardieri e droni, che hanno colpito obiettivi strategici per neutralizzare le difese aeree venezuelane. Successivamente, un’unità d’élite della Delta Force è intervenuta per prelevare Maduro e la consorte dalla loro residenza all’interno del complesso militare di Fuerte Tiuna. L’intera operazione, descritta da Trump come uno “show televisivo” e un “assalto spettacolare mai visto dalla seconda guerra mondiale”, sarebbe durata poco più di due ore.

Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha spiegato che la missione è stata eseguita su richiesta del Dipartimento di Giustizia statunitense e che ha richiesto il coordinamento di tutte le forze armate. Maduro e la moglie, una volta catturati, sono stati trasferiti su una nave della marina statunitense in attesa di essere processati a New York per accuse legate al narcotraffico.

Il contesto: l’Operazione Gedeon e le tensioni crescenti

Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in un contesto di altissima tensione tra Washington e Caracas. È impossibile non ricollegare questi eventi alla fallita “Operazione Gedeon” del maggio 2020. In quell’occasione, un gruppo di mercenari, tra cui due ex Berretti Verdi americani, tentò un’incursione via mare per rovesciare Maduro. L’operazione, organizzata dalla compagnia di sicurezza privata Silvercorp USA, guidata dal veterano delle forze speciali Jordan Goudreau, si risolse in un disastro, con l’arresto e la morte di diversi partecipanti. All’epoca, il governo di Maduro accusò Stati Uniti e Colombia di essere i mandanti, mentre l’amministrazione Trump negò ogni coinvolgimento diretto.

L’operazione del 2020, per quanto fallimentare, ha rappresentato un precedente significativo, evidenziando la volontà di attori esterni di intervenire militarmente in Venezuela. La crisi presidenziale del 2019, con l’autoproclamazione di Juan Guaidó come presidente ad interim sostenuto da Washington, aveva già inasprito i rapporti, portando a sanzioni economiche sempre più severe contro il settore petrolifero e finanziario venezuelano.

Le reazioni internazionali e le implicazioni future

La notizia della cattura di Maduro ha scatenato un’ondata di reazioni a livello globale. Molti paesi, pur opponendosi al regime di Maduro, hanno condannato l’azione unilaterale degli Stati Uniti come una violazione del diritto internazionale. Russia e Cina, storici alleati di Caracas, hanno espresso una ferma condanna, mentre il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha parlato di un “pericoloso precedente”. Anche alleati degli Stati Uniti, come il Regno Unito e la Spagna, hanno preso le distanze, sottolineando la necessità di una soluzione diplomatica e il rispetto della sovranità nazionale.

Trump, dal canto suo, ha dichiarato che gli Stati Uniti “gestiranno il paese” fino a una transizione “sicura e appropriata”, lasciando intendere un coinvolgimento a lungo termine in Venezuela. Queste affermazioni hanno sollevato preoccupazioni riguardo a un possibile vuoto di potere e a un’ulteriore destabilizzazione della regione, già provata da una profonda crisi economica e umanitaria che ha causato l’esodo di milioni di venezuelani.

Resta da vedere quale sarà il futuro del Venezuela. Mentre Maduro si trova sotto custodia statunitense, l’incertezza regna sovrana. La comunità internazionale osserva con apprensione, sperando che si possa evitare un’escalation di violenza e che si possa trovare una via pacifica per risolvere una delle crisi politiche ed economiche più complesse del nostro tempo.

Di atlante

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